Ethereum: la cifra del 50% di staking riportata da Santiment scatena critiche tra i ricercatori

Ethereum ha superato una soglia simbolica: per la prima volta nella sua storia di oltre un decennio, più della metà dell’ether emesso storicamente risulta confluito nel contratto di staking basato su proof-of-stake (PoS), secondo un’analisi pubblicata da una società di onchain analytics.

La società ha indicato che il saldo cumulativo del contratto di deposito per lo staking è pari al 50,18% di tutto l’ETH emesso storicamente, un valore che riflette i versamenti effettuati dal lancio dello staking in vista della transizione della rete da proof-of-work a PoS nel 2022.

Secondo i registri di offerta in circolazione, la fornitura totale di ether si aggira intorno a 120,7 milioni di token. Tra i maggiori detentori figura la tesoreria specializzata a livello mondiale Bitmine, che dispone di circa 4,29 milioni di ETH, di cui 2,9 milioni risultano attualmente staked.

Il contratto noto come Beacon Deposit Contract è il principale contenitore per lo staking perché funge da gateway obbligatorio per chi intende operare come validator e contribuire alla sicurezza della blockchain; in termini cumulativi questo contratto mostra depositi superiori a 77 milioni di ETH, una quota rilevante della fornitura complessiva.

Tra i principali soggetti con partecipazioni significative si segnalano inoltre Binance con oltre 4 milioni di ETH, BlackRock con circa 3,4 milioni e Coinbase con circa 2,9 milioni. Occorre ricordare che, quando i token sono in staking, non possono essere trasferiti o scambiati fino a che non viene autorizzata una procedura di uscita.

Le uscite dai validatori sono state rese possibili dall’aggiornamento noto come Shanghai nel 2023, che ha attivato la possibilità per i validatori di ritirare gli ETH e reintrodurli in circolazione.

Critiche e precisazioni metodologiche

Luke Nolan of CoinShares ha osservato una distinzione cruciale nell’interpretazione dei dati:

“Il post è inaccurato, o quantomeno fuorviante dal punto di vista materiale. Fa riferimento al contratto di deposito unidirezionale usato per lo staking dell’ETH, ma non tiene conto dei prelievi. L’ETH inviato a quel contratto quando i validatori effettuano lo staking non rappresenta una rimozione permanente.”

Nolan ha spiegato che, da quando i prelievi sono stati abilitati, l’ETH può lasciare l’insieme dei validatori e tornare in circolazione, perciò l’osservazione del solo saldo del contratto di deposito può sovrastimare la quantità effettivamente vincolata oggi.

Ha aggiunto che esiste una differenza fondamentale tra l’ammontare di ETH che è transita storicamente attraverso il contratto di staking e la quantità attualmente attiva come stake: circa 80 milioni di token possono aver transitato dal contratto, mentre l’ammontare attivamente staked oggi è più vicino a 37 milioni, ossia intorno al 30% dell’offerta circolante attuale.

Un altro esperto, Aleksandr Vat di Ethplorer.io, ha confermato la distinzione e fornito chiarimenti tecnici: il saldo del contratto di deposito visualizzato su tracciatori pubblici è cumulativo e non diminuisce quando i validatori escono, poiché i prelievi vengono eseguiti con la coniazione di nuovo ETH verso indirizzi del livello di esecuzione anziché sottrarre direttamente dal contratto di deposito.

Dato il meccanismo descritto, i principali indicatori di staking attivo — combinando dati di diverse fonti onchain — stimano oggi circa 37,3 milioni di ETH effettivamente staked, equivalente a circa il 30,8% della fornitura totale.

Pertanto, il rapporto tra il saldo cumulativo del contratto Beacon e l’ammontare storicamente emesso può produrre una percentuale superiore al 50% a seconda del denominatore usato, ma ciò non equivale necessariamente a dire che oltre la metà dell’offerta sia permanentemente esclusa dalla circolazione.

Implicazioni economiche e di mercato

Nonostante le precisazioni tecniche, il traguardo rimarca l’importanza centrale dello staking nel disegno economico di Ethereum. Con una maggiore partecipazione, una porzione crescente di ETH genera rendimento attraverso le ricompense per i validatori, caratterizzando la valuta digitale anche come asset produttore di rendimento.

Vineet Budki, partner e amministratore delegato di Sigma Capital, ha commentato la portata strutturale del fenomeno:

“Il traguardo del 50% di offerta staked segna l’evoluzione di Ethereum in una sorta di ‘obbligazione digitale’, dove la sicurezza della rete è alimentata da convinzioni di lungo periodo anziché da speculazione a breve termine. Bloccando metà dell’emissione totale in una cassaforte unidirezionale, il protocollo ha creato una compressione strutturale dell’offerta.”

Budki ha inoltre collegato questo fenomeno a segnali di attività in aumento sulla rete, citando crescita delle transazioni giornaliere, raddoppio degli indirizzi attivi quotidianamente e una maggiore presenza di asset tokenizzati, in parte trasferiti e scalati tramite soluzioni layer-2 che riconciliano periodicamente lo stato con il livello base di Ethereum.

Tuttavia, alcuni osservatori sottolineano che la crescita recente dei validatori è stata concentrata tra grandi operatori. Una porzione significativa delle nuove entrate nella coda dei validatori è stata guidata da soggetti istituzionali e tesorerie specializzate, il che solleva questioni sulla distribuzione della partecipazione e sul grado di decentralizzazione operativa nel processo di staking.

Conclusioni e prospettive

Il dibattito evidenzia come le metriche di offerta e la loro presentazione possano modellare narrazioni di mercato diverse: il confronto tra saldi cumulativi e stock attivi mette in luce rischi di interpretazione per investitori e osservatori. Per valutazioni accurate è necessario distinguere chiaramente tra depositi storici, saldo del contratto e quantitativo effettivamente vincolato in un dato momento.

Nei prossimi mesi sarà importante monitorare l’andamento dei prelievi, la composizione dei validatori e gli sviluppi sulle soluzioni di scaling, poiché queste variabili influiranno sia sulla liquidità effettiva dell’ETH sia sulla percezione del mercato riguardo alla sua funzione come asset di rendimento e riserva di valore.