ZeroLend chiude dopo tre anni per catene inattive e attacchi hacker
- 17 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Dopo tre anni di attività, il protocollo di prestito decentralizzato ZeroLend ha annunciato l’avvio della procedura di chiusura delle operazioni, citando economie non più sostenibili a fronte di catene a bassa attività e crescenti minacce alla sicurezza.
Il team di ZeroLend ha dichiarato:
“Combined with the inherently thin margins and high risk profile of lending protocols, this resulted in prolonged periods where the protocol operated at a loss.”
Motivazioni della chiusura
Secondo il comunicato ufficiale, gli sforzi prolungati non sono stati sufficienti a superare una serie di fattori negativi: fornitori di prezzo (oracle) che hanno interrotto il supporto, liquidità in contrazione su reti come Manta, Zircuit e XLAYER, e un contesto di attacchi informatici ricorrenti che ha aumentato il rischio operativo.
Gli oracle forniscono dati di mercato in tempo reale essenziali per il corretto funzionamento dei mercati di prestito. Quando questi servizi vengono sospesi o diventano inaffidabili, i protocolli non riescono più a determinare in modo sicuro i valori degli asset, rendendo insostenibile la gestione dei prestiti e delle garanzie.
La combinazione di margini intrinsecamente ridotti e di un profilo di rischio elevato, tipica dei mercati di prestito decentralizzati, ha portato il protocollo a periodi prolungati di funzionamento in perdita, ha spiegato il team, rendendo inevitabile la decisione di cessare gradualmente le attività.
Come funzionavano i mercati di prestito
I mercati di prestito su blockchain consentono agli utenti di depositare criptovalute per ottenere interessi, mentre altri prendono in prestito quegli stessi asset fornendo garanzie. In pratica si tratta di un modello peer-to-pool che opera senza intermediari bancari, ma che si basa pesantemente su liquidità, dati di prezzo affidabili e smart contract sicuri.
Procedure di prelievo e aggiornamento degli smart contract
Il team di ZeroLend ha indicato come priorità principale la possibilità per gli utenti di ritirare i propri asset in sicurezza. Per le risorse bloccate su catene a bassa liquidità, il gruppo aggiornerà gli smart contract secondo un calendario prestabilito per sbloccare quanto più possibile.
Molte delle posizioni sono state impostate con un rapporto prestito/valore (LTV) pari al 0%, il che significa che non è più possibile effettuare nuovi prestiti: l’operazione punta esclusivamente a consentire il ritiro dei fondi residui dai mercati ancora attivi.
Rimborso parziale per i titolari di LBTC su Base
Un caso rilevante riguarda LBTC (Lombard Staked Bitcoin), una versione di bitcoin che produce rendimento e che era utilizzata nei mercati di ZeroLend sulla Layer 2 Base di Coinbase. Lo scorso febbraio si era verificato un exploit in cui l’attaccante aveva utilizzato un LBTC contraffatto come garanzia per drenare la liquidità.
Per gli utenti che avevano depositato LBTC su Base, il team ha previsto rimborsi parziali finanziati dall’allocazione destinata alle ricompense su LINEA. Gli interessati sono invitati a mettersi in contatto con i moderatori o a presentare un ticket di supporto per coordinare le procedure di rimborso.
Il team di ZeroLend ha dichiarato:
“Chiediamo cortesemente a tutti gli utenti coinvolti che detengono LBTC di contattare i moderatori o di aprire un ticket di supporto in modo da mantenere una comunicazione diretta e coordinare i prossimi passi.”
Il team ha inoltre aggiunto:
“Per i detentori di token, questo segna la conclusione del percorso di ZeroLend.”
Il team ha infine esortato gli utenti:
“Si prega di ritirare eventuali asset residui e di contattare i canali ufficiali di supporto qualora necessitiate assistenza. Grazie per aver fatto parte di ZeroLend.”
Implicazioni per l’ecosistema DeFi
La chiusura di ZeroLend mette in luce problemi strutturali che riguardano l’intero settore della finanza decentralizzata: liquidità volatile, dipendenza da terze parti per dati di prezzo, vulnerabilità agli exploit e una propensione degli investitori a spostare capitale verso soluzioni percepite come più sicure. Questi elementi aumentano la probabilità di fallimenti operativi e spingono verso una maggiore attenzione alla governance e alla resilienza tecnica.
Dal punto di vista regolamentare e politico, episodi come questo possono alimentare richieste di maggior vigilanza sulle piattaforme DeFi, nonché investimenti in infrastrutture di sicurezza, audit degli smart contract e sistemi di oracle più robusti. Per gli utenti rimane fondamentale valutare i rischi legati a liquidità, contratti intelligenti e protezione contro attacchi informatici.
Gli sviluppatori e gli stakeholder del settore sono ora chiamati a trarre lezioni operative da questa esperienza per migliorare la stabilità e l’affidabilità delle offerte DeFi, promuovendo al contempo pratiche di gestione del rischio più rigorose.