Tifosi azionisti: la Lega spinge per il sì definitivo al loro ingresso nel capitale delle società sportive
- 17 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La Lega insiste:
“La proposta per consentire l’azionariato popolare nelle società sportive, a partire dai club calcistici, è importante, ragionevole, già approvata dalla Camera e dalla Commissione con condivisione del governo. Auspichiamo possa andare avanti fino all’approvazione definitiva in Senato.”
A promuovere con insistenza il provvedimento sono il leader del partito, Matteo Salvini, e il capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, che ne sottolineano il valore come strumento per favorire la partecipazione dei tifosi e rafforzare il legame tra società e comunità locali.
Rinvio al Senato e riserve emerse
L’esame del disegno di legge al Senato è stato rinviato sine die, dopo che alcune forze di maggioranza hanno chiesto chiarimenti tecnici e valutazioni di compatibilità rispetto alle normative societarie vigenti.
Forza Italia aveva richiamato l’attenzione sui punti da approfondire:
“È necessario chiarire aspetti di compatibilità delle nuove norme con le regole che riguardano le società, soprattutto quelle professionistiche, che vanno bilanciate, in particolare nel caso di società quotate in Borsa.”
Il capogruppo azzurro, Maurizio Gasparri, ha annunciato la convocazione di una riunione di maggioranza per discutere le osservazioni sollevate e definire eventuali emendamenti concilianti prima di un nuovo calendario parlamentare.
Origine del provvedimento e iter parlamentare
Il disegno di legge, presentato dall’Lega, era stato approvato dalla Camera il 23 aprile 2024 e successivamente assegnato alla Commissione Cultura e sport del Senato, dove è rimasto in istruttoria per diversi mesi.
Nel corso dell’esame in commissione il testo ha ricevuto un via libera unanime e senza modifiche, ma il passaggio successivo in aula è stato sospeso per valutare le obiezioni sollevate da alcuni esponenti politici e soggetti interessati dal settore sportivo e finanziario.
Il concetto di azionariato popolare prevede strumenti che permettono a tifosi e cittadini di partecipare al capitale e alle scelte societarie, con possibili implicazioni per il governo societario, la trasparenza e il controllo dei flussi finanziari. Per le società quotate in Borsa occorrono poi garanzie sulla tutela degli azionisti e sulla conformità alle normative della finanza pubblica.
Il ruolo di Claudio Lotito e le criticità evidenziate
Secondo quanto riferito durante l’istruttoria, uno degli elementi che ha contribuito al congelamento temporaneo del testo è stato il pressing del senatore Claudio Lotito, che ricopre anche la carica di presidente del Lazio.
Claudio Lotito avrebbe manifestato riserve su alcuni aspetti del provvedimento, proponendo di limitare l’applicazione dell’azionariato popolare escludendo le società professionistiche o prevedendo regole diverse per chi è soggetto a obblighi di trasparenza e quotazione.
La segnalazione di possibili conflitti di interesse e la richiesta di maggiori tutele per le società quotate hanno contribuito al confronto politico sull’opportunità di disciplinare in modo distinto i casi delle società non quotate e delle società quotate in Borsa.
Dal punto di vista istituzionale, il confronto interessa non solo gli aspetti sportivi ma anche quelli civilistici e finanziari: le modifiche proposte potrebbero coinvolgere norme sul diritto societario, sugli organi di controllo e sulle procedure di offerta pubblica, con ricadute per gli investitori e per i tifosi-azionisti.
Prossimi passi e possibili scenari
Prima che il testo torni in aula al Senato, è probabile che la maggioranza tenti di trovare un’intesa tecnica su emendamenti che chiariscano i confini applicativi della norma, con particolare attenzione alle società professionistiche e a quelle quotate in Borsa.
Il dialogo tra deputati, senatori, rappresentanti delle società sportive e operatori finanziari sarà determinante per individuare soluzioni che concilino la partecipazione popolare con la tutela degli interessi economici e la stabilità gestionale delle società.
Se verrà raggiunto un accordo, il provvedimento potrebbe riprendere l’iter con un calendario aggiornato; in caso contrario, la discussione potrebbe allungarsi, con possibili emendamenti sostanziali o soluzioni alternative per promuovere forme di partecipazione dei tifosi senza compromettere gli equilibri societari.