Strategy e Bitmine espandono le partecipazioni in Bitcoin ed Ethereum nonostante il crollo del mercato
- 17 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Le due maggiori società quotate che utilizzano criptovalute come riserva hanno ampliato i loro portafogli digitali nella settimana in esame: Strategy ha acquistato 2.486 Bitcoin, mentre Bitmine Immersion Technologies ha incrementato le sue riserve con 45.759 Ether, per un esborso complessivo di circa 260 milioni di dollari.
Dettagli sugli acquisti di Strategy
Strategy ha dichiarato di aver speso 168,4 milioni di dollari per acquisizioni di Bitcoin effettuate tra il 9 e il 16 febbraio, portando il totale delle proprie riserve a 717.131 BTC.
Le compravendite sono state finanziate mediante emissioni di azioni nell’ambito del programma at-the-market: sono stati collocati 785.354 titoli di tipo preferenziale STRC per proventi netti pari a 78,4 milioni di dollari e 660.000 azioni ordinarie di Classe A per 90,5 milioni di dollari.
Alla data riportata dall’azienda, il prezzo d’acquisto aggregato per le sue riserve in Bitcoin è risultato pari a 54,52 miliardi di dollari, con un costo medio di acquisizione di circa 76.027 dollari per BTC. Le ultime unità sono state comprate a un prezzo medio di circa 67.710 dollari ciascuna.
Dettagli sugli acquisti di Bitmine Immersion Technologies
Bitmine, la maggiore società quotata con riserve in Ether, ha portato il proprio saldo a 4.371.497 ETH, equivalenti al 3,62% dell’offerta totale stimata in 120,7 milioni di ETH.
Di queste riserve, 3.040.483 ETH sono vincolati in attività di staking, con una valutazione approssimativa di 6,1 miliardi di dollari calcolata su un prezzo unitario di 1.998 dollari per ETH. La società stima un ricavo annuo derivante dallo staking di circa 176 milioni di dollari.
Oltre alle criptovalute, Bitmine ha segnalato un portafoglio complessivo di investimenti, liquidità e altri asset pari a 9,6 miliardi di dollari, tra cui 670 milioni in contanti, 193 BTC, una partecipazione valutata 200 milioni in Beast Industries e una quota da 17 milioni in Eightco Holdings.
Andamento dei mercati e impatto sui corsi azionari
Le acquisizioni sono avvenute in un contesto di calo dei prezzi delle principali criptovalute: Bitcoin ha oscillato intorno ai 66.700 dollari, segnando una flessione di circa il 30% sugli ultimi 30 giorni, mentre Ether si è attestato intorno a 1.990 dollari, con un ribasso superiore al 40% nello stesso periodo.
Il discesa del mercato ha riflessi anche sui titoli delle società tesoriere in criptovalute. Il prezzo delle azioni di Strategy è sceso fino a circa 129 dollari, segnando una riduzione di circa il 72% rispetto al massimo raggiunto il 16 luglio 2025. Le azioni di Bitmine hanno subito una contrazione ancora più marcata, scendendo intorno ai 20 dollari, lontane dai picchi estivi ma comunque in crescita in termini annuali.
Altre società con rilevanti riserve in Ether e Bitcoin hanno mostrato dinamiche simili: SharpLink Gaming, detentrice di 864.840 ETH (circa lo 0,72% dell’offerta), ha visto il proprio titolo ridursi notevolmente rispetto ai massimi recenti; analogamente MARA Holdings, con 53.250 BTC in portafoglio, ha riportato una perdita significativa dai livelli osservati in autunno.
Complessivamente, un gruppo di società quotate detiene oltre un milione di Bitcoin per un valore aggregato stimato attorno ai 76 miliardi di dollari, mentre le riserve in Ether di entità quotate sono valutate complessivamente nell’ordine dei 12–13 miliardi di dollari.
Conseguenze finanziarie e considerazioni istituzionali
Le società che mantengono criptovalute come asset di riserva operano in una zona di mercato caratterizzata da elevata volatilità e da rischi specifici legati a regolamentazione, liquidità e custodia degli asset digitali. Tali imprese utilizzano spesso strumenti finanziari tradizionali, come emissioni azionarie o programmi di collocamento sul mercato, per finanziare acquisti di asset digitali.
L’attività di staking, che consiste nel bloccare Ether per contribuire alla sicurezza della rete e ricevere ricompense, rappresenta una fonte di rendimento alternativa, ma comporta anche vincoli di liquidità e rischi tecnici. Per gli investitori istituzionali e retail, la presenza di criptovalute in bilancio implica una nuova variabile nella valutazione del merito creditizio e della volatilità aziendale.
Dal punto di vista regolamentare, le autorità di vigilanza stanno osservando con attenzione la diffusione di riserve in criptovalute nelle imprese quotate, valutandone gli effetti su trasparenza, governance e adeguata informativa agli azionisti. Decisioni future in ambito normativo potrebbero influenzare sia la valutazione degli asset digitali sia le strategie di tesoreria delle società interessate.
In sintesi, le acquisizioni rese note dalle due principali tesorerie quotate evidenziano come alcune società continuino a puntare su una strategia di accumulo di asset digitali, bilanciando potenziali rendimenti di lungo periodo con i rischi di breve termine legati alla natura dei mercati cripto.