Starknet sceglie Nightfall di EY per privacy istituzionale sulla rete Ethereum
- 17 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
StarkWare ha integrato il protocollo di privacy Nightfall di EY su Starknet, consentendo a istituzioni finanziarie e a grandi imprese di eseguire pagamenti privati e attività di DeFi su infrastrutture pubbliche compatibili con Ethereum, con l’obiettivo di offrire riservatezza senza rinunciare alla possibilità di audit.
Secondo l’annuncio ufficiale, l’integrazione punta a favorire l’adozione istituzionale attraverso un livello di scaling condiviso e aperto (layer‑2), in alternativa a reti chiuse riservate esclusivamente a banche, approfittando del rapporto con una delle Big Four che già effettua audit per molte delle controparti target.
Cosa apporta Nightfall
Nightfall è una soluzione open source basata su prove a conoscenza zero (ZK) sviluppata da EY che permette di verificare transazioni senza rivelare i dati sottostanti. L’obiettivo è combinare riservatezza e verificabilità per casi d’uso dove la trasparenza totale della blockchain rappresenta un ostacolo per l’adozione istituzionale.
La tecnologia abilita pagamenti B2B privati e trasferimenti cross‑border, gestione confidenziale della tesoreria e movimentazioni on‑chain di asset tokenizzati attive 24 ore su 24, oltre a scenari che richiedono disclosure selettiva per esigenze di compliance o audit.
Le istituzioni potranno inoltre accedere alle funzionalità di DeFi — come prestito, swap e strategie di rendimento — con transazioni private per impostazione predefinita ma progettate per supportare meccanismi di disclosure selettiva, auditabilità e protocolli di KYC.
Obiettivi per i flussi istituzionali
L’operazione è presentata come un passo significativo verso la possibilità di usare blockchain pubbliche per capitali istituzionali, che finora sono stati frenati dalla trasparenza totale on‑chain e dai conseguenti rischi di compliance e di esposizione competitiva.
Eli Ben‑Sasson ha dichiarato:
“La blockchain potrebbe offrire a ogni istituzione l’equivalente di un’autostrada privata per stablecoin e depositi tokenizzati.”
Il messaggio enfatizza l’idea di una infrastruttura condivisa che garantisca privacy operativa senza isolare gli operatori in silos chiusi.
Alex Gruell ha detto:
“Particolarmente utile per le istituzioni che richiedono una verifica KYC pronta all’uso nel processo di onboarding, aggiungendo credibilità istituzionale e familiarità normativa.”
Alex Gruell ha inoltre osservato:
“I team nativi della cripto hanno già spostato montagne costruendo l’infrastruttura ZK; il sistema sviluppato da EY fornisce uno strato complementare di credibilità istituzionale.”
Interoperabilità e modello permissionless
Secondo la descrizione fornita, la combinazione tra Starknet e Nightfall dovrebbe agire come livello di interoperabilità tra istituzioni, a differenza di ambienti istituzionali frammentati che spesso operano in silos e di modelli permissioned come il Canton Network, che non sono ancora pienamente integrati con l’ecosistema Web3.
Gli sviluppatori sottolineano che Nightfall rimarrà permissionless e verrà distribuito in fasi: la fase iniziale si concentrerà su pagamenti e trasferimenti privati con meccanismi di compliance e sequenziamento sicuri, mentre in seguito sono previste le upgrade dei verificatori e l’espansione delle funzionalità man mano che il sistema scala.
Crescita di Starknet e problemi iniziali
Starknet è cresciuta fino a diventare uno dei maggiori rollup ZK per valore bloccato, con un TVL che si aggira intorno ai 280 milioni di dollari, e una base di utilizzo trainata principalmente da protocolli DeFi e applicazioni native dell’ecosistema.
La rapida espansione ha però messo in evidenza criticità operative: nel 2025 la rete ha registrato interruzioni significative legate al sequencer e ad altri componenti infrastrutturali. In seguito sono state condotte analisi pubbliche degli incidenti e annunciate misure per rafforzare l’affidabilità prima di cercare flussi di capitale ancora più ampi dal mondo istituzionale.
Implicazioni per banche e aziende
Per banche e grandi aziende l’integrazione rappresenta una possibilità concreta di utilizzare infrastrutture pubbliche mantenendo controllo e riservatezza sui dati sensibili, pur conservando la tracciabilità necessaria per audit e compliance.
L’adozione su larga scala richiederà comunque una fase di sperimentazione, l’armonizzazione con regole di compliance locali e internazionali e un impegno continuo sulla governance, sulla sicurezza operativa e sulla trasparenza delle procedure di audit e di KYC.
Nel complesso, la mossa costituisce un passo verso infrastrutture di regolamento pubbliche e interoperabili in grado di soddisfare esigenze istituzionali, ma la diffusione dipenderà dall’evoluzione della robustezza tecnica della rete, dalla chiarezza regolamentare e dalla fiducia che gli operatori istituzionali riporranno nelle nuove soluzioni.