Montagna, Calderoli: le regioni pronte a sostenere i comuni esclusi
- 17 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
L’obiettivo è garantire che le risorse destinate alla montagna vengano effettivamente impiegate nei territori montani e non disperse altrove, correggendo criticità del passato e assicurando che chi sceglie di vivere in quota trovi condizioni di vita adeguate alle proprie ambizioni professionali e ai bisogni familiari.
Obiettivi della norma
La legge sulla montagna punta a ridurre i divari territoriali, favorire la tenuta demografica e sostenere lo sviluppo economico e sociale delle aree montane. Tra gli obiettivi concreti figurano il potenziamento dei servizi pubblici essenziali, il miglioramento delle infrastrutture di collegamento, l’accesso alla banda larga, la valorizzazione delle filiere locali e il sostegno a nuove forme di imprenditorialità compatibili con i vincoli ambientali.
Un approccio integrato richiede di bilanciare interventi strutturali — come strade, reti energetiche e infrastrutture digitali — con politiche sociali che garantiscano istruzione, salute e servizi alle famiglie, oltre a strumenti fiscali e contributivi specifici per incentivare la residenza e l’attività economica in montagna.
Prossimi passi per l’attuazione
Il primo passo operativo consiste nell’individuare parametri oggettivi che permettano di riconoscere le realtà montane più vulnerabili e bisognose di sostegno. Questi criteri serviranno a concentrare interventi e risorse dove il divario con altre aree del Paese è più marcato.
I parametri che verranno valutati possono comprendere densità abitativa, distanza dai servizi essenziali, accessibilità infrastrutturale, indicatori socio-economici (tasso di occupazione, età media della popolazione), capacità di attrazione imprenditoriale e fragilità ambientale. La definizione di tali indicatori sarà la base per i decreti attuativi che renderanno pienamente operativa la legge.
I decreti attuativi stabiliranno criteri tecnici e modalità di accesso ai finanziamenti, mentre il coordinamento tra il Governo, i ministeri competenti, le Regioni e i Comuni sarà determinante per tradurre la norma in interventi reali sul territorio. È prevista inoltre la consultazione con le comunità locali e con gli attori economici per calibrare le misure sulle esigenze effettive.
Risorse e sostenibilità finanziaria
Per quanto riguarda le disponibilità finanziarie, è importante ricordare che lo stock di fondi destinati alla montagna è cresciuto rispetto al recente passato. Nel Fosmit non c’era quasi nulla fino al 2021; dalla formazione dell’esecutivo guidato dal centrodestra è stato invece previsto un flusso di risorse attorno ai 200 milioni di euro annui. Si tratta di un incremento reale delle dotazioni, pur riconoscendo che la domanda di investimenti resta elevata.
Per garantire l’efficacia degli interventi è necessario combinare queste risorse con altri strumenti finanziari: fondi europei, stanziamenti regionali, risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e possibili partenariati pubblico-privati. La sostenibilità richiede anche meccanismi di monitoraggio, trasparenza nella spesa e valutazione degli impatti sul medio-lungo periodo.
Un buon sistema di governance dovrà prevedere indicatori di performance, revisioni periodiche delle misure e procedure chiare per evitare dispersioni. Solo così sarà possibile dimostrare ai cittadini che le risorse stanziate per la montagna vengono effettivamente impiegate in quei contesti e producono miglioramenti tangibili nella qualità della vita.
Impatto politico e coordinamento istituzionale
L’attuazione della legge avrà ricadute politiche perché tocca temi sensibili come la coesione territoriale e la distribuzione delle risorse pubbliche. Per questo motivo è fondamentale un dialogo costante tra i diversi livelli istituzionali: il Ministero dell’Ambiente e il Ministero dell’Economia e delle Finanze per le linee guida e i fondi, le Regioni e i Comuni per l’attuazione locale, e le comunità montane per l’adeguamento delle misure alle specificità territoriali.
Un approccio partecipato e basato sui dati contribuirà a ridurre le polemiche e a rendere visibili i risultati, permettendo di correggere tempestivamente eventuali criticità e di calibrare ulteriori interventi per rafforzare la sostenibilità sociale ed economica delle aree montane.