Il gruppo Otb archivia il 2025 con 1,7 miliardi di ricavi e redditività record per Diesel
- 17 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Un anno segnato dalla centralità di Otb tra Milano e Parigi, con i diversi marchi del gruppo che hanno consolidato identità commerciali e creative: da Diesel, fondamento dell’avventura imprenditoriale di Renzo Rosso, fino alle maison posizionate nel segmento alto come Maison Margiela e Viktor&Rolf. La rilevanza del gruppo è stata determinata non solo da sfilate ed eventi, ma anche dall’espansione retail, da cambi di direzione creativa in alcune etichette e da progetti di sostenibilità concreti, pensati per evitare ogni forma di green washing o social washing.
Un portafoglio diversificato
Il gruppo Otb controlla un portafoglio articolato che comprende, oltre a Diesel, marchi come Jil Sander, Maison Margiela, Marni, Viktor&Rolf, le società di produzione e licensing Staff International e Brave Kid, e una partecipazione nel brand Amiri. La strategia di crescita ha sempre incluso la possibilità di nuove acquisizioni e, negli ultimi anni, sono circolate voci di interesse per nomi internazionali, alcune poi smentite o sfumate dopo acquisizioni da parte di altri gruppi—tra questi la compravendita di Versace da parte di Prada.
Il consolidamento del portafoglio e la ricerca di efficienza, bilanciata da ambitiosi investimenti creativi, sono stati curati dall’amministratore delegato Ubaldo Minelli, che ha assunto anche la guida ad interim di Jil Sander a partire da luglio 2025, con l’obiettivo di armonizzare direzione strategica e performance operative.
Investimenti in retail e riposizionamento
Ubaldo Minelli ha detto:
“I risultati confermano la solidità del gruppo: prosegue il trend di crescita di Maison Margiela, con vendite a +8,4%, e la redditività di Diesel ha raggiunto i livelli più alti degli ultimi dieci anni grazie al lavoro di riposizionamento che abbiamo svolto.”
Pur riconoscendo elementi positivi, la direzione mantiene un approccio prudente. Il fatturato 2025 è risultato in calo del 4,8% raggiungendo circa 1,7 miliardi di euro: un dato che, contestualizzato nella congiuntura globale, non è allarmante ma impone comunque di non accontentarsi. Le strategie per invertire la tendenza includono investimenti mirati nel retail, iniziative a sostegno della filiera e politiche di sostenibilità sociale e ambientale orientate alla responsabilità di lungo periodo.
Il mix distributivo e i piani per il 2026
Ubaldo Minelli ha detto:
“La sostanziale stabilità del canale retail non è riuscita a compensare il calo generalizzato del wholesale, che ha sfiorato il 15%. Puntiamo a un’incidenza del wholesale sul fatturato complessivo del 25-30%: questo implica continuare a investire nella nostra rete di negozi, con aperture mirate, chiusure e trasferimenti strategici.”
Nel 2025 gli investimenti totali del gruppo hanno raggiunto circa 64 milioni di euro, concentrati principalmente sui canali diretti. La razionalizzazione della rete ha comportato 49 nuove aperture e 58 chiusure, oltre a spostamenti di store verso location considerate più strategiche. Parallelamente, il gruppo ha avviato progetti di innovazione digitale, in particolare su soluzioni di AI e pratiche di clienteling, per migliorare l’esperienza del cliente e l’efficienza operativa.
Internazionalizzazione e sostegno alla filiera
Dal punto di vista geografico, il mercato del Giappone è rimasto solido e rappresenta una quota rilevante (circa il 27,4% del business del gruppo). Hanno mostrato crescita anche il Nord America (+5,9%) e il Medio Oriente (+9%), mentre si è registrato un rallentamento in Cina e in diverse aree dell’Europa. Sul piano reddituale, nel 2025 l’ebitda di gruppo si è attestato sui 237,3 milioni di euro mentre l’ebit è stato pari a 10,1 milioni.
Ubaldo Minelli ha detto:
“Gli indici di redditività hanno tenuto nonostante il calo di fatturato e la scelta di non aumentare i listini in modo generalizzato: riteniamo che la politica del ‘value for money’ premiando la fiducia dei clienti nel valore reale dei nostri prodotti, basato su qualità, creatività e rispetto del territorio.”
Il sostegno alle filiere produttive resta un pilastro dell’azione del gruppo, con iniziative finanziarie e programmi dedicati. Otb ha confermato la prosecuzione del progetto C.A.S.H., attivato nel 2013 per offrire supporto finanziario ai partner più virtuosi: dall’avvio del programma il volume complessivo dei finanziamenti erogati è cresciuto fino a circa 700 milioni di euro. Inoltre, il gruppo ha partecipato attivamente ai tavoli di lavoro delle associazioni di settore per contribuire alla definizione del Protocollo di legalità relativo alle filiere produttive della moda, con l’obiettivo di rafforzare trasparenza e responsabilità lungo l’intera catena del valore.