Processo per il caso Beic: gli architetti Stefano Boeri e Cino Zucchi a giudizio
- 16 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Gli architetti di rilievo internazionale e docenti al Politecnico di Milano, Stefano Boeri e Cino Zucchi, sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di turbativa d’asta e, per i due professori, anche di false dichiarazioni relative alla mancata segnalazione di un presunto conflitto di interessi nel concorso internazionale per la realizzazione della nuova Biblioteca europea di informazione e cultura (BEIC) a Milano. Il giudice per l’udienza preliminare Fabrizio Filice ha fissato la prima udienza del processo per il 17 aprile.
I capi d’imputazione e i professionisti coinvolti
Secondo l’impianto accusatorio, elaborato dai pubblici ministeri Giancarla Serafini e Paolo Filippini, agli imputati vengono contestati accordi finalizzati a influenzare l’esito della procedura di gara. La posizione di un’altra architetta, Manuela Fantini, è stata stralciata in vista di una possibile archiviazione, mentre una precedente contestazione di falso in atto pubblico è stata tolta dalle imputazioni.
I due docenti, secondo gli inquirenti, non avrebbero comunicato rapporti rilevanti di interesse e sarebbero rimasti rispettivamente presidente e componente della commissione aggiudicatrice che, nel luglio 2022, ha proclamato vincitrice una cordata cui partecipavano allievi o partner professionali dei due professori: Raffaele Lunati, Giancarlo Floridi (entrambi ricercatori presso la facoltà di Architettura del Politecnico di Milano) e Pier Paolo Tamburelli dello studio Baukuh. Un altro concorrente, il progettista Andrea Caputo, si era classificato al terzo posto.
Le indagini e le presunte prove
Le indagini condotte dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf fanno riferimento a scambi di messaggi documentati che, a detta dell’accusa, proverebbero l’esistenza di patti volti ad orientare la valutazione dei progetti nella direzione della cordata poi premiata.
Gli inquirenti sostengono che durante l’iter di valutazione e nelle fasi pregresse alla scelta del vincitore Pier Paolo Tamburelli avrebbe svolto un ruolo di raccordo con i due docenti, contribuendo a una selezione ritenuta dalla Procura «pilotata». Il valore complessivo dell’incarico contestato si aggira attorno a 8,6 milioni di euro per la realizzazione della BEIC.
Nei confronti degli imputati sono stati contestati i reati di turbativa d’asta e, limitatamente a Stefano Boeri e Cino Zucchi, anche di false dichiarazioni. Tutti i coinvolti hanno respinto le accuse.
Nel procedimento né il Comune né la Fondazione Beic si sono costituiti parte civile.
Le argomentazioni della difesa
Le difese degli imputati contestano l’interpretazione degli inquirenti: secondo i legali, il progetto selezionato era il più valido dal punto di vista tecnico e non vi sarebbero stati favoritismi o accordi illeciti. È stato inoltre sottolineato che le schede di valutazione erano anonime e che le regole del bando richiedevano la segnalazione di conflitti di interesse soltanto per rapporti di collaborazione economica «in corso», rendendo opinabile l’obbligo di dichiarazione per i fatti contestati.
La posizione difensiva richiama anche la complessità delle procedure di appalto pubbliche e la necessità di provare in modo univoco eventuali accordi illeciti, soprattutto quando la valutazione avviene mediante commissioni tecniche e comparazioni progettuali.
Provvedimenti cautelari e misure interdittive
Il giudice per le indagini preliminari Luigi Iannelli non ha accolto la richiesta dei pm di applicare misure detentive (arresti domiciliari) nei confronti di Boeri, Zucchi e Tamburelli. In alternativa sono state disposte misure interdittive: divieti temporanei, della durata variabile da un anno a otto mesi, di partecipare a commissioni per concorsi pubblici e di intrattenere rapporti professionali con la pubblica amministrazione.
Tali provvedimenti hanno ricadute immediate sulla possibilità degli interessati di assumere incarichi in ambito pubblico e potrebbero incidere anche sulla loro posizione all’interno di sedi accademiche o professionali, a seconda degli sviluppi amministrativi e disciplinari.
Implicazioni istituzionali e prospettive del processo
Il caso solleva questioni rilevanti sulla trasparenza nelle procedure di appalto pubblico, sulle prescrizioni relative alle segnalazioni di conflitto d’interesse e sui criteri di composizione e funzionamento delle commissioni giudicatrici. Da un punto di vista istituzionale, vicende di questo tipo possono indurre amministrazioni comunali, fondazioni e università a rivedere prassi e regolamenti interni per rafforzare meccanismi di prevenzione e controllo.
La data della prima udienza è stata fissata per il 17 aprile; nel corso del processo verranno valutate le prove raccolte dagli inquirenti e le controdeduzioni della difesa, con possibili ulteriori approfondimenti istruttori volti a chiarire la dinamica dei rapporti tra i professionisti coinvolti.
Gli imputati hanno sempre respinto le accuse, sostenendo la regolarità del procedimento concorsuale e la correttezza del processo valutativo che ha portato all’aggiudicazione del progetto.