Riscaldamento: una famiglia su due sceglie il calore da biomassa come alternativa al gas

In un contesto segnato dalla crescita dei costi energetici, sempre più famiglie italiane valutano i sistemi di riscaldamento a biomassa come alternativa concreta al gas. L’uso di legno e pellet è già diffuso: circa una famiglia su quattro dichiara di riscaldarsi con questi combustibili, soprattutto nelle aree rurali e nei piccoli centri.

I presupposti alla base di questo interesse sono il desiderio di comfort termico, la percezione di maggiore convenienza economica e una valutazione positiva sull’aspetto ambientale della biomassa. Secondo un’indagine recente, oltre il 50% delle famiglie prenderebbe in considerazione l’installazione di un impianto a biomassa, con il pellet indicato come il combustibile di maggiore preferenza.

I risultati emergono da una survey realizzata da Nomisma che analizza conoscenza, diffusione e percezione dei sistemi a biomasse legnose tra le famiglie italiane.

Prospettive di mercato e appuntamenti di settore

Le evidenze dell’indagine aprono scenari favorevoli per la filiera legno-energia, un comparto che in Italia conta oltre 14.000 imprese, un fatturato superiore ai 4 miliardi di euro e più di 72.000 addetti. Le aziende italiane produttrici di tecnologie per la combustione del legno e del pellet sono riconosciute a livello internazionale e rivestono un ruolo di primo piano nel panorama europeo.

Il settore si incontrerà e presenterà le novità tecnologiche in occasione di Progetto Fuoco, la fiera organizzata da Veronafiere che riunisce produttori di stufe, camini, caldaie e apparecchi a legna e pellet. All’evento partecipano centinaia di marchi nazionali e internazionali, su un’ampia superficie espositiva che include padiglioni e aree esterne con molti prodotti funzionanti e dimostrativi.

La manifestazione offre inoltre un programma articolato di convegni, workshop e tavole rotonde dedicati all’efficienza energetica, alla gestione sostenibile delle foreste e alle normative tecniche, fornendo un’occasione di aggiornamento professionale e confronto per tutti gli operatori della filiera.

L’edizione di presentazione ha visto la partecipazione, tra gli altri, di rappresentanti di Veronafiere e di alcuni stakeholder del settore: Federico Bricolo, Monica Pontarin, Emanuele Di Faustino, Annalisa Paniz, Adolfo Rebughini e Valeria Santolin.

Risultati della survey: diffusione e profilo degli utilizzatori

L’indagine a firma di Nomisma è stata condotta su un campione rappresentativo di 800 intervistati e fotografa un contesto di forte incertezza economica e geopolitica, dove il tema del caro energia è percepito come rilevante da una rilevante quota di famiglie. In tale quadro, le tecnologie a biomassa mostrano un buon livello di diffusione e di conoscenza.

Oltre la metà delle famiglie dichiara di aver sentito parlare di riscaldamento a biomassa, mentre più di quattro su dieci affermano di possedere una conoscenza approfondita. L’adozione è significativa: circa una famiglia su quattro utilizza impianti a biomassa in prima o seconda casa. La diffusione è maggiore nei piccoli comuni e nelle aree rurali, con concentrazioni più elevate nelle regioni del Sud Italia e nelle abitazioni indipendenti.

Percezione d’uso, tecnologia e incentivi

Dal punto di vista percettivo, il riscaldamento a biomassa è associato a concetti quali calore, comfort e convivialità. Nel confronto con i sistemi tradizionali a gas, viene generalmente giudicato più conveniente e più sostenibile, soprattutto dagli utenti che lo sperimentano direttamente.

Tra le soluzioni adottate prevalgono i camini e i termocamini (circa il 49% degli utilizzatori), seguiti da stufe e termostufe (45%). Le caldaie a biomassa risultano ad oggi meno diffuse (intorno al 6%). Il parco impianti mostra un’età mediamente avanzata: oltre la metà è stata installata più di dieci anni fa, indicando un potenziale significativo di rinnovo tecnologico.

Gli incentivi pubblici giocano un ruolo chiave nella transizione verso soluzioni a maggior efficienza: strumenti come il Ecobonus, il Conto Termico e il Bonus Casa sono percepiti come leve importanti, sebbene la loro conoscenza non sia ancora diffusa capillarmente, attestandosi a poco più di un italiano su tre.

L’esperienza d’uso riportata dagli utilizzatori è complessivamente positiva, con tassi di soddisfazione più elevati rispetto ad altre soluzioni. Tra i driver principali di apprezzamento compaiono il comfort termico e il controllo dei consumi, elementi che favoriscono fidelizzazione e passaparola.

In prospettiva, il potenziale di crescita del segmento appare consistente: oltre la metà degli intervistati considererebbe la biomassa per una nuova abitazione, e una quota rilevante di utilizzatori attuali rifarebbe la stessa scelta.

Implicazioni politiche e gestionali

L’espansione degli impianti a biomassa solleva questioni di governance che coinvolgono istituzioni nazionali e regionali, enti forestali e operatori della filiera. La gestione sostenibile delle risorse legnose, le politiche di certificazione del combustibile e gli standard di efficienza degli apparecchi sono componenti essenziali per garantire benefici climatici e qualità dell’aria.

Un’azione coordinata tra politica industriale, incentivi mirati e formazione tecnica può favorire il rinnovo degli impianti obsoleti, sostenere l’innovazione tecnologica e consolidare il ruolo competitivo delle imprese italiane, già riconosciute per il Made in Italy nel comparto delle tecnologie per la combustione di legno e pellet.

La diffusione controllata e certificata della filiera contribuirebbe anche a creare occupazione qualificata, migliorare l’efficienza energetica delle abitazioni e ridurre la dipendenza da fonti fossili, allineandosi agli obiettivi di decarbonizzazione.

Federico Bricolo ha dichiarato:

“I dati confermano che il riscaldamento a biomassa è una risposta concreta, moderna e sostenibile alle sfide energetiche attuali. Progetto Fuoco rappresenta da anni la piattaforma naturale della filiera, costruita insieme alle imprese e riconosciuta dal mercato. Siamo impegnati a supportare la crescita dell’evento anche all’estero con nuovi progetti.”

Conclusioni e prospettive

Il quadro che emerge dalla ricerca indica una tecnologia consolidata ma con ampi margini di sviluppo: rinnovo degli impianti, migliore informazione sugli incentivi e approcci gestionali sostenibili rappresentano le leve principali per la crescita. Il settore mostra segnali positivi sia in termini economici sia occupazionali, mentre istituzioni e imprese sono chiamate a lavorare insieme per massimizzare i benefici ambientali e sociali della transizione energetica basata sulla biomassa.



Author: Tony
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