Standard Chartered avverte: bitcoin può scivolare a 50.000$, ether a 1.400$ prima di riprendersi
- 12 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Standard Chartered ha rivisto al ribasso le sue previsioni a breve e a fine anno per le principali criptovalute, citando rischi di ulteriori ribassi legati alle uscite dai ETF e a un contesto macroeconomico sfidante che sta comprimendo il mercato.
La banca ora prevede che Bitcoin possa scendere fino a circa $50.000 nei prossimi mesi, mentre ether potrebbe toccare un minimo vicino a $1.400. Recentemente Bitcoin si è scambiato intorno a $67.900 e ether attorno a $1.980.
Geoff Kendrick ha dichiarato:
“La svendita delle ultime settimane potrebbe continuare, poiché gli investitori degli ETF, molti dei quali sono in perdita, hanno maggiori probabilità di ridurre l’esposizione piuttosto che ‘comprare il minimo’.”
Geoff Kendrick ha aggiunto:
“Una volta che i prezzi avranno stabilito un fondo, prevedo una ripresa nel corso del 2026.”
Revisione delle previsioni
Nel dettaglio, l’analista ha abbassato gli obiettivi di fine anno: Bitcoin a $100.000 (da $150.000), ether a $4.000 (da $7.500), Solana a $135 (da $250), BNB Chain a $1.050 (da $1.755) e AVAX a $18 (da $100).
Dinamiche di mercato e fattori macro
Il mercato delle criptovalute si è indebolito in modo marcato all’inizio del 2026: molte attività principali, incluso Bitcoin, sono scese in modo significativo rispetto ai massimi di fine 2025, e la capitalizzazione complessiva di mercato è diminuita nelle ultime settimane.
Il declino è stato accompagnato da volatilità elevata, ampie liquidazioni di posizioni leva e un generale atteggiamento risk-off che ha aumentato la correlazione tra crypto e mercati azionari in calo. Pressioni macro, come i timori sulla crescita globale e sulle prospettive dei tassi d’interesse, hanno spinto parte degli investitori verso rifugi tradizionali come l’oro.
La mancanza di chiarezza regolamentare, in particolare nei confronti del mercato nei Stati Uniti, e problemi di liquidità presso alcune istituzioni hanno inoltre pesato sulla fiducia, riducendo i ricavi da trading per le aziende esposte al comparto crypto e alimentando un sentiment ribassista su molti token.
Secondo Kendrick, le partecipazioni degli ETF in Bitcoin sono diminuite di quasi 100.000 BTC rispetto al picco di ottobre 2025, con un prezzo medio di acquisto degli ETF intorno a $90.000, lasciando molti investitori con perdite latenti dell’ordine del 25%.
Le condizioni macro sono un ulteriore freno al sentiment: sebbene i dati economici negli Stati Uniti mostrino segnali di indebolimento, i mercati non prevedono riduzioni dei tassi prima della prima riunione del FOMC con Kevin Warsh in qualità di presidente della Federal Reserve, prevista per la metà di giugno, limitando il supporto a breve termine per gli asset rischiosi.
Impatto sulle società crypto e resilienza del settore
La debolezza di mercato ha provocato una contrazione dei ricavi di trading per molte società legate alle criptovalute e ha esacerbato tensioni di liquidità in alcuni casi. Tuttavia, a differenza del ciclo negativo del 2022, questa fase non è stata caratterizzata dal collasso di piattaforme principali come Terra/Luna e FTX, un elemento che secondo gli analisti indica un grado maggiore di maturazione e resilienza del settore.
Prospettive a lungo termine
Nonostante le revisioni di breve termine, l’analista ha mantenuto inalterate le proiezioni a lungo termine: obiettivi di fine 2030 fissati a $500.000 per Bitcoin e $40.000 per ether, motivando queste stime con tendenze d’uso e fattori strutturali che, a suo avviso, restano intatti.
La banca aveva già ritoccato al ribasso le previsioni più ottimistiche nel dicembre precedente, riflettendo un dialogo continuo tra aspettative di mercato, condizioni macro e dati di adozione tecnologica. Queste revisioni sottolineano come gli scenari delle criptovalute siano ancora molto sensibili sia alle dinamiche finanziarie globali sia alle decisioni normative.
In sintesi, la combinazione di deflussi dagli ETF, pressioni macro e sentiment negativo ha spinto Standard Chartered a ridimensionare le previsioni di breve termine, pur mantenendo una visione positiva sul potenziale strutturale dell’asset class nel medio-lungo periodo.