Rizzetto: la formazione professionale come leva per ricollocare i lavoratori
- 12 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La formazione professionale viene proposta come strumento centrale per favorire la ricollocazione dei lavoratori coinvolti in licenziamenti per giustificato motivo, riorganizzazioni aziendali o delocalizzazioni. Un disegno di legge presentato dall’onorevole Walter Rizzetto, esponente di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Lavoro di Montecitorio, avvia in commissione un percorso volto a tenere conto dei cambiamenti del mercato del lavoro legati alla digitalizzazione, all’adozione di nuove tecnologie e alla riorganizzazione dei processi produttivi.
La proposta e il contesto
Il progetto di legge mira a integrare servizi di supporto alla ricollocazione che considerino le trasformazioni in atto nel mondo del lavoro, dall’introduzione dell’intelligenza artificiale all’automazione dei processi. L’obiettivo dichiarato è rendere più efficaci gli interventi di accompagnamento per i lavoratori che si trovano a dover cambiare mansione o settore, riducendo i tempi di inattività e aumentando le possibilità di impiego.
Walter Rizzetto ha spiegato:
“I servizi di supporto alla ricollocazione aziendale sono fondamentali in un periodo di profonda transizione. Pensiamo alla digitalizzazione e all’introduzione di sistemi di intelligenza artificiale: si tratta di percorsi complessi che richiedono una formazione continua, spesso certificata e talvolta obbligatoria. Strumenti come l’outplacement possono offrire un aiuto significativo, soprattutto in fasi di ristrutturazione o licenziamento, perché permettono di formare i lavoratori affinché possano inserirsi rapidamente in nuovi ruoli.”
Obiettivi operativi
La proposta intende colmare il divario tra le competenze possedute dai lavoratori e quelle richieste dalle imprese, intervenendo prima che si verifichi una lunga fase di disoccupazione. Per farlo prevede il coinvolgimento del Ministero del Lavoro, dei centri pubblici per l’impiego e delle agenzie per il lavoro, oltre che delle realtà che già gestiscono percorsi di formazione professionale.
Secondo il testo, le imprese saranno sostenute nella programmazione e nell’erogazione di percorsi formativi rivolti a lavoratori che potrebbero trovarsi in esubero o che necessitano di riqualificazione per aderire a nuovi profili professionali. L’intento è accorciare i tempi di fuoriuscita dal mercato del lavoro e favorire una ricollocazione quasi immediata in altri comparti produttivi.
Finanziamento tramite il Feg
Il modello di copertura finanziaria proposto fa leva sul Feg, il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, destinato a sostenere lavoratori colpiti da cambiamenti strutturali nei mercati. L’utilizzo del fondo permetterebbe di garantire risorse significative per i corsi di formazione e per i servizi di outplacement.
Walter Rizzetto ha aggiunto:
“La proposta prevede un finanziamento importante attraverso l’utilizzo del Feg. Per aziende con almeno 30 dipendenti si ipotizza di coprire l’80% dell’onere della formazione tramite il fondo europeo, mentre il restante 20% sarebbe a carico dei fondi interprofessionali. Una volta perfezionata la misura, si potrebbe arrivare a un coinvolgimento del Feg ancora più consistente, sfruttando risorse europee poco utilizzate finora.”
Impatto atteso sul mercato del lavoro
Il programma punta a sostenere le imprese nell’adozione di politiche di formazione continua al fine di aumentare la produttività e la resilienza degli asset aziendali. Nei casi di ristrutturazione o chiusura di reparti, gli interventi formativi mirati dovrebbero consentire di riallocare i lavoratori in altri distretti o aziende con tempistiche ridotte, mitigando l’impatto sociale ed economico della disoccupazione.
La proposta, se approvata, richiederà l’implementazione di percorsi certificati, la cooperazione tra attori pubblici e privati e una pianificazione delle risorse. Sul piano istituzionale ciò comporta un ruolo attivo del Ministero del Lavoro e dei servizi per l’impiego, nonché il coordinamento con le politiche europee per massimizzare l’uso dei fondi disponibili.
In conclusione, l’iniziativa punta a introdurre meccanismi che favoriscano la riconversione professionale e la mobilità del lavoro, con la duplice finalità di sostenere le imprese nel processo di trasformazione tecnologica e di ridurre i tempi di disoccupazione per i lavoratori coinvolti.