JPMorgan ottimista sulle criptovalute: i flussi istituzionali pronti a guidare la ripresa per il resto dell’anno
- 12 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
JPMorgan adotta un tono costruttivo verso i mercati delle criptovalute nonostante il forte calo registrato finora nell’anno, sostenendo che afflussi istituzionali e maggiore chiarezza normativa potrebbero sostenere la prossima fase rialzista degli asset digitali.
Nikolaos Panigirtzoglou e il suo team hanno scritto:
“Siamo positivi sui mercati crypto per il 2026, prevedendo un ulteriore aumento dei flussi verso gli asset digitali, guidato soprattutto dagli investitori istituzionali.”
L’ottimismo degli analisti arriva nonostante la recente correzione che ha portato il bitcoin (BTC) a scendere al di sotto della stima della banca relativa al costo di produzione, un livello che in passato ha funzionato come un supporto psicologico e operativo per il prezzo.
Al momento della valutazione, la criptovaluta più grande al mondo veniva scambiata intorno ai 66.300 dollari, dopo aver toccato livelli inferiori nei giorni precedenti.
Calo recente e costo di produzione
I mercati delle criptovalute hanno subito un marcato ritracciamento nelle ultime settimane. Per breakeven dei miner si intendono i livelli di prezzo necessari per coprire i costi operativi legati all’estrazione, come energia e ammortamenti dell’hardware; quando il prezzo scende sotto questi livelli, la pressione sui margini dei miner aumenta e l’attività onchain può rallentare.
Gli analisti ora stimano il costo di produzione del bitcoin intorno ai 77.000 dollari, una riduzione significativa rispetto a settimane precedenti. Un periodo prolungato di quotazioni inferiori a questo valore potrebbe forzare l’uscita dagli impianti degli operatori meno efficienti, abbassando progressivamente il costo medio di produzione a livello aggregato.
Questo processo, spesso definito come “capitulation” dei miner seguito da un riassestamento della difficoltà di rete e del tasso di hash, tende ad avere effetti autoregolatori sul mercato nel medio termine.
Volatilità, interesse istituzionale e confronto con l’oro
Nonostante il drawdown, la volatilità rimane elevata e l’interesse istituzionale ha mostrato una resistenza relativa migliore rispetto all’engagement retail. Questo profilo differenziato crea le condizioni per un possibile rimbalzo qualora si verifichi una rotazione di capitale verso gli asset digitali.
Nel confronto con altri asset di rifugio, il oro ha sovraperformato il BTC a partire da ottobre, ma la volatilità del metallo prezioso è aumentata in misura significativa. Secondo la banca, questa combinazione rende il bitcoin via via più interessante nell’orizzonte di lungo periodo, soprattutto per investitori con propensione a esposizioni non correlate ai mercati tradizionali.
Per gli investitori istituzionali, elementi chiave come custodia regolamentata, strumenti di negoziazione più liquidi e il potenziale sviluppo di prodotti regolamentati (ad esempio ETF e veicoli di investimento adattati alle esigenze professionali) risultano determinanti per la ripresa dei flussi.
Prospettive per il 2026
JPMorgan prevede un recupero dei flussi verso gli asset digitali nel 2026, trainato principalmente da investitori istituzionali più che da trader retail o da DAT (tesorerie aziendali in asset digitali). Questa evoluzione riflette la crescente professionalizzazione del mercato e la ricerca di allocazioni strategiche all’interno di portafogli istituzionali.
Un fattore che potrebbe accelerare tale transizione è il progresso normativo negli Stati Uniti e in altri principali mercati: una maggiore certezza giuridica e la possibile approvazione di normative specifiche, come la Clarity Act, sono viste come leve in grado di ridurre le barriere all’ingresso per gli operatori di grandi dimensioni.
Se queste condizioni si concretizzassero — afflussi istituzionali sostenuti da regole più chiare e infrastrutture di mercato più mature — il settore potrebbe sperimentare una nuova fase di crescita caratterizzata da maggiore profondità e liquidità.
In sintesi, la visione della banca è cautamente ottimista: il breve periodo resta segnato da volatilità e rischi legati ai costi di produzione e all’attività dei miner, mentre il medio-lungo termine potrebbe vedere un rafforzamento guidato dall’ingresso sistematico di capitale istituzionale e da sviluppi regolatori favorevoli.