Hong Kong ribadisce l’impegno verso gli asset digitali ma avverte la concorrenza aggressiva degli Emirati Arabi Uniti
- 12 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Hong Kong rimane uno dei principali centri finanziari mondiali e ha investito a lungo in tecnologie blockchain e asset digitali, ma ora affronta una forte concorrenza da parte degli Emirati Arabi Uniti, che si mostrano particolarmente favorevoli alle criptovalute.
Durante un panel a Consensus Hong Kong, sono intervenuti i panelist Joseph Chan, sottosegretario per i servizi finanziari e il tesoro di Hong Kong, e Johnny Ng, fondatore della società di investimento web3 Goldford Group, che hanno analizzato le sfide competitive e le scelte regolatorie.
Johnny Ng ha detto:
“Gli Emirati Arabi Uniti sono molto aggressivi.”
Secondo Ng, località come Dubai e Abu Dhabi hanno costruito un solido quadro normativo per gli asset virtuali e hanno spesso centralizzato la supervisione in un’unica autorità dedicata, rendendo più chiara e rapida l’attuazione delle regole.
Ha inoltre ricordato la presenza, in paesi come la Korea, di un organismo governativo specificamente incaricato delle tematiche crypto, a supporto di milioni di utenti e investitori che operano nel settore.
Johnny Ng ha detto:
“Ritengo che il Legislative Council di Hong Kong possa raccomandare al governo di fare di più, in particolare creando una posizione unica che sovrintenda a tutte queste attività.”
Johnny Ng ha detto:
“In qualità di legislatore, mi impegnerò a facilitare i contatti del governo con parlamentari di altri Paesi, per esempio con la Korea, per condividere esperienze e buone pratiche.”
Joseph Chan ha sottolineato come una delle caratteristiche che continua ad attrarre operatori e investitori a Hong Kong sia la prevedibilità delle autorità di vigilanza e la coerenza nell’approccio regolatorio.
Joseph Chan ha detto:
“La nostra regolamentazione è trasparente, certa e prevedibile, e abbiamo mantenuto questa linea costante.”
Chan ha evidenziato il contrasto con altre giurisdizioni che, a suo avviso, possono modificare le scelte regolatorie in modo più repentino a seconda dei cicli di mercato, mentre Hong Kong ha accompagnato lo sviluppo dell’industria degli asset digitali anche durante fasi di mercato difficili.
Nel regime obbligatorio di licenze per le Piattaforme di scambio di asset virtuali (VATP), introdotto circa due anni e mezzo fa, sono state concesse undici autorizzazioni sotto il nuovo schema regolatorio, a testimonianza di un processo implementato con gradualità.
Chan ha inoltre fornito un aggiornamento sulle iniziative normative in corso, indicando che il regime per i stablecoin, avviato lo scorso agosto, prevede il rilascio del primo lotto di licenze nel primo trimestre dell’anno in corso.
La fase successiva riguarderà il regime di autorizzazione per i dealer di asset digitali e per i soggetti custodi, che dovrebbe essere presentato dal Financial Secretary di Hong Kong entro l’anno. Chan ha evidenziato che prima della tabella definitiva sono previste multiple consultazioni pubbliche e letture del disegno di legge.
Joseph Chan ha detto:
“Può sembrare un processo lungo, ma è molto importante: così l’industria sa in anticipo cosa aspettarsi, ha tempo per sollevare preoccupazioni e non ci saranno sorprese.”
La competizione con giurisdizioni particolarmente favorevoli alle crypto potrebbe indurre Hong Kong a velocizzare alcune scelte organizzative, senza però rinunciare alla chiarezza regolatoria che molti operatori ritengono fondamentale per investimenti a lungo termine.
Un coordinamento più forte tra autorità nazionali e internazionali, e la possibile istituzione di una figura di supervisione unica proposta dai partecipanti al panel, potrebbero migliorare l’attrattività dell’ecosistema e favorire scambi di best practice con altri Paesi come la Korea o gli Emirati.
In definitiva, il quadro delineato mette in luce due priorità: mantenere la stabilità e la prevedibilità regolatoria per sostenere lo sviluppo del mercato, e al contempo adattarsi in modo efficiente alla crescente competitività internazionale.