Competenze informatiche: le ragazze superano i coetanei
- 12 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La parità di genere nella società moderna passa sempre più attraverso le competenze digitali: in molti Paesi europei le giovani tra i 16 e i 24 anni mostrano risultati migliori rispetto ai coetanei maschi nelle abilità informatiche di base, un segnale potenzialmente significativo per istruzione e mercato del lavoro.
I dati e il confronto tra Paesi
Un’analisi basata su statistiche ufficiali europee mette in evidenza differenze rilevanti tra Stati: in alcuni la percentuale di ragazze con competenze digitali di base supera nettamente quella dei ragazzi, in altri la situazione è inversa o più equilibrata.
La differenza più marcata emerge nel caso dell’Irlanda, dove la quota femminile supera quella maschile di oltre 35 punti percentuali. Seguono paesi come Croazia, Lussemburgo e Lettonia, con divari significativi a favore delle ragazze.
Al contrario, in una minoranza di paesi l’indicatore è leggermente a favore dei giovani uomini: tra questi figurano Ungheria, Romania e Austria, dove il divario è negativo ma contenuto.
La situazione in Italia
In Italia le ragazze tra i 16 e i 24 anni registrano una percentuale più alta di competenze digitali almeno di base rispetto ai coetanei: circa il 60,9% delle giovani contro il 57,36% dei giovani maschi. Il margine è moderato, ma indica una tendenza a favore delle ragazze nella fascia giovanile.
Interpretazioni e conseguenze per istruzione e lavoro
Questi dati sollevano domande sulle cause del vantaggio femminile nelle competenze digitali: si può trattare di differenze di comportamento nello studio, di percorsi scolastici scelti o di efficacia delle politiche educative locali. Anche la diffusione di programmi di formazione mirati e l’offerta di attività extracurriculari legate alla tecnologia influenzano i risultati.
Dal punto di vista occupazionale, un migliore possesso di competenze digitali tra le ragazze potrebbe favorire l’accesso alle professioni tecniche e tecnologiche, contribuendo a ridurre il divario di genere nei settori STEM. Tuttavia, la sola disponibilità di competenze non garantisce automaticamente parità di accesso al mercato del lavoro: servono politiche di inserimento, percorsi di orientamento e supporti alle carriere che contrastino stereotipi e barriere strutturali.
Indicazioni per le politiche pubbliche
Per consolidare i progressi e aumentarne la diffusione, le istituzioni educative e i decisori dovrebbero investire in formazione digitale inclusiva, aggiornamento per docenti e programmi di orientamento che promuovano percorsi neutri rispetto al genere. Interventi mirati nelle scuole secondarie e iniziative di mentoring possono facilitare la transizione delle competenze digitali verso percorsi professionali concreti.
Parere della psicologa
Antonia Colasante ha osservato:
“Le materie STEM non devono essere considerate appannaggio esclusivo dei maschi. È importante lavorare sui percorsi di scelta delle studentesse, favorendo esperienze pratiche anche in contesti tradizionalmente percepiti come più maschili, per valorizzare le competenze e aprire opportunità professionali.”
Nel complesso, l’osservazione di un vantaggio femminile nelle competenze digitali giovanili rappresenta un’opportunità per ripensare strumenti di orientamento e politiche formative, con l’obiettivo di trasformare il capitale di competenze in accesso reale a percorsi professionali qualificanti e paritari.