Tagli fino a 6mila posti: la crisi della birra travolge consumi e lavoro

L’annuncio a sorpresa del mese scorso sul passo indietro del ceo, Dolf van den Brink (che lascerà la carica a maggio dopo sei anni al vertice), è stato l’avvertimento prima di una decisione più ampia: Heineken ha comunicato un piano di riduzione del personale pari a circa il 7% della sua forza lavoro, motivato da un calo della domanda di birra nel settore, dovuto all’aumento dei prezzi e a comportamenti di consumo più moderati.

Il gruppo olandese, proprietario anche dei marchi italiani Birra Moretti, Ichnusa e Dreher, prevede di tagliare tra le 5mila e le 6mila posizioni su un organico globale di circa 87mila dipendenti; gli interventi saranno concentrati principalmente in Europa e in mercati al di fuori dei Paesi Bassi e si svolgeranno nell’arco di due anni.

Dettagli sui tagli e aree interessate

Secondo la società, alcuni tagli riguarderanno mercati considerati non prioritari, con prospettive di crescita più limitate, mentre altre riduzioni deriveranno da iniziative già annunciate relative alla rete di fornitura, alla sede centrale e alle unità operative regionali. La società non ha fornito un elenco dettagliato dei ruoli che saranno coinvolti.

Harold van den Broek ha dichiarato:

“Lo facciamo per rafforzare l’operatività e per essere in grado di investire nella crescita.”

Proiezioni finanziarie e commento degli analisti

Il gruppo prevede una crescita dell’utile operativo compresa tra il 2% e il 6% per l’anno in corso, a fronte del +4,4% registrato nel 2025. Le indicazioni ufficiali sono state giudicate leggermente più prudenti rispetto alle attese di mercato, ma orientate a proteggere i risultati in un anno di transizione.

Gli analisti di Jefferies hanno sottolineato che le previsioni preparano l’azienda a uno scenario di transizione, mentre gli esperti di Berenberg hanno osservato che i risultati preliminari sono stati migliori delle attese e riflettono un impegno concreto verso la produttività.

Risultati operativi recenti

Nel 2025 il gruppo ha riportato una flessione dei volumi di birra (-2,4%), sebbene il calo sia stato lievemente inferiore alle stime degli analisti. L’utile operativo organico è invece aumentato del 4,4%, superando le aspettative e indicando margini di resilienza nel modello di business.

Contesto settoriale e possibili impatti

I tagli annunciati da Heineken si inseriscono in un contesto più ampio di contrazione della domanda, che sta portando anche concorrenti come Carlsberg a pianificare riduzioni di organico. Il settore fatica a recuperare i livelli pre-pandemia in mercati strategici come USA e Europa, dove la combinazione di prezzi più elevati e scelte dei consumatori orientate a una moderazione nell’assunzione di alcol ha inciso sui volumi venduti.

Le conseguenze sul lungo periodo possono riguardare catene di fornitura, fornitori locali e mercati del lavoro regionali; nel breve termine, però, il gruppo punta a ridurre i costi per liberare risorse da destinare a investimenti mirati, innovazione di prodotto e crescita nei segmenti prioritari. La ristrutturazione comporterà inoltre oneri iniziali che dovranno essere confrontati con i risparmi attesi nei periodi successivi.

In assenza di dettagli sui profili professionali interessati, l’azienda ha indicato che le operazioni saranno gestite nell’ambito del piano di rilancio e che intende preservare la capacità di investimento per sostenere la competitività sul mercato globale.



Author: Tony
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