Robotica avanzata e pmi: la fiera A&T sbarca al Lingotto

Se i mercati e la produzione guardano sempre più a Cina e Stati Uniti, per la manifattura italiana la vera sfida consiste nell’adottare con efficacia le tecnologie emergenti legate alla robotica avanzata e agli umanoidi. A questa frontiera è dedicata la ventesima edizione di A&T, la fiera sull’automazione, testing e robotica ospitata al Lingotto di Torino e recentemente rilanciata da Italian Exhibition Group.

Temi centrali della manifestazione

Tra i fili conduttori della rassegna figurano la competitività industriale, la cross-fertilization tra i settori Automotive e Aerospazio e lo sviluppo della robotica avanzata. L’evento, articolato su più giornate, vede una collaborazione attiva con il Competence Center Nazionale del MIMIT, il CIM con sede a Torino, diretto da Enrico Pisino.

Enrico Pisino ha osservato:

“Le risorse del PNRR hanno incoraggiato molte imprese ad avviare percorsi di integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi, ma ora è necessario prevedere misure di accompagnamento a lungo termine per consolidare gli investimenti, la formazione specialistica e il trasferimento tecnologico.”

Enrico Pisino ha aggiunto:

“Negli ultimi anni stiamo assistendo a un salto di maturità: soluzioni che fino a due o tre anni fa erano ancora in fase pilota vengono oggi presentate come prodotti industriali pronti per il mercato.”

Esempi concreti: robotica collaborativa e riduzione dei fermi macchina

Un esempio emblematico proviene dall’industria piemontese. Samec, impresa con sede a Rivoli specializzata in componenti e sistemi per la manipolazione della lamiera, ha sviluppato soluzioni insieme al CIM che hanno raggiunto una fase di industrializzazione.

Enrico Pisino ha spiegato:

“Due anni fa abbiamo realizzato il primo prototipo di robot collaborativo, chiamato Alba, destinato all’assemblaggio nei sistemi transfer press; oggi quella stessa tecnologia è in grado di ridurre i tempi di fermo macchina fino al 75% ed è proposta come soluzione industriale pronta per l’adozione.”

La riduzione dei fermi macchina è un elemento cruciale per la produttività: nei processi con presse transfer, minori arresti significano aumento della produzione, minori costi di manutenzione e una maggiore affidabilità delle linee produttive. Il passaggio da prototipo a prodotto commerciale richiede però competenze ingegneristiche, collaudi estesi e integrazione con i sistemi esistenti.

La fiera come luogo di trasferimento tecnologico

Enrico Pisino ha sottolineato:

“La manifestazione conferma la capacità dell’ecosistema locale di accelerare l’innovazione: favorisce il trasferimento tecnologico e facilita l’adozione da parte delle imprese di nuove soluzioni, grazie all’incontro tra ricerca, imprese e fornitori di tecnologie.”

Tipologie di intelligenza artificiale e impatto in fabbrica

Nel contesto industriale gli sviluppi dell’intelligenza artificiale si declinano in forme diverse, con ricadute operative distinte: dal software di supporto alle decisioni fino agli agenti fisici che agiscono nel mondo reale. Il direttore del Competence Center ha delineato queste fasi, evidenziando opportunità e sfide.

Enrico Pisino ha ricostruito le tappe:

“Le imprese hanno compreso il valore della AI generativa come tecnologia sostenibile e scalabile per la manifattura e per la pubblica amministrazione. Parallelamente, la AI agentica ha permesso di automatizzare competenze e attività specifiche, migliorando l’efficacia operativa. La frontiera successiva è l’AI fisica: nelle fabbriche vedremo oggetti sempre più intelligenti, come gli AMR (Autonomous Mobile Robot), i cobot e i robot manipolatori che potranno dotarsi di mani antropomorfe fino a evolvere in umanoidi, svolgendo compiti ripetitivi e gravosi a supporto delle persone.”

L’introduzione massiccia di macchine capaci di interagire fisicamente con l’ambiente richiederà cambiamenti organizzativi: nuovi percorsi formativi per gli operatori, investimenti in sicurezza e interfacciamento dei dati, nonché norme e standard che regolino l’integrazione uomo-macchina. L’obiettivo è una transizione in cui il lavoro umano evolve invece di scomparire, spostando l’enfasi su attività a maggiore valore aggiunto.

Per sostenere queste trasformazioni, oltre agli stanziamenti iniziali come quelli del PNRR, sono necessari strumenti di politica industriale che promuovano la continuità degli investimenti, il rafforzamento dei Competence Center e reti di collaborazione tra imprese, università e fornitori tecnologici. Solo così il tessuto produttivo potrà competere con efficacia sui mercati internazionali.



Author: Tony
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