Regolamentazione e derivati accelerano l’ingresso delle istituzioni tradfi nel mondo delle criptovalute, dicono i relatori

La convergenza tra finanza tradizionale e mercati decentralizzati sta accelerando grazie a regole più chiare e a progressi tecnologici, spingendo operatori consolidati verso prodotti come i derivati su cripto, secondo i partecipanti a un panel tenutosi a Consensus Hong Kong.

Jason Urban, co-responsabile globale degli asset digitali di Galaxy Digital, ha partecipato alla tavola rotonda intitolata “Ultimate Deriving Machine” e ha sottolineato l’importanza di un quadro normativo definito per lo sviluppo del mercato.

Jason Urban ha detto:

“La regolamentazione è davvero importante. Fornisce le infrastrutture necessarie per operare.”

Quadro regolamentare e impatto degli ETF spot

Gli interventi dei relatori hanno evidenziato come decisioni regolamentari recenti negli Stati Uniti — in particolare l’approvazione nel 2024 di ETF spot su criptovalute e una maggiore armonizzazione tra SEC (Securities and Exchange Commission) e CFTC (Commodity Futures Trading Commission) — abbiano trasformato le criptovalute da un’attività marginale e speculativa a un elemento presente nelle allocazioni istituzionali.

Questa evoluzione ha fornito a gestori patrimoniali, fondi pensione e altri investitori professionali una via legale e infrastrutturata per includere esposizioni cripto nei loro portafogli, riducendo barriere operative e preoccupazioni di compliance.

I derivati come strumento per l’ingresso istituzionale

I panelisti hanno concordato che i prodotti derivati agiranno da catalizzatori per massicci flussi istituzionali verso il mercato cripto, facilitando l’accesso a esposizioni diversificate e a meccanismi di gestione del rischio che non si limitano al solo Bitcoin, la criptovaluta con la capitalizzazione più elevata.

Jennifer Ilkiw, presidente di ICE Futures U.S., ha richiamato l’attenzione su nuovi contratti futures overnight collegati allo stablecoin USDC emesso da Circle Internet, il cui lancio è previsto per aprile, e su indici multitoken che riflettono la domanda istituzionale per esposizioni più ampie rispetto al solo bitcoin.

Jennifer Ilkiw ha detto:

“Rende tutto molto semplice: come per un indice MSCI Emerging Markets con centinaia di azioni, non è necessario conoscere ogni singolo titolo per ottenere un’esposizione diversificata.”

L’introduzione di futures legati a tassi overnight su stablecoin offre agli investitori istituzionali strumenti per coprire e sfruttare i rendimenti di asset digitali di natura diversa dalle criptovalute volatili, aprendo la strada a una più ampia integrazione tra mercati monetari tradizionali e asset on‑chain.

Integrazione tra TradFi e DeFi e il ruolo delle prime broker

Per favorire questa transizione, i relatori hanno illustrato come sia cruciale lo sviluppo di ponti tra borse finanziarie tradizionali e pool di liquidità in finanza decentralizzata (DeFi), con le prime broker che svolgono una funzione chiave per l’accesso e la gestione della leva e dell’arbitraggio da parte dei fondi hedge.

Josh Lim, co-responsabile globale dei mercati presso FalconX, ha sottolineato come la connessione tra exchange tradizionali come il CME e le fonti di liquidità DeFi sia un vantaggio competitivo per i loro clienti istituzionali.

Josh Lim ha detto:

“La ‘hyperliquidità’ è stata un tema centrale: abbiamo permesso a molti dei nostri clienti hedge fund di accedere a quel mercato attraverso la nostra offerta di prime brokerage.”

Josh Lim ha detto:

“Per aziende come la nostra è fondamentale colmare il divario di liquidità tra TradFi e DeFi: rappresenta un grande vantaggio competitivo.”

L’emergere di exchange decentralizzati per derivati (DEX) e mercati 24/7 con strumenti come i perpetual contracts sta influenzando le pratiche di Wall Street, spostando attenzione e risorse verso infrastrutture che consentono operatività continua e nuove strategie di trading.

Benchmark di mercato e necessità di indici diversificati

Dal punto di vista degli investitori, è emersa l’esigenza di costruire benchmark di mercato più ampi e rappresentativi che vadano oltre il singolo riferimento al Bitcoin, così da permettere una misurazione del rischio e della performance su base industriale.

Tom Staudt, presidente di ARK Invest, ha definito il debutto degli ETF spot su bitcoin negli Stati Uniti un passaggio storico che ha integrato le criptovalute nei portafogli e nei sistemi dei gestori patrimoniali tradizionali, ma ha sottolineato anche la necessità di un beta di mercato comune e di indici più diversificati.

Tom Staudt ha detto:

“Il Bitcoin è un asset specifico, ma non rappresenta una classe di attivo. Non si può avere alpha senza un beta di riferimento.”

Secondo Staudt, i futures possono fungere da porta d’accesso per prodotti strutturati e strategie attive che si basano su benchmark più robusti, favorendo una maggiore professionalizzazione del mercato cripto.

Implicazioni strategiche per operatori istituzionali

I panelisti hanno concordato che l’inerzia, di fronte a questi sviluppi, comporta rischi significativi per chi opera nel settore finanziario: asset reali che vengono tokenizzati e nuovi mercati on‑chain richiederanno partecipazione e competenze specifiche per non restare esclusi da opportunità rilevanti.

Jason Urban ha detto:

“Non agire ora equivale a un suicidio professionale, poiché asset del mondo reale entrano on‑chain e la domanda di partecipazione cresce rapidamente.”

Nel complesso, la discussione a Consensus Hong Kong ha messo in evidenza come la combinazione di regolamentazione più chiara, prodotti derivati maturi e integrazione tra ecosistemi finanziari tradizionali e decentralizzati stia creando le condizioni per afflussi istituzionali su larga scala e per una nuova fase di sviluppo del mercato delle criptovalute.