Il dl elezioni è legge: si vota in due giorni e arriva il nuovo compenso per gli scrutatori, cosa cambia?

Con il voto del Senato che ha registrato 87 favorevoli, 58 contrari e un astenuto, il decreto elezioni è stato definitivamente trasformato in legge: per il 2026 il provvedimento introduce deroghe e disposizioni organizzative straordinarie relative al calendario e allo svolgimento delle consultazioni elettorali e referendarie.

Tra le novità più rilevanti figura l’estensione del periodo di voto a due giornate consecutive e l’aumento del 15% degli onorari destinati al personale coinvolto nelle operazioni elettorali, misura prevista per far fronte agli oneri logistici aggiuntivi.

Orario e consultazioni previste per il 2026

Secondo quanto stabilito dall’articolo 1, comma 1, le votazioni del 2026 si svolgeranno la domenica dalle ore 7 alle ore 23 e il lunedì dalle ore 7 alle ore 15. Tra gli appuntamenti inclusi nel calendario figura il referendum sulla separazione delle carriere, fissato per il 22 e 23 marzo.

Inoltre il provvedimento prevede due elezioni suppletive per la Camera dei deputati nei collegi uninominali di Rovigo e di Selvazzano Dentro, in sostituzione dei seggi vacanti, e il turno ordinario delle elezioni amministrative in circa 800 Comuni.

Motivazioni e misure organizzative

La decisione di estendere le operazioni di voto su due giorni nasce dall’esigenza di agevolare la partecipazione e di distribuire i flussi di elettori, con un duplice intento: ridurre le code ai seggi e garantire maggiori standard di sicurezza sanitaria e organizzativa. L’incremento del 15% degli onorari è finalizzato a coprire i maggiori costi per il personale, le postazioni e le attività logistiche connesse all’apertura prolungata dei seggi.

La gestione operativa richiederà il coordinamento tra il Ministero dell’Interno, gli uffici elettorali comunali e le prefetture, che dovranno aggiornare i piani di turnazione del personale, le procedure di consegna e riconsegna del materiale elettorale e le informative rivolte agli elettori.

Precedenti normativi e storici

La scelta non è del tutto nuova: durante la pandemia di Covid‑19, nelle tornate elettorali del 2020 e del 2021, furono adottate misure urgenti che consentirono di estendere il voto anche alla giornata di lunedì per favorire il distanziamento sociale e ridurre gli assembramenti.

Nel 2022 le elezioni si svolsero invece secondo la disciplina ordinaria in un’unica giornata. Tuttavia, per i turni successivi sono state nuovamente adottate norme transitorie: il decreto‑legge 12 dicembre 2022, n. 190 ha disposto l’estensione delle votazioni al lunedì per il 2023, e in modo analogo il decreto‑legge 29 gennaio 2024, n. 7 ha previsto la stessa estensione per le consultazioni del 2024.

Impatto politico e amministrativo

La misura avrà effetti sia sul piano amministrativo, con un aumento dei costi e delle attività di pianificazione locale, sia sul piano politico: l’estensione temporale del voto può influire sulle strategie di campagna, sui tempi di scrutinio e sulla partecipazione degli elettori, mentre apre il dibattito sulla possibilità di adottare modalità di voto plurigiornaliere in via permanente.

Alla luce della nuova legge, le autorità competenti dovranno ora predisporre i decreti attuativi e le circolari operative per rendere effettive le disposizioni, con l’obiettivo di garantire trasparenza, regolarità e accessibilità alle operazioni di voto.



Author: Tony
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