Anie in Oman: alla scoperta dei cantieri del futuro tra metro e ferrovie
- 11 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Hafeet Rail è la prima iniziativa citata: una linea ferroviaria transfrontaliera che collegherà Oman e Emirati Arabi Uniti nell’ambito di un progetto più ampio per una rete integrata promossa dal Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC).
Lo scopo del tracciato è unire il porto di Sohar ad Abu Dhabi, potenziando l’integrazione logistica e favorendo la transizione verso soluzioni di trasporto a minore impatto ambientale. Il progetto è riportato in fase esecutiva, con una stima di spesa attorno ai 2,5 miliardi di dollari e un’estensione prevista tra i 238 e i 303 chilometri.
Mascate Metro rappresenta invece il secondo progetto rilevante: ancora in fase di pianificazione, ma già al centro delle ambizioni della capitale. Si tratta di una prima rete urbana su rotaia di circa 50 km con 36 stazioni e un investimento indicativo di 2,6 miliardi di dollari.
Per le imprese italiane il messaggio è chiaro: non si tratta solo di fornire binari, ma di proporre sistemi integrati — mobilità urbana, automazione, infrastrutture elettriche e soluzioni per la gestione — dove il valore aggiunto risiede nelle tecnologie e nella capacità di integrazione.
L’offerta italiana
Vincenzo de Martino ha riassunto il senso della missione:
“Le imprese italiane mettono a disposizione competenze consolidate e soluzioni tecnologiche avanzate nei settori della mobilità sostenibile e dell’energia. Il percorso di diversificazione economica dell’Oman e la crescente attenzione alla sostenibilità creano opportunità concrete per collaborazioni con l’industria italiana.”
I dati indicano un mercato con margini di crescita significativi: nel 2025 l’interscambio tra Italia e Oman nei settori dell’elettrotecnica e dell’elettronica ha superato i 70 milioni di euro, con le tecnologie per l’energia a rappresentare circa il 76% del totale.
L’export italiano in questi comparti si colloca tra i principali partner dell’Oman, con nicchie particolarmente competitive: la generazione di energia (seconda posizione, quota 15,1%), gli ascensori (terza posizione, 7,6%) e l’illuminazione (4,3%). Questi segmenti indicano potenziali aree di penetrazione per tecnologie, servizi di manutenzione e soluzioni “chiavi in mano”.
Valerio Soldani, direttore dell’Ufficio Ice di Dubai con competenza anche sull’Oman, ha sottolineato il ruolo dell’attività di promozione commerciale:
“L’azione dell’ICE in Oman facilita l’instaurazione di relazioni tra imprese italiane di eccellenza e controparti omanite con potere decisionale nei principali progetti strategici nei settori dell’energia, delle infrastrutture e della mobilità.”
Dal punto di vista istituzionale, questi progetti si inseriscono nelle strategie nazionali di diversificazione economica dell’Oman e nelle ambizioni del GCC di rafforzare le connessioni commerciali e logistiche regionali. Per le imprese italiane la partecipazione richiederà capacità di offrire soluzioni integrate, trasferimento tecnologico, formazione locale e forme di partenariato pubblico-privato per condividere rischi e competenze.
Nel medio termine, i principali elementi da monitorare saranno i bandi di gara, i piani di finanziamento e i termini temporali delle commesse, oltre alla possibilità di sviluppare servizi post-vendita e programmi di gestione e manutenzione che completino l’offerta tecnologica.