Saylor respinge con decisione l’ipotesi di vendita forzata di bitcoin

Michael Saylor, presidente di Strategy (MSTR), ha definito «infondati» i timori che la società possa essere costretta a vendere bitcoin a seguito del calo dei prezzi, ribadendo l’impegno dell’azienda ad acquistare continuamente criptovalute durante un’intervista televisiva.

Michael Saylor ha affermato:

“Il nostro rapporto di leva netta è la metà rispetto a quello tipico di una società investment grade. Abbiamo cinquant’anni di dividendi e bitcoin, e abbiamo due anni e mezzo di dividendi solo in contanti nel nostro bilancio… non venderemo, compreremo bitcoin. Mi aspetto che acquisteremo bitcoin ogni trimestre per sempre.”

La dichiarazione arriva dopo che, nella settimana precedente, la società ha incrementato le proprie disponibilità di BTC aggiungendo 1.142 monete per circa 90 milioni di dollari, con un prezzo medio di acquisto di 78.815 dollari per unità.

Secondo i dati comunicati dalla società, l’attuale posizione complessiva ammonta a 714.644 bitcoin, acquistati per un controvalore totale di circa 54,35 miliardi di dollari, con un costo medio per moneta vicino a 76.056 dollari — superiore all’attuale livello di mercato, che si aggira intorno ai 69.000 dollari.

Volatilità e natura dell’asset

Michael Saylor ha sottolineato che le oscillazioni di prezzo rientrano nella natura dell’asset e rappresentano allo stesso tempo un limite e un’opportunità.

Michael Saylor ha dichiarato:

“La cosa fondamentale da ricordare è che il bitcoin è capitale digitale. Sarà da due a quattro volte più volatile rispetto al capitale tradizionale come l’oro, le azioni o il mercato immobiliare. Nel corso di questo decennio avrà da due a quattro volte la performance del capitale tradizionale. È l’asset di capitale globale più utile al mondo: su di esso si può applicare più leva e si può negoziare in più modi rispetto ad altri asset. Quindi la volatilità è il difetto, ma la volatilità è anche la caratteristica.”

Impatto sui risultati e contabilità

Nel quarto trimestre Strategy ha registrato una perdita operativa di 17,4 miliardi di dollari e una perdita netta di 12,6 miliardi, poste in larga parte imputabili a rettifiche contabili non monetarie legate al valore del bitcoin. Questi numeri evidenziano come le variazioni di mercato continuino a influenzare il conto economico anche se la strategia dichiarata rimane orientata al lungo periodo.

La contabilizzazione mark-to-market richiede che le attività detenute vengano valutate al prezzo di mercato corrente, il che può generare perdite o utili sulle scritture contabili anche in assenza di flussi di cassa reali. Per una società che detiene una vasta posizione in criptovalute, questo si traduce in maggiore volatilità degli utili riportati e può complicare la lettura degli indicatori finanziari tradizionali.

Michael Saylor ha detto:

“Non c’è alcun rischio di credito nel bilancio della società.”

Con questa affermazione Saylor ha voluto distinguere il rischio di mercato legato al prezzo del bitcoin dal rischio di credito, ovvero dalla possibilità che controparti non rispettino gli impegni finanziari. La società punta a far valere una struttura patrimoniale tale da contenere il rischio di controparte.

Business del credito digitale e liquidità

Una componente chiave della strategia aziendale è il cosiddetto digital credit, ovvero strumenti di credito costruiti attorno agli asset digitali. Strategy sostiene che questa classe di strumenti sia diventata tra le più scambiate del decennio, generando flussi di cassa superiori rispetto ai tradizionali prodotti a reddito fisso e superando in volume le negoziazioni di azioni privilegiate.

Il management evidenzia inoltre una posizione di liquidità rilevante: una parte significativa delle disponibilità è destinata a coprire eventuali esigenze di breve termine, riducendo la probabilità che oscillazioni transitorie del mercato costringano la società a liquidare asset in condizioni sfavorevoli.

Prospettive di investimento e valutazioni

Pur evitando previsioni sui movimenti di prezzo a brevissimo termine, Saylor ha ribadito la fiducia nella performance relativa del bitcoin su orizzonti pluriennali e nella sua scelta di mantenere una strategia di accumulo.

Michael Saylor ha dichiarato:

“Non faccio previsioni a dodici mesi. Credo che il bitcoin raddoppierà o triplicherà la performance dell’S&P nei prossimi quattro-otto anni. E penso che questo sia l’unica cosa che dobbiamo sapere.”

Dal punto di vista degli azionisti, il titolo della società ha registrato una flessione recente: le azioni sono diminuite del 3% nell’ultima seduta comunicata, con un calo da inizio anno vicino al 15% e una performance su base annua intorno al -60%. Questi numeri riflettono la forte correlazione tra il valore di mercato delle partecipazioni in bitcoin e il prezzo delle azioni della società.

Per gli investitori e gli osservatori istituzionali, la situazione impone attenzione alla differenziazione tra volatilità contabile e liquidità reale, oltre a una valutazione della tolleranza al rischio sui possibili orizzonti temporali in cui si intende mantenere l’investimento in criptovalute.