Non sono convinto che Bitcoin abbia subito una vera capitolazione, avverte un esperto di derivati
- 10 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Nelle ultime settimane il prezzo del Bitcoin ha mostrato forti oscillazioni: dopo una caduta superiore al 10% in un giorno, che lo ha portato intorno ai 60.000 dollari, la criptovaluta è risalita fino a ridosso dei 70.000 dollari nei giorni successivi.
La domanda che molti operatori si pongono è se quel calo sia stato un vero e proprio momento di capitulation — cioè la vendita di panico che esaurisce la pressione ribassista e prepara un nuovo ciclo rialzista — o se invece resti ancora spazio per un’ulteriore discesa.
Secondo l’analisi del mercato dei derivati fornita da Amberdata, la dinamica dei contratti future non confermerebbe un capitulation definitivo e potrebbe lasciare aperta la possibilità di un nuovo movimento ribassista.
Analisi del mercato dei futures
I futures sono contratti standardizzati che permettono di acquistare o vendere un asset a un prezzo prestabilito in una data futura. Sono strumenti largamente utilizzati per scommettere sulla direzione del prezzo senza detenere direttamente l’asset sottostante.
La differenza di prezzo tra il mercato dei futures e il mercato spot, nota come basis, offre segnali sul sentimento degli investitori e sul posizionamento dei trader: un premio sui futures indica ottimismo, mentre uno sconto suggerisce pressione ribassista.
Greg Magadini said:
“[The] lack of ‘reaction’ in the futures basis doesn’t make me confident we hit a true CAPITULATION moment.”
Con questa osservazione Magadini sottolinea come, durante una fase di capitulation storica, sia tipico osservare sconti marcati sui futures rispetto allo spot: i perpetual futures e i contratti standard tendono a scambiare significativamente sotto il prezzo spot fino a quando la vendita di panico non si esaurisce.
Greg Magadini said:
“Although the 90-day basis dropped lower on each leg down for BTC, these moves barely ranged -100bps. Today, fixed basis remains around 4% for BTC (inline with risk-free treasury yields).”
Nel confronto storico, alla fine del mercato ribassista del 2022 il 90-day basis era arrivato a scontare valori dell’ordine del 9% mentre il prezzo del Bitcoin toccava i minimi sotto i 20.000 dollari. L’attuale dinamica, con movimenti della basis limitati a poche decine di punti base e un basis fissato intorno al 4%, appare quindi molto meno estrema rispetto a quel precedente.
Interpretazioni e possibili scenari
Se la lettura dei futures non mostra un’ampia reazione verso sconti marcati, ciò può significare due cose: o che la capitulation non è ancora avvenuta e quindi esiste margine per un’ulteriore ondata di vendite, oppure che il mercato attuale è sostenuto da fattori che limitano l’emergere di sconti più robusti, come la presenza di liquidità istituzionale o livelli di leva contenuti.
Un’ulteriore discesa dei prezzi potrebbe spingere i futures in forte sconto rispetto allo spot, generando condizioni di acquisto per alcuni operatori disposti a rilevare posizioni long a sconto. Al contrario, se l’offerta si assorbe senza sconti profondi, il mercato potrebbe consolidare e riprendere un nuovo impulso rialzista.
Implicazioni per trader e investitori
Per chi opera sul mercato è importante monitorare indicatori chiave come la basis, i tassi di funding sui perpetual futures, e i volumi: movimenti significativi in questi parametri possono anticipare cambi di regime. Gli investitori a lungo termine dovrebbero valutare la propria tolleranza al rischio e le strategie di copertura, mentre i trader a breve termine devono prestare attenzione alla gestione della leva e al rischio di liquidazione.
Dal punto di vista regolamentare e istituzionale, una mancata capitulation può anche riflettere una maggiore partecipazione di attori non speculativi che contribuiscono a sostenere i prezzi, con impatti sul grado di volatilità osservato sul mercato.
Situazione attuale del prezzo
Al momento il Bitcoin viene scambiato vicino ai 69.000 dollari, con una flessione dell’ordine dell’1% rispetto alla mezzanotte UTC secondo i dati di CoinDesk. La situazione resta dinamica e richiede un monitoraggio costante dei derivati per valutare se il movimento recente rappresenti una vera inversione di tendenza o solo una correzione temporanea.