Ex ceo di SafeMoon condannato a 8 anni per truffa agli investitori
- 10 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Braden John Karony, ex amministratore delegato di SafeMoon, è stato condannato a una pena detentiva di 100 mesi dopo la sua condanna, l’anno scorso, per una serie di reati federali relativi a frodi contro gli investitori nell’ambito della sua attività di asset digitali.
Dettagli della sentenza
La pena di 100 mesi, equivalente a circa 8 anni e 4 mesi, è stata inflitta martedì dal Tribunale Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Est di New York. Nel provvedimento è prevista anche la confisca di 7,5 milioni di dollari e di due immobili collegati al caso.
Accuse e modalità contestate
Secondo il Dipartimento di Giustizia, Karony è stato ritenuto coinvolto nella manipolazione del prezzo del token SafeMoon e nel controllo illecito dei pool di liquidità della società con sede nello Utah, manovre che avrebbero consentito lo svuotamento di milioni di dollari a scapito degli investitori.
Al termine di un processo durato tre settimane, Karony è stato giudicato colpevole di associazione per commettere frode sui titoli, frode via rete telematica (wire fraud) e riciclaggio di denaro.
Il procuratore degli Stati Uniti Nocella ha dichiarato:
“Karony ha mentito agli investitori di ogni estrazione sociale — inclusi veterani militari e cittadini laboriosi — e ha frodato migliaia di vittime per comprare ville, auto sportive e veicoli personalizzati.”
Coimputati e procedimenti correlati
Un co-cospiratore, Thomas Smith, ha dichiarato la propria colpevolezza a febbraio 2025 per capi di imputazione collegati alla frode sui titoli e alla frode via rete telematica; la sua pena non è stata ancora fissata. Un altro presunto implicato, Kyle Nagy, risulta ancora ricercato dalle autorità.
Implicazioni e contesto più ampio
Il caso evidenzia rischi specifici associati a progetti di criptovalute e token poco trasparenti, in particolare quando il controllo di pool di liquidità e la comunicazione con gli investitori vengono utilizzati per fini personali. Le accuse mosse — frode sui titoli, frode telematica e riciclaggio — sottolineano come autorità giudiziarie ed enti regolatori possano intervenire quando attività nel settore degli asset digitali minacciano la protezione degli investitori.
La confisca di somme e proprietà mira a recuperare parte del profitto illecito per eventuali risarcimenti alle vittime, mentre le indagini e le azioni penali correlate continuano a chiarire la portata delle perdite e le responsabilità di terzi coinvolti.
Fasi successive del procedimento
Rimangono aperti diversi profili giudiziari: la determinazione delle pene per i collaboratori che hanno patteggiato, la ricerca e la cattura degli indagati ancora latitanti e le procedure per la distribuzione dei beni confiscati ai creditori o alle parti lese. Le autorità continueranno probabilmente a monitorare gli sviluppi nel settore per prevenire episodi analoghi.