Bitcoin in bilico: intervallo ristretto in vista dei dati sull’occupazione di gennaio

Seguendo il consueto schema delle ultime settimane, i mercati delle criptovalute hanno registrato una forte flessione all’apertura delle contrattazioni azionarie negli Stati Uniti, per poi recuperare in modo altrettanto rapido buona parte delle perdite.

In mattinata Bitcoin (BTC) si attestava intorno a 69.200 dollari, lievemente sotto il livello di 24 ore prima. Hanno sottoperformato Ether (ETH), sceso dell’1,8%, mentre anche XRP e Solana hanno segnato cali analoghi.

La correzione attuale di Bitcoin rappresenta il ribasso più importante dalla halving del 2024, ma il volume degli scambi è rimasto contenuto durante la discesa, un segnale che, secondo Kaiko, indica un ritiro degli investitori retail piuttosto che una vendita nervosa generalizzata.

Laurens Fraussen di Kaiko ha scritto:

“Il mercato si sta avvicinando a livelli critici di supporto tecnico che determineranno se il quadro del ciclo quadriennale rimane intatto.”

La società di trading Wintermute prevede che Bitcoin rimanga nell’attuale intervallo di prezzo, definendolo ancora in fase di discovery. Secondo l’analisi, i movimenti recenti sono stati alimentati soprattutto da strumenti derivati con leva piuttosto che da una domanda spot solida: volumi spot ridotti hanno reso i prezzi sensibili a posizioni affollate.

Wintermute ha inoltre indicato che il rimbalzo registrato lo scorso venerdì può essere interpretato come uno short squeeze sui contratti perpetui; il ritorno di volatilità ha colto di sorpresa molti operatori dopo un periodo di relativa calma.

Rapporto sull’occupazione di gennaio

Il bollettino sull’occupazione non agricola, il Nonfarm Payrolls, originariamente atteso per venerdì scorso, verrà pubblicato mercoledì mattina a causa della breve chiusura parziale del governo federale del mese scorso.

Le previsioni degli economisti indicano un incremento di circa 70.000 posti di lavoro per gennaio, in aumento rispetto ai 50.000 di dicembre; il tasso di disoccupazione sarebbe atteso stabile intorno al 4,4%.

Il consigliere per il commercio della Casa Bianca, Peter Navarro, ha dichiarato che le attese sulle nuove occupazioni andrebbero riviste significativamente al ribasso, mentre il consigliere economico della Casa Bianca Kevin Hassett ha invitato i mercati a non farsi prendere dal panico in caso di dati di occupazione più deboli del previsto.

Queste dichiarazioni sembrano aver influito anche sul mercato obbligazionario: il rendimento del Treasury a 10 anni è sceso di circa 5 punti base attestandosi intorno al 4,14%.

In genere tassi più bassi e una politica monetaria più accomodante da parte della Federal Reserve tendono a essere favorevoli per asset rischiosi come Bitcoin, poiché riducono il costo opportunità del detenere attività non fruttifere e aumentano la propensione al rischio. Tuttavia, nel ciclo attuale il rapporto non è risultato lineare: Bitcoin ha subito forti cali nonostante il ribasso complessivo dei tassi aggregando un taglio complessivo di circa 75 punti base nelle ultime mensilità, fenomeno che sottolinea l’importanza dei flussi derivati, della leva finanziaria e dei volumi spot nel determinare la dinamica dei prezzi.

Per operatori e osservatori resta centrale il monitoraggio dei livelli tecnici e dei volumi: se il mercato continuerà a essere guidato da derivati a leva, la sensibilità a movimenti repentino del sentiment rimarrà elevata, con possibili implicazioni sia per gli investitori retail sia per quelli istituzionali.