Ecco perché la minaccia quantistica per Bitcoin potrebbe essere meno grave di quanto si teme
- 9 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
CoinShares, gestore di prodotti negoziati su asset digitali, ha pubblicato un rapporto che contrasta la narrativa crescente secondo cui Bitcoin sarebbe prossima a una crisi causata dall’avanzamento del calcolo quantistico, sostenendo che solo una porzione molto limitata dell’offerta è realisticamente vulnerabile in modo da poter influenzare i mercati.
La società è il quarto maggiore gestore globale di exchange-traded products su asset digitali, dopo BlackRock, Grayscale e Fidelity, e dichiara una quota di mercato del 34% nell’area EMEA. Alla fine di settembre 2025 riferiva oltre 10 miliardi di dollari in asset under management.
Valutazione delle stime diffuse
Nel rapporto del weekend CoinShares contesta stime spesso citate che indicano come vulnerabile all’estrazione delle chiavi quantistiche una porzione compresa tra il 20% e il 50% di tutto il Bitcoin. Secondo la società, tali percentuali confondono l’esposizione teorica con i casi che sarebbero effettivamente sfruttabili su scala tale da muovere il mercato.
Gli analisti si sono concentrati sulle vecchie tipologie di indirizzi Pay-to-Public-Key (P2PK), dove le chiavi pubbliche sono permanentemente visibili sulla blockchain e diventano quindi target più agevoli se i computer quantistici dovessero riuscire a invertirle. CoinShares stima che circa 1,6 milioni di BTC — intorno all’8% dell’offerta totale — siano allocati in questi indirizzi legacy.
La porzione realmente critica
La società però precisa che la quantità di monete sufficienti a generare una “apprezzabile perturbazione di mercato” se sottratte è molto più contenuta: circa 10.200 BTC. Il resto è frammentato in oltre 32.000 UTXO, con una media intorno ai 50 BTC ciascuno, rendendo ogni singolo obiettivo meno allettante e molto più oneroso da violare anche sotto ipotesi ottimistiche.
CoinShares said:
“La maggior parte dei bitcoin potenzialmente esposti non è concentrata in pochi indirizzi grandi e ‘succulenti’. È dispersa in oltre 32.000 blocchi separati, ciascuno con una media di circa 50 BTC. Un attaccante quantistico dovrebbe violare questi blocchi uno a uno per rubarli, invece di compromettere un singolo indirizzo e portare via un bottino in grado di muovere il mercato; questo rende l’operazione più lenta, più rumorosa e meno remunerativa.”
Requisiti tecnologici e tempistiche
Nel documento viene stimato che la rottura della crittografia usata da Bitcoin richiederebbe sistemi quantistici fault-tolerant sensibilmente più potenti di quelli attuali: ordini di grandezza pari a circa 100.000 volte le macchine più avanzate oggi disponibili, spostando la minaccia a un orizzonte temporale di almeno un decennio.
Charles Guillemet said:
“Le macchine quantistiche oggi più note hanno qualche centinaio di qubit in configurazioni sperimentali: per esempio il progetto Willow di Google è indicato come un sistema a 105 qubit. Per spezzare le chiavi crittografiche servirebbero però milioni di qubit operativi e affidabili, una soglia ancora molto lontana.”
Questa valutazione tecnico-scientifica sottolinea la differenza tra prototipi di ricerca e sistemi fault-tolerant capaci di eseguire algoritmi di abbattimento delle chiavi su larga scala.
Strategie di mitigazione e transizione
Piuttosto che descrivere il rischio come un’emergenza immediata, CoinShares raccomanda una transizione graduale verso firme resistenti al quantistico, in modo che l’ecosistema possa assorbire l’intervento con aggiornamenti pianificati e compatibili con le infrastrutture esistenti.
Tra le proposte tecniche figurano nuovi formati di portafoglio e procedure di migrazione, come il progetto BIP-360, pensati per consentire agli utenti e ai custodi di trasferire i fondi in strutture post-quantum senza generare discontinuità operative.
La migrazione richiederà coordinamento tra sviluppatori di nodi, fornitori di wallet, custodi istituzionali e regolatori, oltre a campagne informative rivolte agli utenti per evitare rischi durante il processo di aggiornamento.
Contesto di mercato e implicazioni politiche
Le preoccupazioni sul quantistico sono ricomparse nei dibattiti di mercato in un periodo di volatilità dei prezzi, quando gli investitori cercano rischi strutturali su cui concentrare l’attenzione. Molti sviluppatori della rete considerano il rischio come distante nel tempo, ma alcuni osservatori sottolineano la necessità di una strategia visibile e coordinata, soprattutto alla luce degli investimenti pubblici e privati in tecnologie quantistiche e nelle contromisure resistenti al quantistico.
Per gli investitori istituzionali e per i grandi custodi, una roadmap chiara per la sicurezza post-quantum può ridurre l’incertezza a lungo termine, mentre per gli sviluppatori si tratta di bilanciare compatibilità, sicurezza e usabilità nelle proposte di aggiornamento.
Conclusione
In sintesi, il rapporto di CoinShares ridimensiona l’allarme immediato generato dalle stime più pessimistiche: sebbene esista un’esposizione teorica, la frazione di Bitcoin che potrebbe essere sfruttata a breve termine è limitata e frammentata, e la soluzione più pragmatica resta una transizione pianificata verso firme e formati wallet resistenti al calcolo quantistico.