Ecco come le mani invisibili potrebbero aver accelerato il crollo di Bitcoin a 60.000 dollari

Bitcoin (BTC) ha subito una brusca contrazione nei primi giorni del mese, scendendo da livelli intorno a 68.800 dollari fino a quasi 60.000 dollari, evento che ha cancellato porzioni significative di valore nel mercato delle criptovalute e che ha messo in difficoltà alcuni fondi di trading.

Molti osservatori hanno attribuito la caduta a fattori macroeconomici, compresi flussi di vendita collegati a detentori di ETF spot e a voci su posizioni fortemente indebitate liquidate sul mercato. Tuttavia, una dinamica meno visibile ma strutturale sembra aver svolto un ruolo determinante nell’accelerare il movimento al ribasso.

Questa dinamica è riconducibile ai market maker, i dealer che mantengono continuamente ordini di acquisto e vendita nei libri ordini e assicurano liquidità, permettendo l’esecuzione delle transazioni in modo fluido senza salti di prezzo eccessivi.

Il ruolo dei market maker

I market maker operano quasi sempre dalla parte opposta delle operazioni degli investitori e ricavano profitti dallo spread bid-ask, il piccolo divario tra il prezzo di acquisto (bid) e il prezzo di vendita (ask). In genere non prendono posizioni direzionali sul mercato, ma neutralizzano il rischio derivante dalla variazione dei prezzi attraverso strategie di copertura.

Per coprirsi dalla volatilità, questi operatori comprano o vendono l’asset sottostante (ad esempio Bitcoin) o strumenti derivati correlati. Tuttavia, le operazioni di hedging possono talvolta rinforzare il movimento in corso, trasformando una correzione in una caduta più rapida.

Come l’hedging ha accelerato il calo

Secondo l’analisi di Markus Thielen, fondatore di 10x Research, il comportamento dei dealer nel mercato delle opzioni è stato un fattore centrale nella discesa tra il 4 e il 7 febbraio, quando il prezzo è passato da circa 77.000 a quasi 60.000 dollari.

Markus Thielen said:

“La presenza di circa 1,5 miliardi di dollari in gamma negativa tra 75.000 e 60.000 dollari ha giocato un ruolo critico nell’accelerare il calo di Bitcoin e aiuta a spiegare perché il mercato è rimbalzato bruscamente una volta che l’ultimo grande cluster di gamma vicino ai 60.000 è stato attivato e assorbito.”

Thielen osserva che i market maker nel segmento delle opzioni si erano trovati in posizione di short gamma nella fascia tra 60.000 e 75.000 dollari, ovvero avevano venduto opzioni senza avere coperture sufficienti a proteggersi dalla volatilità attesa in quell’intervallo di prezzo.

Markus Thielen explained:

“Gamma negativa significa che i dealer di opzioni, tipicamente la controparte degli investitori che acquistano opzioni, sono costretti a coprirsi nella stessa direzione del movimento del prezzo sottostante. In questo caso, mentre Bitcoin scendeva nella fascia 60.000–75.000, i dealer sono diventati sempre più short gamma, il che li ha obbligati a vendere bitcoin man mano che i prezzi calavano per rimanere coperti.”

In pratica, alla discesa sotto i 75.000 dollari i dealer hanno venduto BTC sul mercato spot o nei futures per riallineare le loro coperture e mantenere una posizione neutrale rispetto al prezzo, immettendo così ulteriore pressione di vendita che ha alimentato la caduta.

Una dinamica autoreferenziale

Il risultato è stato un ciclo autoreferenziale: le coperture dei dealer hanno richiesto vendite aggiuntive, che hanno abbassato ancora il prezzo, a loro volta imponendo nuove vendite per rimanere hedged. Questo meccanismo può trasformare movimenti relativamente contenuti in fasi di volatilità accentuata, soprattutto quando cluster importanti di gamma sono concentrati su specifici livelli di prezzo.

Va però sottolineato che l’hedging dei market maker non è sempre un fattore ribassista. In un episodio a fine 2023, posizioni short di opzioni sopra i 36.000 dollari avevano costretto i dealer a comprare Bitcoin quando lo spot ha superato tale soglia, contribuendo a una rapida spinta rialzista oltre i 40.000 dollari.

Implicazioni per investitori e mercati

Questo episodio mette in evidenza come il mercato delle opzioni e l’attività dei market maker possano esercitare un’influenza significativa sul prezzo spot di Bitcoin, analogamente a quanto avviene nei mercati finanziari tradizionali. Per gli investitori e i gestori di portafoglio, diventa quindi importante monitorare l’esposizione a grandi cluster di gamma, le scadenze rilevanti e la concentrazione delle posizioni, poiché queste variabili possono aumentare la fragilità del mercato e il rischio di movimenti bruschi.

In termini pratici, la presenza di ampi volumi di gamma negativa in determinati intervalli di prezzo segnala che movimenti in quella direzione potrebbero essere amplificati dalle attività di hedging dei dealer, con conseguenze rilevanti per la liquidità e per le posizioni altamente leverageate.