Novità cruciali in arrivo con il Milleproroghe
- 8 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La fuga in avanti tutta italiana sul contributo applicato ai piccoli pacchi di provenienza extra‑Unione europea sembra prossima a una correzione: il Governo valuta di posticipare l’applicazione della tassa di 2 euro sulle importazioni con valore dichiarato inferiore a 150 euro provenienti da Paesi non membri dell’Unione, in attesa dell’entrata in vigore del dazio doganale europeo di 3 euro concordato dal Consiglio dell’Unione e previsto dall’1 luglio. La misura dovrebbe essere inserita come modifica nel decreto Milleproroghe ora all’esame della Camera.
L’aggiramento tramite altri scali europei
L’obiettivo del rinvio è evitare un’asimmetria regolatoria che sta già determinando fenomeni di elusione. Secondo gli operatori logistici, molti invii di piccolo valore vengono oggi dirottati verso altri scali europei dove al momento non è applicato il contributo alla dogana; dopo lo sdoganamento, le merci vengono trasferite via terra nel nostro Paese, soprattutto su camion, e dunque circolano come merci intracomunitarie senza subire il prelievo previsto per le importazioni da Paesi extracomunitari.
Una denuncia in questo senso era stata sollevata da Confetra, che ha segnalato un aumento delle pratiche di instradamento verso terminal doganali comunitari per aggirare l’obbligo di versamento del contributo.
L’apertura del governo
Giancarlo Giorgetti ha dichiarato:
“Valuteremo. C’è una decisione europea e vedremo di renderla coerente.”
La dichiarazione segnala la disponibilità dell’Esecutivo a sincronizzare la normativa nazionale con la misura comune europea, per evitare distorsioni nei flussi commerciali e difficoltà applicative per operatori e consumatori.
Il debutto amministrativo e il regime transitorio
Agenzia delle Dogane e dei Monopoli aveva inizialmente indicato un approccio graduale attraverso una circolare amministrativa: è stato predisposto un regime transitorio per le importazioni effettuate dal 1° gennaio al 28 febbraio 2026, con l’obbligo di riepilogare e versare i contributi entro il 15 marzo 2026, mentre dal 1° marzo sarebbe dovuto entrare in vigore il regime ordinario.
Con il differimento ora ipotizzato e da formalizzare nel Milleproroghe, anche questa fase di avvio sarebbe cancellata per consentire al Paese di allinearsi alla partenza comune prevista dall’Unione.
Impatto sui trasporti e sugli operatori logistici
Un rinvio mira a ridurre i costi amministrativi e i rischi di contenzioso per le imprese di trasporto e per gli operatori logistici, che già stanno riorganizzando le catene di fornitura. Dal punto di vista pratico, uniformare la data di applicazione a quella europea limita le distorsioni competitive tra terminal e consolida regole comuni per la riscossione del contributo e per l’applicazione dell’Iva sulle importazioni di modesto valore.
Altre misure fiscali oggetto di correzione
Oltre alla questione del contributo sui mini pacchi, il Governo sta predisponendo interventi correttivi su altre novità fiscali introdotte con l’ultima legge di Bilancio, perché emergono difficoltà applicative e potenziali effetti distorsivi nei rapporti commerciali.
Tra le modifiche più urgenti c’è l’estensione dell’obbligo di ritenuta d’acconto alle intermediazioni relative a viaggi, trasporti aerei e prodotti petroliferi. L’entrata in vigore prevista per il 1° marzo è ritenuta problematica da diversi soggetti; per questo motivo è stato presentato un emendamento al Milleproroghe che propone un rinvio di tre mesi, spostando l’avvio operativo a giugno per lasciare tempo alle parti coinvolte di adattare i contratti e i sistemi di pagamento.
Un secondo fronte critico riguarda la nuova metodologia per il calcolo dell’Iva nelle vendite con permuta: la legge ha stabilito il passaggio dal valore normale ai costi imputabili ai beni e ai servizi scambiati come base imponibile dal 1° gennaio 2026. Tale modifica ha generato dubbi interpretativi, in particolare per i contratti pluriennali, dove potrebbe emergere un doppio meccanismo di determinazione dell’imponibile.
Tra gli emendamenti depositati figura una proposta del presidente della commissione Finanze, Osnato (FdI), che mira a far decorrere la nuova disciplina solo per i contratti stipulati a partire dal 2026, lasciando in vigore il meccanismo precedente per gli accordi già in essere e introducendo così un passaggio più graduale.
Prossimi passi e impatto politico
La decisione finale passerà attraverso l’approvazione degli emendamenti al decreto Milleproroghe nella fase parlamentare. L’allineamento con il calendario europeo ridurrebbe il rischio di contenziosi transfrontalieri e di comportamenti elusivi, ma impone al tempo stesso la predisposizione di regole operative chiare e di controlli doganali efficaci per garantire l’uniformità di applicazione tra gli Stati membri.
Per gli operatori economici resta essenziale monitorare l’evoluzione normativa nelle prossime settimane e adeguare i sistemi informativi e contrattuali per conformarsi alle nuove regole fiscali e doganali senza creare interruzioni nelle catene di fornitura.