Esplosione delle ricerche Google per bitcoin dopo il crollo a $60.000

L’interesse di ricerca su Google per il termine «Bitcoin» è aumentato bruscamente nella settimana a partire dal 1° febbraio, periodo in cui il prezzo della criptovaluta è scivolato temporaneamente verso la soglia dei 60.000 dollari, un livello non raggiunto dallo scorso ottobre.

I dati provvisori di Google Trends indicano che le ricerche mondiali per «Bitcoin» hanno raggiunto un valore massimo pari a 100 in quella settimana, il livello più alto degli ultimi dodici mesi; il picco precedente era stato 95 nella settimana del 16–23 novembre, quando Bitcoin era sceso sotto la soglia psicologica dei 100.000 dollari.

Contesto e indicatori di mercato

L’andamento delle ricerche online è uno degli indicatori comunemente utilizzati dagli analisti delle criptovalute per valutare l’interesse del risparmio privato: tali metriche tendono a impennarsi in corrispondenza di movimenti di prezzo significativi, sia durante forti rialzi sia in caso di rapidi ribassi.

Nel dettaglio, il prezzo di Bitcoin è passato da circa 81.500 dollari il 1° febbraio a circa 60.000 dollari nel giro di cinque giorni, per poi recuperare parte delle perdite fino a riportarsi attorno ai 70.740 dollari al momento delle rilevazioni pubblicate da banche dati di mercato.

La correzione ha prodotto una performance settimanale negativa per Bitcoin, con una flessione di entità rilevante che ha attirato nuovamente l’attenzione degli investitori retail e professionali.

Cosa dicono gli analisti

Alcuni osservatori di mercato interpretano l’attuale fascia di prezzo come un elemento di richiamo per una platea più ampia di investitori al dettaglio.

André Dragosch, responsabile per l’Europa presso Bitwise, ha scritto su X:

“Retail is coming back.”

Julio Moreno, responsabile ricerca di CryptoQuant, ha osservato che gli investitori statunitensi stanno comprando dopo il calo verso i 60.000 dollari e ha sottolineato un segnale operativo:

“US investors are buying Bitcoin after it reached $60,000. The Coinbase premium is now positive for the first time since mid-January.”

Per chiarezza, il cosiddetto «Coinbase premium» indica la differenza di prezzo tra il mercato statunitense rappresentato da Coinbase e altri mercati internazionali: un premio positivo suggerisce pressione d’acquisto localizzata negli Stati Uniti.

Altri segnali di mercato mettono però in guardia sulla cautela degli investitori. L’indicatore di sentimento noto come Crypto Fear & Greed Index, elaborato da piattaforme di analisi alternativeda, è sceso nuovamente fino a una lettura di 6, classificabile come «Extreme Fear», livelli non osservati dall’estate del 2022.

Un calo così pronunciato dell’indice di paura e avidità è talvolta interpretato da operatori e analisti come un’opportunità d’acquisto contrarian: valori estremi di paura possono indicare che molte posizioni sono state liquidate e che il mercato è eccessivamente pessimista rispetto ai fondamentali.

Ran Neuner, analista nel settore crypto, ha sintetizzato questa lettura con una valutazione netta:

“Every single metric is telling you that Bitcoin has never been more undervalued on a relative basis.”

Implicazioni pratiche e rischi

L’aumento dell’interesse al dettaglio può tradursi in maggiore liquidità ma anche in volatilità accentuata: ingressi rapidi di piccoli investitori spesso accompagnano oscillazioni di prezzo più ampie. Inoltre, indicatori di sentimento e volumi di scambio non garantiscono inversioni di tendenza e devono essere valutati insieme ad altri elementi fondamentali e tecnici.

Gli investitori e i lettori interessati a comprendere meglio il quadro dovrebbero considerare l’insieme delle variabili — condizioni macroeconomiche, decisioni normative, dinamiche di offerta e domanda sui principali exchange — prima di assumere posizioni rilevanti.