BTC più vicino al minimo che al massimo mentre i ribassisti esultano

Negli ultimi giorni il mercato delle criptovalute ha accelerato il suo calo multi‑mensile trasformandosi in una vera e propria caduta libera, mentre gli investitori rialzisti cercavano freneticamente segnali tecnici o narrazioni — come il fallimento di qualche fondo con leva — che potessero indicare un possibile punto di minimo per questo mercato ribassista.

Molti osservatori ritengono che un segnale definitivo di fondo potrebbe essere l’ovazione di chi per anni è rimasto costantemente scettico su Bitcoin. L’entusiasmo degli scettici quando il prezzo di Bitcoin è salito da zero a oltre 100.000 dollari nel corso di sedici anni è spesso considerato un indicatore di eccesso contrarian.

Una testata finanziaria internazionale, da tempo nota per la posizione critica nei confronti delle criptovalute, ha pubblicato questa settimana osservazioni particolarmente nette sulla dinamica di mercato e sul destino di Bitcoin.

Jemima Kelly ha scritto:

“Bitcoin is still about $69,000 too high.”

Jemima Kelly ha proseguito:

“Ever since its creation, bitcoin has been on a journey that will end, splattered on the ground.”

Nel corso della settimana lo stesso giornale ha inoltre evidenziato la difficoltà di alcune società quotate che hanno trasformato Bitcoin in una parte centrale della loro strategia finanziaria, mettendo in luce la pressione che la svalutazione del bene digitale esercita sul valore per gli azionisti.

Craig Coben ha osservato:

“Management has no safe choices — only different paths to destroying shareholder value … it is hard to see the case for buying into a vehicle that has merely broken even on its investments over five years.”

Craig Coben ha concluso la sua analisi con un’immagine evocativa:

“Like a gigantic mastodon stuck in La Brea tar pits, Strategy is flailing for a way out.”

Il confronto con l’oro e le posizioni dei critici

Con il oro che continua a mostrare un ciclo rialzista, alcuni critici storici del settore crypto hanno ripreso vigore nelle loro argomentazioni, sottolineando il confronto di rendimento e la percezione di valore relativo.

Peter Schiff ha scritto:

“According to Michael Saylor, bitcoin is the best-performing asset in the world.”

Peter Schiff ha aggiunto:

“Bitcoin below $76,000, it’s now worth 15 ounces of gold, down 59% from its Nov. 2021 high. Bitcoin is in a long-term bear market priced in gold.”

Il paragone con l’oro viene spesso utilizzato dai sostenitori dei metalli preziosi per mettere in discussione la funzione di riserva di valore attribuita a Bitcoin, con implicazioni per portafogli istituzionali e strategie di copertura.

Segnali tecnici e approcci d’investimento

È bene ricordare che il tentativo di “prendere al volo” un minimo di mercato è storicamente rischioso. Ex gestori hedge hanno spesso ammonito contro la ricerca ossessiva del punto più basso basandosi su titoli o commenti a caldo.

Hugh Hendry ha detto:

“I refuse to pick bottoms.”

La lezione implicita è che strategie basate su timing di mercato richiedono disciplina, gestione del rischio e consapevolezza che il sentiment può cambiare rapidamente. In questo contesto alcuni segnali di stabilizzazione sembrano iniziare a manifestarsi, ma restano fragili e condizionati da fattori macro e di liquidità.

Stablecoin e raccolta di capitale: il caso Tether

Un altro elemento di interesse per l’ecosistema è la dinamica di raccolta capitali delle società legate alle infrastrutture crypto. Tra queste, Tether — emittente di uno dei principali stablecoin — è stata al centro di voci riguardo a una possibile raccolta miliardaria a una valutazione molto elevata.

Fonti di mercato indicano che, quando il mercato era ancora in espansione, si era parlato di un possibile aumento di capitale nell’ordine di 15–20 miliardi di dollari a una valutazione ipotetica di circa 500 miliardi. Negli ultimi giorni invece l’interesse degli investitori sembra essersi ridimensionato e le aspettative sui numeri della raccolta sono state riviste al ribasso.

Paolo Ardoino ha detto:

“[The reports of a $15-$20 billion capital raise] were a ‘misconception’.”

Pur mettendo in relazione dichiarazioni ufficiali e percezioni degli investitori, è importante considerare che le valutazioni e le condizioni di raccolta dipendono fortemente dal contesto di mercato: una ripresa dei prezzi delle criptovalute potrebbe infatti riaccendere l’interesse e modificare rapidamente le proposte di finanziamento.

Implicazioni e prospettive

Dal punto di vista istituzionale, la correzione mette sotto i riflettori la governance aziendale di società che hanno grandi esposizioni in Bitcoin e solleva interrogativi sulla sostenibilità di strategie aggressive basate su un unico asset volatile. Gli investitori istituzionali e i gestori patrimoniali valuteranno con maggiore attenzione il profilo rischio/rendimento e la necessità di diversificazione.

Sul fronte normativo, un mercato in forte contrazione può spingere autorità di vigilanza e policy maker a rivedere requisiti di trasparenza, gestione del rischio e, nel caso degli stablecoin, regole sul capitale e sulle riserve. Questi sviluppi avrebbero impatti sia sul funzionamento dei mercati crypto sia sulle interazioni con il sistema finanziario tradizionale.

In conclusione, sebbene alcuni segnali lascino intravedere una fase di stabilizzazione, la strada verso un recupero consolidato appare ancora incerta. Gli operatori dovrebbero continuare a monitorare indicatori di liquidità, posizioni delle principali entità esposte alle cripto e sviluppi regolamentari che possono influenzare sentiment e flussi di capitale.