Tether congela 544 milioni di dollari in criptovalute legate a un’indagine sulle scommesse illegali in Turchia

Tether ha congelato oltre mezzo miliardo di dollari in criptovalute su richiesta delle autorità turche, bloccando fondi collegati a un presunto giro illecito di scommesse online e riciclaggio di denaro.

La scorsa settimana i pubblici ministeri di Istanbul hanno annunciato il sequestro di circa €460 milioni di beni riconducibili a Veysel Sahin, accusato di gestire piattaforme di scommesse illegali e di riciclare proventi illeciti.

In un primo momento le autorità non avevano specificato quale fosse l’emittente delle criptovalute coinvolte; il capo tecnico della società interessata ha poi confermato l’identificazione.

Paolo Ardoino ha dichiarato:

“Le forze dell’ordine si sono rivolte a noi, ci hanno fornito informazioni, le abbiamo esaminate e abbiamo agito nel rispetto delle leggi del Paese. È quello che facciamo quando collaboriamo con il DOJ, con l’FBI, e con altre autorità competenti.”

L’intervento rientra in un’inchiesta più ampia che mira a smantellare reti sotterranee di gioco d’azzardo e circuiti di pagamento collegati. Nel corso di indagini correlate, lo Stato turco ha già confiscato oltre un miliardo di dollari di beni, secondo fonti giudiziarie.

Analisi on‑chain e report settoriali indicano che gli emittenti di stablecoin, con in testa Tether e Circle, hanno inserito in liste nere migliaia di indirizzi legati ad attività sospette: circa 5.700 wallet per un controvalore stimato di circa 2,5 miliardi di dollari entro la fine del 2025. Circa tre quarti di quegli indirizzi detenevano USDT al momento del congelamento.

Tether ha inoltre comunicato di aver collaborato con le autorità in oltre 1.800 indagini in 62 Paesi, segnalando che l’attività ha portato al congelamento di circa 3,4 miliardi di dollari in USDT ritenuti collegati a presunti reati.

Nella giurisdizione statunitense sono in corso procedimenti penali che coinvolgono l’uso di stablecoin per operazioni di riciclaggio: recentemente un’indagine federale ha portato all’accusa di un cittadino venezuelano per il riciclaggio di circa un miliardo di dollari mediante transazioni in token stabili.

Ricercatori della blockchain hanno inoltre messo in relazione ampi trasferimenti di USDT con tentativi di eludere sanzioni internazionali, alimentando le preoccupazioni delle autorità sul possibile sfruttamento delle valute digitali per finalità illecite.

Nonostante la crescente attenzione regolatoria, la capitalizzazione di mercato di USDT ha continuato a espandersi, raggiungendo valori record nel corso del 2025, con un incremento significativo rispetto ai trimestri precedenti.

L’adozione on‑chain è aumentata: il numero di wallet attivi mensili che detengono USDT è salito fino a raggiungere decine di milioni, rappresentando una parte rilevante degli indirizzi che conservano stablecoin. Anche i volumi di trasferimento trimestrali su rete hanno registrato nuovi picchi, misurati in migliaia di miliardi di dollari su miliardi di transazioni.

Nel frattempo alcuni stablecoin concorrenti hanno registrato andamenti più contenuti: emittenti come Circle (con il token USDC) e altri progetti hanno vissuto fasi di stagnazione o cali di valore, in parte a seguito della maggiore concentrazione di liquidità su USDT.

Il caso evidenzia la crescente necessità di coordinamento internazionale tra emittenti di asset digitali, piattaforme di scambio e autorità giudiziarie. Le modalità operative delle liste nere e dei congelamenti pongono questioni giuridiche e tecniche riguardo alla responsabilità degli emittenti, alla tutela dei diritti dei soggetti coinvolti e alla trasparenza dei processi.

Le autorità nazionali e gli operatori del settore chiedono strumenti regolatori chiari per gestire il rischio di abuso delle stablecoin, bilanciando l’esigenza di contrastare attività illecite con il principio di interoperabilità e la natura decentralizzata di molte infrastrutture blockchain.

Dal punto di vista operativo, la collaborazione tra società emittenti e forze dell’ordine — quando viene attivata — può produrre risultati concreti, come il congelamento di fondi ritenuti il frutto di reati. Tuttavia, rimangono aperte discussioni su standard di prova, garanzie procedurali e meccanismi di ricorso per i soggetti colpiti.

Per inquadrare pienamente l’accaduto è opportuno seguire gli sviluppi giudiziari e le dichiarazioni ufficiali delle autorità coinvolte, che potranno chiarire ruoli, modalità di intervento e impatti giuridici a livello nazionale e internazionale.