Stellantis, il ceo Filosa lancia un reset radicale del business per tornare a crescere
- 6 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Stellantis non prevede aumenti di capitale immediati, ma secondo il suo amministratore delegato Antonio Filosa è necessaria una profonda riorganizzazione del modello di business per recuperare terreno dopo una sovrastima del ritmo della transizione energetica e scelte industriali rivelatesi errate. I dati diffusi dal gruppo hanno comunque allarmato i mercati, con il titolo che è sceso al di sotto dei 6 euro.
Antonio Filosa ha detto:
“Un business reset profondo è indispensabile per tornare a crescere e correggere gli errori del passato.”
Risultati operativi e segnali di recupero
I numeri riportati dal gruppo indicano segnali misti: le consegne sono aumentate del 9% nel terzo trimestre del 2025 e il portafoglio ordini ha mostrato una forte ripresa, con un incremento particolarmente marcato negli Stati Uniti (+150% nel 2025 rispetto al 2024) e una crescita anche in Europa (+24%). Stellantis ha richiamato inoltre gli investimenti realizzati, tra cui 13 miliardi di dollari negli Stati Uniti e il lancio di 10 nuovi modelli in Europa nell’ultimo anno.
Antonio Filosa ha detto:
“Vediamo una serie di segnali incoraggianti che giustificano l’ottimismo sulle prospettive di ripresa dei volumi.”
Pressioni della transizione energetica e effetti regolatori
Secondo la dirigenza, gli ingenti investimenti richiesti dalla transizione energetica e l’attuale fase di rallentamento del mercato delle auto elettriche hanno creato un corto circuito industriale e finanziario che grava sull’intero settore. Per il Vecchio continente si aggiunge il peso di una Regolamentazione percepita come troppo ambiziosa e poco chiara, che pesa sia sui produttori di auto sia sul settore dei veicoli commerciali leggeri.
Antonio Filosa ha detto:
“Abbiamo accantonato mezzo miliardo nel 2025 per le sanzioni sui soli veicoli commerciali: risorse che avremmo potuto destinare agli investimenti.”
La società richiama l’attenzione sulla necessità di rivedere obiettivi e scadenze: Acea, l’associazione che rappresenta i costruttori europei, chiede una revisione dei target di riduzione delle emissioni di CO2 e maggior tempo per il settore dei veicoli commerciali, proponendo almeno cinque anni in più per ridurre l’impatto delle sanzioni previste da Bruxelles.
Antonio Filosa ha detto:
“La direzione indicata da Acea è chiara: gli attuali target non sono raggiungibili senza una revisione sostanziale e tempi più lunghi per la transizione del comparto commerciale.”
Confronto tra mercati e strategie di investimento
La strategia di Stellantis riflette differenze strutturali tra i mercati. Negli Stati Uniti l’azienda sta aumentando la capacità produttiva, anche in risposta alla politica dei dazi adottata dall’amministrazione degli ultimi anni; in Europa, invece, il problema principale rimane la sovracapacità produttiva, affiancata a una domanda debole e a normative più stringenti che compressano la competitività delle case automobilistiche continentali.
Antonio Filosa ha detto:
“La principale differenza tra il mercato americano e quello europeo riguarda proprio la regolamentazione: continueremo a investire in UE, ma potremmo fare di più se le regole fossero più chiare e realistiche.”
Implicazioni per politica industriale e occupazione
L’analisi del management mette in luce implicazioni rilevanti per la politica industriale: regole stringenti e tempi ristretti per la decarbonizzazione possono ridurre la capacità di investimento e aumentare il rischio di perdita di competitività e posti di lavoro nel settore. Una revisione delle scadenze regolatorie e meccanismi di sostegno mirati potrebbero facilitare la transizione senza compromettere la base industriale europea.
Per le istituzioni europee e i decisori politici la sfida è bilanciare l’ambizione ambientale con misure che consentano al tessuto produttivo di adeguarsi, preservando investimenti e occupazione. Per le aziende, invece, resta essenziale un piano industriale che coniughi riduzione delle emissioni, sostenibilità finanziaria e capacità di innovare.