Di Bella: imprese travolte dai danni, ristori per ora inadeguati
- 5 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Franz Di Bella ha dichiarato:
«La mobilitazione delle istituzioni ha consentito una gestione rapida dell’emergenza, mettendo in sicurezza i cittadini e limitando i danni. È stato un segnale importante di attenzione. Ma ora bisogna fare il resto e farlo in fretta».
Franz Di Bella ha aggiunto:
«Voglio dire che i soldi del Ponte sullo Stretto non si toccano, lo voglio dire chiaro. Le soluzioni vanno trovate ma con altre risorse: per noi il Ponte sullo Stretto rappresenta una prospettiva di sviluppo».
La fase emergenziale può dirsi conclusa?
È indispensabile transitare rapidamente dalla fase di emergenza a quella della ricostruzione. Nella fase successiva si concentrano le criticità più complesse: la quantificazione dei danni, la valutazione tecnica degli immobili e delle infrastrutture, la definizione delle priorità per la riapertura delle attività produttive e la gestione dei flussi logistici. Senza procedure snelle per il riconoscimento e l’erogazione dei contributi, senza interventi temporanei per garantire continuità produttiva e senza una pianificazione chiara, molte imprese rischiano di subire un arresto prolungato.
Ristori e strumenti di sostegno
Le misure finora annunciate risultano insufficienti rispetto all’entità dei danni segnalati soprattutto nell’area di Catania, una delle più colpite dal ciclone Harry. La formula prevalente — un contributo strutturato con il 40% a fondo perduto e il 60% a tasso zero — è parziale: copre solo una quota limitata dei costi di ricostruzione, non tiene conto delle perdite di fatturato e non risolve il tema delle infrastrutture pubbliche danneggiate. Il rischio è che, nelle condizioni attuali, molte aziende si trovino obbligate ad indebitarsi ulteriormente senza una prospettiva chiara di sostenibilità.
Per accelerare la ripartenza sono necessari interventi combinati e coordinati: aumentare la quota di contributi a fondo perduto per le piccole imprese, attivare anticipi sui risarcimenti assicurativi quando presenti, semplificare le procedure amministrative per le autorizzazioni e gli appalti, prevedere crediti d’imposta per le spese di ripristino e interventi mirati sulle infrastrutture logistiche. Un ruolo cruciale può essere svolto da una collaborazione tra Governo, Regione Siciliana, enti locali e rappresentanze datoriali come Confindustria Catania, per definire priorità operative e canali di finanziamento integrati, compresi eventuali fondi europei dedicati alla resilienza e alla ricostruzione.
La situazione richiede inoltre una valutazione puntuale dell’impatto occupazionale e delle filiere: molte imprese che operano a valle e a monte delle attività danneggiate subiranno ricadute rilevanti. Per limitare licenziamenti e perdita di capacità produttiva servono strumenti temporanei di sostegno al lavoro e programmi di riconversione e rilancio delle imprese colpite.
In questo contesto Confindustria Catania sollecita risposte rapide e risorse aggiuntive senza intaccare investimenti ritenuti strategici per lo sviluppo futuro, come quello rappresentato dal Ponte sullo Stretto. La combinazione di misure emergenziali, piani di ricostruzione a medio termine e iniziative per il rilancio economico rimane il percorso indicato dagli attori economici locali per restituire stabilità e prospettiva alle comunità colpite.