Deflusso di 2,9 miliardi dagli etf Bitcoin, i dati futures ribassisti prevedono un nuovo calo del BTC
- 5 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il Bitcoin è sceso sotto i 73.000 dollari mercoledì, dopo un tentativo di rimbalzo fino a circa 79.500 dollari il giorno precedente, in un movimento che ha seguito il calo dell’indice tecnologico Nasdaq innescato dalle indicazioni di vendite deboli del produttore di chip AMD e da dati occupazionali inferiori alle attese negli Stati Uniti.
Gli operatori temono pressioni ribassiste ulteriori sul prezzo, in particolare dopo che gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato deflussi netti per oltre 2,9 miliardi di dollari nell’arco di 12 sedute di contrattazione.
Flussi degli ETF e liquidazioni sul mercato
Dal 16 gennaio la media giornaliera dei deflussi netti dagli ETF statunitensi su Bitcoin è stata di circa 243 milioni di dollari, un andamento che si è sovrapposto temporalmente al rifiuto del prezzo intorno ai 98.000 dollari osservato a metà gennaio.
La correzione successiva, pari al 26% in tre settimane, ha provocato liquidazioni per circa 3,25 miliardi di dollari nelle posizioni long con leva su futures BTC. Di fatto, a meno che i compratori non abbiano depositato margini aggiuntivi, le posizioni con leva superiore a 4x risultano già state azzerate.
Retrospettiva sull’evento di ottobre 2025 e impatto sugli exchange
Alcuni partecipanti al mercato collegano l’attuale fragilità a un episodio precedente: una liquidazione da 19 miliardi di dollari avvenuta il 10 ottobre 2025, associata a un malfunzionamento nelle query di database di Binance che causò ritardi nei trasferimenti e feed di dati errati.
La piattaforma riconobbe problemi tecnici durante il sell-off e stanziò oltre 283 milioni di dollari a titolo di compensazione per gli utenti coinvolti.
Haseeb Qureshi said:
“Le grosse liquidazioni su Binance non possono essere eseguite, ma i meccanismi automatici di liquidazione continuano a funzionare indipendentemente. Questo ha portato all’eliminazione dei market maker, che si sono trovati incapaci di ricoprire le posizioni rimaste.”
Haseeb Qureshi said:
“Il crash di ottobre 2025 non ha rotto definitivamente il mercato, ma i market maker avranno bisogno di tempo per riprendersi.”
Secondo le analisi riportate, i meccanismi di liquidazione degli exchange di criptovalute non sono progettati per auto-stabilizzarsi allo stesso modo degli strumenti di mercato tradizionali, come i circuit breaker, e tendono piuttosto a concentrarsi sulla riduzione del rischio di insolvenza.
Segnali dalle opzioni: i professionisti si proteggono
Per capire se i trader professionali si siano spostati verso una posizione ribassista dopo la correzione, è utile osservare il mercato delle opzioni su BTC. In situazioni di stress aumenta la domanda di strumenti di vendita (put), spingendo la metrica di delta skew sopra la soglia neutrale del 6%.
Mercoledì la delta skew a 30 giorni delle opzioni su BTC ha raggiunto il 13%, un livello che indica come i professionisti stiano cercando protezione contro ulteriori ribassi e non ritengano conclusa la fase di vendita.
Una componente di preoccupazione è legata al settore tecnologico: la potenziale intensificazione della concorrenza sui chip per l’intelligenza artificiale, con prodotti proprietari annunciati da Google e AMD, potrebbe aggravare la pressione sui titoli tech e riflettersi negativamente anche su asset rischiosi come il Bitcoin.
Voci di mercato, on‑chain e conferme
Tra le speculazioni che hanno alimentato l’incertezza vi sono due dicerie non confermate: una vendita da 9 miliardi di dollari di Bitcoin attribuita inizialmente a rischi legati al calcolo quantistico e una voce sulla solvibilità di Binance dopo i problemi tecnici che hanno temporaneamente sospeso i prelievi.
Alex Thorn said:
“Le affermazioni riguardo a vendite motivate da rischi quantistici non corrispondono ai fatti.”
I principali indicatori on‑chain mostrano però depositi di Bitcoin su Binance sostanzialmente stabili, attenuando l’ipotesi di movimenti sistemici immediati dovuti a prelievi massicci.
Prospettive e fattori di rischio
In un contesto macroeconomico incerto, molti operatori hanno preferito uscire dal mercato delle criptovalute, aumentando la volatilità e rendendo più difficile prevedere se i deflussi dagli ETF spot continueranno a esercitare pressione verso il basso sul prezzo del Bitcoin.
Il mercato appare in una fase di rimozione degli acquirenti eccessivamente esposti attraverso meccanismi di leva che hanno amplificato le oscillazioni nei periodi di stress. Recuperi più sostenibili richiederanno tempo, liquidità e, in alcuni casi, il ritorno dell’appetito per il rischio da parte di investitori istituzionali.
Queste osservazioni non costituiscono consulenza d’investimento. Ogni decisione di investimento o di trading comporta rischi; si raccomanda agli operatori di effettuare analisi indipendenti prima di prendere decisioni finanziarie.