Piantedosi al Senato: fermo preventivo necessario, decreto sicurezza e vertice Mattarella-Mantovano
- 4 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno, ha annunciato l’intenzione di introdurre una misura di fermo preventivo nel più ampio pacchetto sicurezza, alla luce degli scontri avvenuti a Torino durante un corteo pro-Askatasuna.
Matteo Piantedosi ha detto:
“Serve una norma che consenta un vero e proprio efficace intervento preventivo; il governo intende introdurre una misura che vada proprio in questa direzione: impedire a chi è noto per comportamenti violenti di infiltrarsi e colpire.”
Il fermo preventivo
Il>fermo preventivo è indicato come una misura centrale del pacchetto sicurezza che il governo intende sottoporre al Consiglio dei ministri. L’obiettivo dichiarato è autorizzare interventi più tempestivi per impedire che persone note per condotte violente si infiltrino in manifestazioni o agiscano con modalità aggressive.
La proposta ha suscitato dibattito politico: il leader della Lega, Matteo Salvini, ha più volte sollecitato un’estensione della durata del fermo fino a 48 ore, mentre osservatori e giuristi richiedono chiarimenti sulle garanzie procedurali e sul rispetto dei diritti fondamentali.
Replica del ministro e difesa delle forze dell’ordine
Matteo Piantedosi ha respinto con fermezza le ricostruzioni che suggeriscono una strumentalizzazione degli scontri per accelerare l’approvazione di nuove norme, definendole ingiustificate e offensive rispetto al lavoro delle istituzioni.
Matteo Piantedosi ha detto:
“È indegno e privo di qualsiasi riscontro insinuare che le violenze siano state in qualche modo organizzate o tollerate dal governo per poter poi varare più agevolmente nuove norme. È un’accusa evidentemente grave e strumentale; le violenze di matrice antagonista, di cui Askatasuna e altri centri sociali sono protagonisti, non nascono con l’attuale governo.”
Il ministro ha inoltre difeso la gestione dell’ordine pubblico da parte delle forze dell’ordine, sottolineando la professionalità e il rischio corso dagli operatori sul campo.
Matteo Piantedosi ha detto:
“Ho sentito ipotizzare che la gestione dell’ordine pubblico avrebbe evidenziato forme di impreparazione o un eccessivo uso della forza. Io respingo tali ipotesi con la massima decisione, non per difendere la reputazione del ministro di turno, ma per riconoscere il lavoro e la professionalità di decine e centinaia di prefetti, questori e dirigenti di polizia, che hanno operato anche a rischio della propria incolumità.”
Passaggi istituzionali e prossimi passi
Prima della presentazione formale al Consiglio dei ministri, il governo ha avviato consultazioni istituzionali per verificare la compatibilità costituzionale delle proposte. A tal fine il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha incontrato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per illustrare i contenuti e ricevere osservazioni di carattere giuridico e istituzionale.
La valutazione del Quirinale mira a prevenire criticità sul piano costituzionale, un passaggio spesso richiesto quando si propongono strumenti che incidono sulle libertà personali e sulle modalità di intervento delle forze dell’ordine. Nei prossimi giorni è attesa la definizione del testo da sottoporre al vaglio del gabinetto e, successivamente, delle Commissioni competenti per gli eventuali approfondimenti parlamentari.
Il dibattito politico e giuridico proseguirà concentrandosi su come bilanciare la necessità di prevenire violenze e infiltrazioni con le garanzie procedurali e il rispetto delle norme costituzionali; tale equilibrio sarà fondamentale per la legittimità e l’efficacia delle misure proposte.