Email del DOJ rivelano che il fondatore di Coinbase ha cercato di incontrare Epstein per formalizzare la sua promessa di investimento
- 4 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Ari Redbord, responsabile globale delle politiche presso TRM Labs, ha riferito che il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha avviato verifiche per accertare se piattaforme di criptovalute abbiano facilitato l’elusione delle sanzioni imposte all’Iran da parte di paesi occidentali.
Ari Redbord ha detto:
“La preoccupazione non è semplicemente che attori soggetti a sanzioni abbiano usato crypto, cosa prevedibile in un’economia sottoposta a restrizioni.”
Ari Redbord ha aggiunto:
“La preoccupazione è che l’attività risulti concentrata attraverso exchange-linked systems che funzionano come punti di accesso finanziario ripetibili per reti sanzionate.”
Spostamento dell’enforcement verso l’infrastruttura
Secondo TRM Labs, le autorità statunitensi stanno orientando l’applicazione delle sanzioni non più solo verso singoli indirizzi o wallet isolati ma verso l’infrastruttura di servizio che consente l’accesso continuo ai mercati.
In questa prospettiva, l’attenzione è rivolta a elementi come exchange-linked systems, stablecoin corridors, liquidity hubs e payment rails, che possono essere sfruttati come canali strutturati per spostare fondi su larga scala.
Ari Redbord ha osservato:
“Quando gli sforzi di elusione si spostano dall’attività di singoli wallet all’infrastruttura di servizio, le autorità intervengono con maggiore determinazione.”
Esempi individuati e impatto operativo
Un caso citato dagli analisti di TRM Labs riguarda l’exchange Zedcex, che secondo le rilevazioni avrebbe agito come infrastruttura controllata dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC).
Secondo le analisi, l’exchange avrebbe processato circa 1 miliardo di dollari riconducibili al IRGC, pari a una quota significativa dei volumi complessivi dell’operatore, con punte che nel 2024 avrebbero raggiunto l’87% del traffico transazionale.
Ari Redbord ha detto:
“Questa è una prova evidente di un attore statale che non si limita a riciclare proventi tramite una serie di indirizzi, ma utilizza direttamente l’infrastruttura crypto.”
Volumi e reazioni internazionali
Le stime delle società di analisi on-chain indicano che i volumi di transazioni in criptovalute legate all’Iran sono saliti nell’ordine di miliardi di dollari: stime consolidate riportano valori compresi tra circa 8 e 10 miliardi di dollari nell’ultimo anno di riferimento.
In risposta a questi trend, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha applicato sanzioni a exchange che operavano nel settore finanziario iraniano, indicando che tali piattaforme avrebbero facilitato operazioni per il IRGC. L’ufficio di controllo dei beni esteri del Tesoro (OFAC) ha inserito nella lista operatori registrati nel Regno Unito ritenuti coinvolti in queste attività.
Organismi multilaterali e analisti segnalano che l’uso di asset digitali per aggirare restrizioni non è limitato all’Iran; altri Stati soggetti a sanzioni hanno fatto ricorso a criptovalute per mantenere flussi finanziari internazionali.
Dinamiche tecniche e limiti delle sanzioni tradizionali
Le criptovalute si basano su reti pubbliche che fungono sempre più da infrastrutture di pagamento e regolamento: questa evoluzione complica l’applicazione delle misure restrittive che storicamente prendevano di mira conti bancari o singoli indirizzi.
Ari Redbord ha affermato:
“Per la maggior parte delle persone in Iran, le crypto restano soprattutto un mezzo di accesso.”
Ari Redbord ha aggiunto:
“Il punto critico si raggiunge quando attori legati allo Stato superano l’uso occasionale e si affidano a infrastrutture native della crypto progettate per sostenere finanza sanzionata su larga scala.”
Le autorità sottolineano che mirare a singoli wallet è spesso inefficace: l’anonimato pseudonimo e la facilità di creare nuovi indirizzi riducono il valore operativo delle sanzioni su singoli indirizzi.
Ari Redbord ha dichiarato:
“Quando un indirizzo viene sanzionato ha ormai scarso valore operativo. Ricostruire un’infrastruttura finanziaria funzionante è molto più difficile.”
Per questo motivo, l’applicazione più efficace tende a concentrarsi sul disarticolare la liquidità e l’accesso: identificare cluster di attività, mappare le controparti e mettere in luce fornitori di servizi che ripetutamente facilitano il movimento di fondi.
Prospettive e implicazioni politiche
Il dibattito tecnico si intreccia con implicazioni politiche: se l’adozione di infrastrutture crypto da parte di attori statali dovesse aumentare, le contromisure richiederanno cooperazione internazionale, aggiornamenti normativi e maggiore capacità di analisi forense delle blockchain.
Le istituzioni coinvolte — fra cui autorità finanziarie, uffici sanzionatori e analisti di mercato — dovranno bilanciare la tutela dell’integrità dei mercati digitali con la necessità di impedire l’uso illecito delle tecnologie. In pratica, ciò significa sanzionare non solo singoli indirizzi ma piattaforme e canali che fungono da infrastruttura per l’accesso finanziario delle reti sanzionate.
Ari Redbord ha concluso:
“L’uso legittimo continuerà a dominare, ma attori statali sofisticati e professionisti dell’elusione opereranno sempre più attraverso infrastrutture specializzate costruite sulle stesse reti.”