Disney sceglie Josh D’Amaro: dai parchi alla guida del colosso dopo Iger
- 3 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
La nota ufficiale che accompagna la nomina ha avuto un tono politico e simbolico, delineando il profilo ritenuto più adatto per guidare il gruppo nell’attuale fase di trasformazione.
Gorman ha detto:
“Josh D’Amaro possiede quella rara combinazione di leadership ispiratrice e innovazione, un occhio attento alle opportunità di crescita strategica e una profonda passione per il marchio Disney e le sue persone. Tutto questo lo rende la persona giusta per prendere il timone come prossimo ceo di Disney.”
Walden promossa ai contenuti
La riorganizzazione annunciata non si limita a un semplice avvicendamento: Disney rimodella la propria struttura di comando, separando con più chiarezza le responsabilità operative da quelle creative. A capo della creatività è stata confermata Dana Walden, che assume il ruolo di presidente e chief creative officer con supervisione sulle produzioni cinematografiche e sulle serie, in particolare sul fronte streaming.
Nel nuovo assetto Dana Walden riporterà direttamente a Josh D’Amaro, delineando un equilibrio tra un amministratore delegato focalizzato sull’esecuzione aziendale e una leadership creativa dotata di ampia autonomia. Questa soluzione sembra voluta per mitigare le critiche rivolte ai profili provenienti principalmente dai parchi divertimento, spesso ritenuti meno esperti nella gestione dei talenti creativi, che invece sono centrali per la produzione di contenuti proprietari.
Parchi, crociere e un piano da 60 miliardi
Il percorso professionale di Josh D’Amaro è strettamente legato ai parchi a tema: ha una lunga esperienza a Disneyland in California e ha guidato l’operato a Walt Disney World in Florida. Tra i progetti a lui associati figurano le aree a tema dedicate a Star Wars e il rinnovamento delle attrazioni di Epcot.
Al centro del suo piano strategico c’è un impegno di investimento di circa 60 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni per parchi e crociere, con l’obiettivo di quasi raddoppiare la flotta navale fino a raggiungere 13 navi. Il progetto prevede inoltre l’espansione geografica, compresa la realizzazione del primo parco nella regione del Medio Oriente tramite un accordo con Miral Group. Queste scelte riflettono una focalizzazione su asset tangibili a forte attrattività turistica, in grado di generare ricavi diversificati tra biglietteria, ospitalità e merchandising.
Dal punto di vista finanziario e industriale, l’ampio piano infrastrutturale comporta sfide di allocazione del capitale e gestione del rischio, oltre a impatti occupazionali e sulle filiere locali nei territori coinvolti dagli investimenti.
Lo streaming in ripresa
Il ritorno di Bob Iger al timone è stato accompagnato dalla necessità di risanare l’area contenuti e la strategia di distribuzione digitale: i risultati più recenti mostrano una significativa inversione di tendenza nel segmento streaming.
Nell’ultimo esercizio il ramo streaming ha generato un utile di circa 1,3 miliardi di dollari, dopo una perdita di 4 miliardi nel 2022. Tuttavia gli investitori continuano a monitorare la performance azionaria: le quotazioni di Disney hanno sottoperformato il S&P 500 negli ultimi tre anni e la crescita degli abbonati ha rallentato, in un contesto di contrazione generale della televisione tradizionale e di forte competizione nel settore media.
Bob Iger ha riconosciuto la mole di lavoro ancora necessaria:
“Al ritorno c’era molto da aggiustare.”
La sfida per il nuovo management sarà consolidare i ritorni ottenuti dallo streaming, migliorare la monetizzazione dei contenuti proprietari e bilanciare gli investimenti tra produzione, marketing e infrastrutture di distribuzione.
Un’idea di futuro: i videogiochi e i nuovi franchise
Un elemento strategico che indica le possibili priorità sotto la nuova guida è l’integrazione dei videogiochi nelle dinamiche creative e commerciali del gruppo. I giochi rappresentano oggi piattaforme di engagement con comunità molto attive e possono amplificare il valore delle proprietà intellettuali.
Nel 2024 Disney ha effettuato un investimento significativo, pari a circa 1,5 miliardi di dollari, in Epic Games, rafforzando il rapporto con il produttore di Fortnite. Questa mossa segnala la volontà di sviluppare sinergie tra IP tradizionali, esperienze interattive e nuove fonti di ricavo legate ai contenuti digitali e alle community online.
In un’industria in cui IP e community rappresentano una valuta strategica, l’asse tra Disney e il mondo dei videogiochi può costituire una seconda gambe di crescita, ampliando le opportunità di franchising, merchandising e prodotti esperienziali integrati con i parchi e le crociere.