Commissione Ue rivede le stime sulla dipendenza energetica dagli Usa
- 3 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La Commissione europea ha corretto il tono di recenti dichiarazioni interne che segnalavano un potenziale rischio di dipendenza della UE dalle importazioni di GNL dagli Stati Uniti, chiarendo che l’attuale contesto di approvvigionamento e i dati disponibili non giustificano allarmi analoghi a quelli legati alle forniture via gasdotto dalla Russia.
La rettifica della Commissione
La portavoce responsabile dell’energia della Commissione europea ha precisato che non intendeva commentare direttamente le dichiarazioni individuali dei commissari, ma ha fornito chiarimenti sul ruolo del GNL nelle scelte di diversificazione energetica dell’Unione.
La portavoce della Commissione ha detto:
“Le importazioni dagli Stati Uniti di GNL non possono essere paragonate alla dipendenza dai flussi russi via gasdotto prima dell’invasione dell’Ucraina.”
La stessa portavoce ha aggiunto:
“I dati attuali non indicano preoccupazioni di dipendenza comparabili, e aumentare gli approvvigionamenti dagli Stati Uniti è parte della strategia per uscire dalla dipendenza dalla Russia.”
Dichiarazioni dei commissari
Nei giorni precedenti, però, due esponenti della Commissione avevano espresso valutazioni più preoccupate sulla possibilità che la riduzione delle importazioni russe potesse essere sostituita da una nuova dipendenza da altre grandi fonti esterne.
Teresa Ribera aveva affermato:
“La UE sta aumentando significativamente la nostra dipendenza dal GNL importato dagli Stati Uniti.”
Dan Jorgensen aveva detto:
“L’Europa non vuole semplicemente sostituire una dipendenza con un’altra.”
Queste osservazioni erano state percepite nel contesto di crescenti tensioni politiche e commerciali tra l’Unione e gli Stati Uniti, e alla luce di critiche rivolte all’amministrazione americana per decisioni considerate imprevedibili da alcuni partner europei.
Implicazioni politiche e strategiche
L’episodio mette in evidenza due tensioni parallele: da una parte la necessità per la presidente della Commissione europea di evitare dichiarazioni che possano essere sfruttate a fini negoziali dagli Stati Uniti, dall’altra la riluttanza a definire gli Stati Uniti come un partner completamente prevedibile in materia energetica, soprattutto alla luce di cambi di politica internazionale.
In questo quadro, la comunicazione ufficiale della Commissione tende a enfatizzare il ruolo del GNL come strumento di flessibilità del mercato globale, evitando di trasformare un dibattito tecnico su forniture e infrastrutture in un confronto politico aperto con paesi fornitori.
Allarmi internazionali e valutazioni di mercato
Anche a livello internazionale esperti e osservatori avevano sollevato dubbi sulla sostituzione di un grande fornitore con un altro, sottolineando i rischi di concentrazione delle fonti di approvvigionamento.
Fatih Birol, direttore dell’Agenzia internazionale dell’energia, aveva messo in guardia partecipando a un forum internazionale:
“L’Europa rischia di mettere tutte le uova in un paniere sostituendo un grande fornitore con un altro.”
GNL, mercato liquido e differenze tecniche
La Commissione ha ribadito che il GNL importato via mare presenta caratteristiche diverse rispetto al gas trasportato tramite pipeline: il mercato del GNL è più liquido e offre maggiore flessibilità, con possibilità di riallocazione dei carichi e rotte alternative.
La portavoce ha spiegato:
“La dipendenza della UE dal GNL è oggi molto più gestibile rispetto a quella dai gasdotti; il mercato del GNL è globale, liquido e offre più opzioni per diversificare gli approvvigionamenti.”
Secondo la Commissione, questa differenza tecnica riduce il rischio che un singolo fornitore possa usare le forniture come strumento di pressione, come avvenuto in passato con flussi controllati via pipeline.
Contestualizzare le affermazioni interne
Alla domanda se i chiarimenti della portavoce costituissero una smentita delle affermazioni dei due commissari, il servizio dei portavoce della Commissione europea ha risposto che l’intento non era contraddirli, ma fornire contesto e dati che chiariscano le differenze tra diverse forme di dipendenza energetica.
Nel complesso, la comunicazione ufficiale punta a rassicurare sui margini di manovra dell’Unione nella diversificazione degli approvvigionamenti, pur riconoscendo la necessità di continuare a monitorare rischi geopolitici e sviluppi di mercato.