Mattarella: dobbiamo ridare ai ragazzi di Crans-Montana una vita piena

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incontrato i genitori dei giovani sopravvissuti alla strage di Crans-Montana presso l’ospedale Niguarda di Milano, dove sono ricoverati alcuni dei feriti.

Sergio Mattarella ha detto:

“Devono farcela. Dobbiamo riconsegnare loro una vita piena.”

Nel corso della visita il Capo dello Stato ha inoltre incontrato il personale medico impegnato nelle cure e ha espresso riconoscenza per l’impegno profuso nel gestire una situazione di emergenza particolarmente complessa.

Sergio Mattarella ha aggiunto:

“Ringrazio voi per ciò che fate abitualmente e per ciò che avete fatto e state facendo in questa circostanza.”

Visita al Niguarda e contatti con le famiglie

La presenza del presidente Mattarella è avvenuta durante gli eventi istituzionali legati alle Olimpiadi di Milano-Cortina e ha compreso un breve giro nei reparti per informarsi sulle condizioni cliniche dei pazienti. L’incontro con i familiari si è prolungato e ha offerto uno spazio di ascolto e di sostegno in un momento drammatico per le famiglie coinvolte.

L’autorità sanitaria dell’ospedale ha riferito che il personale sta proseguendo con terapie complesse, inclusi interventi reconstructivi e percorsi di riabilitazione per i pazienti con ustioni e traumi gravi.

Reazioni dei familiari e delle autorità regionali

Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Regione Lombardia, ha commentato la visita sottolineandone il valore umano e simbolico per le famiglie e per il personale sanitario.

Guido Bertolaso ha detto:

“È stata una sorpresa e una gioia per i genitori che erano ovviamente felicissimi ed è stato molto emozionante e commovente.”

Bertolaso ha aggiunto che i genitori sono rimasti profondamente toccati dalle parole del presidente e che il decorso clinico di molti dei giovani ricoverati mostra segnali di miglioramento, seppur con percorsi di recupero lunghi e complessi.

Bilancio delle vittime

Il numero delle vittime della tragedia di Crans-Montana è salito a 41. Tra gli ultimi decessi registrati figura un diciottenne di nazionalità svizzera, che era ricoverato in condizioni critiche presso un ospedale di Zurigo.

La notizia del decesso è stata resa nota dalle autorità del Canton Vallese, con un comunicato firmato da Beatrice Pilloud, che ha specificato la data di morte del giovane.

Cooperazione giudiziaria tra Italia e Svizzera

Sul fronte delle indagini si prevede un’accelerazione della collaborazione giudiziaria tra le autorità elvetiche e italiane. È atteso, nella prima metà di febbraio, un incontro tra i magistrati svizzeri e quelli della Procura della Repubblica di Roma, che ha aperto un fascicolo in cui figura anche il reato di disastro colposo.

La Procura vallesana ha dato un sostanziale assenso all’assistenza giudiziaria, dando seguito alla rogatoria inviata dai pm romani intorno al 10 gennaio. L’atto di cooperazione chiede l’accesso all’intera attività istruttoria svolta dalle autorità svizzere.

In particolare, i magistrati italiani hanno richiesto non solo i verbali degli interrogatori di indagati e testimoni, ma anche la documentazione relativa alle autorizzazioni comunali, ai permessi rilasciati per l’evento e a tutti gli atti che possano chiarire l’eventuale mancato rispetto delle normative di sicurezza. Questi elementi sono fondamentali per ricostruire la catena delle responsabilità e valutare profili di natura penale e amministrativa.

La procedura di assistenza giudiziaria tra Stati è uno strumento determinante per ottenere prove e atti ufficiali oltre confine: essa prevede lo scambio formale di documenti, l’acquisizione di testimonianze e, se necessario, l’esecuzione di accertamenti tecnici congiunti.

Implicazioni e prospettive

Oltre all’inchiesta penale, la vicenda solleva interrogativi sulla gestione di eventi pubblici, sui controlli amministrativi e sui protocolli di sicurezza. Autorità locali, forze dell’ordine e organizzatori dovranno fornire chiarimenti sulle procedure seguite e sulle misure preventive adottate per tutelare i partecipanti.

Il confronto istituzionale tra i due Paesi e il lavoro degli inquirenti saranno decisivi per stabilire responsabilità e per orientare eventuali interventi normativi volti a rafforzare la sicurezza negli eventi di massa, anche in vista delle importanti manifestazioni internazionali in programma sul territorio.



Author: Tony
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