Intesa Sanpaolo da record: utile di 9,3 miliardi e cedola complessiva di 6,5 miliardi

Intesa Sanpaolo archivia un 2025 da record, superando gli obiettivi del Piano di Impresa 2022-2025 e confermandosi come l’istituto più resiliente del panorama europeo. Il gruppo guidato da Carlo Messina (nella foto) ha chiuso l’esercizio con un utile netto di 9,3 miliardi di euro, in crescita del 7,6% rispetto all’anno precedente. Un risultato solido che permette alla banca di guardare con ottimismo al 2026, con una proiezione di profitti che dovrebbe toccare quota 10 miliardi di euro.

Dividendi e remunerazione degli azionisti

Il bilancio al 31 dicembre 2025 si traduce in una pioggia di liquidità per i soci. La banca ha proposto un ritorno cash complessivo pari a 6,5 miliardi di euro di dividendi: dopo i 3,2 miliardi già staccati a novembre come acconto, a maggio 2026 verrà versato un saldo da 3,3 miliardi. A questo si aggiunge un massiccio piano di buyback da 2,3 miliardi di euro, già autorizzato dalla BCE, che prenderà il via a luglio 2026. Complessivamente, la remunerazione per gli stakeholder riflette la capacità del gruppo di generare valore in modo sostenibile anche in scenari macroeconomici mutabili.

La tenuta operativa e il calo dei costi

Nonostante la flessione degli interessi netti, condizionati dal calo dell’Euribor, i proventi operativi netti sono cresciuti dello 0,6% grazie alla spinta delle commissioni nette (+6,3%) e del comparto assicurativo (+4,6%). La gestione operativa ha mostrato una grande efficienza, con costi in diminuzione dello 0,6% e un risultato di gestione in rialzo dell’1,5%. Sul fronte patrimoniale, il Common Equity Tier 1 ratio (CET1) si attesta al 13,9%, un livello di assoluta sicurezza che tiene già conto degli impatti di Basilea 4 e del contributo straordinario sulla riserva extraprofitti da 0,6 miliardi.

Una banca a “zero NPL” e il sostegno all’economia

L’istituto si presenta al mercato con lo status di banca a “zero NPL”. I crediti in sofferenza sono stati quasi azzerati (scesi a 0,8 miliardi netti), con un’incidenza dei crediti deteriorati sui complessivi ferma allo 0,8% netto secondo metodologia EBA. Il costo del rischio rimane sotto controllo a 41 centesimi di punto. Parallelamente, Intesa Sanpaolo ha ribadito il suo ruolo di motore dell’economia reale italiana, erogando nel 2025 circa 86 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine (+23% sul 2024) e riportando in bonis 2.850 aziende, salvaguardando così migliaia di posti di lavoro.