Francia approva il budget: Lecornu sfugge alla mozione di censura

Il progetto di legge di bilancio francese è stato approvato: il governo guidato da Sébastien Lecornu ha superato anche le ultime due mozioni di sfiducia e la parte “statale” della legge finanziaria — che non comprende la sezione già approvata il 16 dicembre relativa alla Sécurité sociale — è ora considerata adottata.

Nell’Assemblée nationale la mozione presentata dalla sinistra di La France Insoumise e dagli ecologisti, grazie al sostegno esterno della destra radicale, ha ottenuto 260 voti contro un quorum fissato a 289; un risultato che si colloca vicino ai precedenti voti di sfiducia del 23 e del 27 gennaio, quando si erano registrati rispettivamente 269 e 267 voti. La mozione proposta dalla destra ha raccolto invece 135 voti (contro 142 e 140 nelle votazioni precedenti).

Sébastien Lecornu ha detto:

“È tempo di passare ad altro e che la Francia abbia un bilancio.”

Dopo il passaggio obbligatorio al Conseil Constitutionnel per i controlli di legittimità, il testo potrà essere promulgato dal presidente Emmanuel Macron in tempi relativamente brevi.

Superare l’incertezza

Raggiungere l’approvazione del budget non è stato semplice: il percorso parlamentare è stato accidentato e il governo ha dovuto ricorrere a un esercizio provvisorio per garantire la continuità della spesa. La forte frammentazione dei gruppi all’Assemblée nationale rendeva difficile prevedere un iter lineare e rapido.

La situazione ricorda alcune fasi recenti: anche il budget 2025 — dopo la sfiducia che portò alla caduta del governo di Michel Barnier il 4 dicembre 2024 — fu approvato soltanto il 6 febbraio, mentre la relativa legge della Sécurité sociale venne approvata il 17 febbraio, quando primo ministro era François Bayrou. In un’altra occasione François Bayrou affrontò un voto di sfiducia preliminare l’8 settembre 2025 che portò alla caduta del suo esecutivo: questi precedenti mostrano la volatilità della maggioranza e la difficoltà a gestire riforme delicate in un contesto frammentato.

La strategia di Lecornu

La scelta politica di Sébastien Lecornu è consistita nel minimizzare i rischi istituzionali e nello spostare il terreno decisionale verso il Parlamento: il primo ministro ha rinunciato all’uso del articolo 49.3 della Costituzione, lo strumento che permette al governo di adottare un testo senza voto parlamentare salvo il rischio di una mozione di sfiducia.

In parallelo, il governo ha negoziato con la sinistra — e in particolare con i socialisti — la sospensione dell’aumento dell’età legale di pensionamento come riferimento fino alle elezioni presidenziali del 2027. Si tratta di una misura intesa a ridurre l’opposizione su un tema sensibile per l’opinione pubblica e a guadagnare un appoggio esterno su alcuni punti del bilancio.

Affidando ai deputati il compito di costruire maggioranze puntuali su singoli emendamenti e su singole voci di spesa, il governo ha temporaneamente fatto un passo indietro, sottraendo pressione diretta sul capo dello Stato. Tale scelta ha avuto l’effetto di ridurre le richieste di dimissioni rivolte a Emmanuel Macron, che avrebbero potuto innescare una crisi istituzionale con conseguenze sull’ordine delle elezioni e sui tempi previsti dalla Costituzione.

In definitiva, la strategia ha permesso a Sébastien Lecornu di ottenere il sostegno esterno di gruppi moderati, in cambio della sospensione di alcune riforme sociali e dell’impegno a non ricorrere alla procedura d’urgenza costituzionale. Tale equilibrio politico resta fragile: la costruzione di maggioranze variabili per singole misure obbligherà il governo a una lunga fase di mediazioni parlamentari e negoziazioni puntuali per far avanzare le riforme previste dal bilancio.

Per il futuro, la stabilità dell’esecutivo dipenderà dalla capacità di mantenere intatti gli accordi con i partner esterni e di trovare consensi trasversali in un’Assemblea nazionale frammentata, dove ogni voto può risultare determinante per l’approvazione di misure chiave.



Author: Tony
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