Primo investitore in bitcoin Star Xu, fondatore di OKX, punta il dito contro Binance per il crollo di ottobre

A quasi quattro mesi dal flash crash del 10 ottobre che ha cancellato posizioni a leva in tutto il mercato crypto, il dibattito su cosa abbia effettivamente causato il collasso continua ad animare la comunità finanziaria.

Quel giorno una nuova escalation tariffaria annunciata dal presidente Donald Trump ha scosso i mercati macro e ha coinciso con un periodo di elevata leva finanziaria nel settore crypto, trasformando una flessione iniziale in una ondata di liquidazioni forzate che hanno totalizzato circa 19,16 miliardi di dollari, di cui circa 16 miliardi provenienti da posizioni long.

Le accuse di Star Xu sul ruolo di USDe

Star Xu, fondatore e CEO di OKX, ha sostenuto che la spiegazione dell’evento non è complicata né accidentale, ma riconducibile a campagne di marketing e prodotti che hanno indotto i trader in meccanismi di leva non adeguatamente compresi.

Star Xu said:

“No complexity. No accident. 10/10 was caused by irresponsible marketing campaigns by certain companies. On October 10, tens of billions of dollars were liquidated. As CEO of OKX, we observed clearly that the crypto market’s microstructure fundamentally changed after that day. Many industry participants believe the damage was more severe than the FTX collapse. Since then, there has been extensive discussion about why it happened and how to prevent a recurrence. The root causes are not difficult to identify.”

Nella sua ricostruzione il fulcro del rischio è stato USDe, un token che rende rendimento emesso da Ethena. Xu ha definito USDe più simile a una strategia tokenizzata di tipo hedge fund che a una semplice stablecoin, poiché genera rendimento attraverso operazioni di trading e coperture che vengono poi distribuite ai detentori.

Star Xu said:

“Binance users were encouraged to convert USDT and USDC into USDe to earn attractive yields, without sufficient emphasis on the underlying risks. From a user’s perspective, trading with USDe appeared no different from trading with traditional stablecoins—while the actual risk profile was materially higher.”

Secondo Xu, gli utenti venivano incoraggiati a scambiare stablecoin in USDe per ottenere rendimenti attraenti, usare quel token come garanzia per prendere in prestito altri stablecoin, convertire nuovamente tali stablecoin in USDe e ripetere il ciclo. Quel processo avrebbe creato un meccanismo di leva autorinforzante la cui fragilità è emersa durante la volatilità.

Star Xu said:

“BTC began declining roughly 30 minutes before the USDe depeg. This exactly supports the earlier point: the initial move was a market shock. Absent the USDe leverage loop, the market would likely have stabilized at that point. The cascading liquidations were not inevitable—they were amplified by structural leverage, as explained previously.”

Come funzionava, secondo la ricostruzione

Nella versione di Xu, il problema non sarebbe stato un singolo fallimento tecnico ma la combinazione tra un prodotto che offriva rendimento e la percezione, da parte degli utenti, che si trattasse di un equivalente di cassa. Questo ha facilitato una catena di operazioni collaterali e di riutilizzo della stessa esposizione che ha amplificato l’esposizione complessiva del mercato alla volatilità.

Un prodotto che remunera attraverso strategie di trading e hedging richiede disclosure chiare e gestione del rischio sia da parte dell’emittente sia delle piattaforme che lo promuovono. In assenza di tali tutele, i portafogli degli utenti possono apparire più solidi di quanto non siano realmente quando vengono usati come collateral in strutture a leva.

Le repliche e le critiche al racconto di Xu

Più operatori di mercato hanno contestato la versione che individua in un singolo token o in una singola campagna pubblicitaria il colpevole unico. Per molti la dinamica è stata più ampia: notizie macro che hanno scosso un mercato già estremamente levereggiato hanno innescato una fuga di liquidità, con vendite forzate che si sono autoalimentate.

Haseeb Qureshi said:

“USDe price diverged ONLY on Binance, it did not diverge on other venues. But the liquidation spiral was happening everywhere. So if the USDe ‘depeg’ did not propagate across the market, it can’t explain how *every single exchange* saw huge wipeouts.”

Secondo Haseeb Qureshi, partner di Dragonfly, la divergenza del prezzo di USDe si sarebbe verificata soprattutto su una piattaforma, mentre le liquidazioni si sono manifestate su scala molto più ampia, il che suggerisce cause sistemiche legate alla leva e alla liquidità piuttosto che all’effetto domino originato da un singolo prodotto.

La risposta di Binance e le tensioni tra soggetti di mercato

Le grandi piattaforme hanno attribuito il flash crash a una combinazione di vendita guidata da fattori macro, elevata esposizione a leva e rapida scomparsa della liquidità profonda, escludendo un malfunzionamento centrale dei loro sistemi di trading.

CZ said:

“Dragonfly is/was one of the largest investors of OKX. Data speaks. Time doesn’t match. Good to see people understanding facts.”

La replica di CZ ha insinuato legami di investimento tra soggetti diversi, ma Star Xu ha negato che Dragonfly sia stato un investitore diretto in OKX, precisando che eventuali partecipazioni risalgono a fondi precedenti o a relazioni precedenti all’ingresso di alcuni partner nelle rispettive società, e che i dettagli sono verificabili.

Visioni più ampie sul collasso e possibili lezioni

Al di là delle recriminazioni tra operatori, alcuni osservatori ritengono che la causa principale sia stata la combinazione di mercati con eccessiva leva su asset alternativi e una domanda organica insufficiente: quando la liquidità si ritira, i prezzi sono esposti a movimenti amplificati.

Seraphim Czecker said:

“The markets crashed because the industry was overlevered alts and macro revealed that there was no sustainable organic bid for it.”

Da un punto di vista regolamentare e prudenziale, l’episodio mette in luce la necessità di migliorare la trasparenza sui prodotti che offrono rendimento, rafforzare i requisiti di disclosure e valutare limiti alla leva utilizzabile su asset complessi. Anche le piattaforme hanno responsabilità nella comunicazione dei rischi e nella gestione della liquidità di mercato, incluse pratiche di stress testing e meccanismi per mitigare effetti a catena.

In conclusione, la discussione resta aperta: alcuni additano prodotti e campagne specifiche, altri sottolineano dinamiche sistemiche di leverage e liquidità. Per ridurre il rischio di eventi simili in futuro sarà necessario combinare responsabilità degli emittenti, migliori prassi delle piattaforme e un quadro regolamentare che favorisca chiarezza e stabilità.