Cosa succede ora che bitcoin crolla a 78.000 dollari e la scommessa di Saylor è sotto pressione

Il prezzo del Bitcoin è scivolato bruscamente sabato, scendendo sotto la soglia dei 80.000 dollari per la prima volta dall’aprile 2025, in un movimento alimentato da persistente pressione di vendita e dalla mancanza di nuovo capitale nel mercato delle criptovalute.

Durante le contrattazioni del pomeriggio a New York, il Bitcoin ha registrato un calo fino a 10%, toccando un minimo intraday vicino a 75.709,88 dollari e allungando una fase ribassista che ha ora cancellato oltre il 30% dal suo valore di picco. Anche Ether ha accusato ribassi fino al 17% e Solana ha sperimentato cali superiori al 17%, evidenziando debolezza diffusa tra i token principali.

I movimenti hanno comportato una riduzione di capitalizzazione complessiva del mercato delle criptovalute pari a circa 111 miliardi di dollari nelle ultime 24 ore, secondo i dati di CoinGecko. Nello stesso intervallo sono state liquidate posizioni in leva per circa 1,6 miliardi di dollari, concentrate principalmente su Bitcoin e Ether, rileva il monitoraggio di mercato di Coinglass.

Liquidità ridotta e assenza di nuovi flussi

Analisti e operatori individuano come cause principali della caduta la ridotta liquidità e un interesse d’acquisto attenuato: una combinazione che riflette un mercato che fatica ad attrarre nuovo capitale. In questo contesto, osservatori on‑chain hanno segnalato segnali di allarme sulla dinamica dei flussi.

Ki Young Ju, amministratore delegato della società di analisi on‑chain CryptoQuant, ha commentato la situazione spiegando il ruolo della cosiddetta “realized capitalization” nel misurare i nuovi afflussi.

“Quando la capitalizzazione di mercato scende senza che la realized cap cresca, quello non è un mercato toro.”

Secondo CryptoQuant, la realized cap si è in gran parte stabilizzata, il che indica che i nuovi acquisti netti si sono arrestati. Molti possessori storici di Bitcoin restano su guadagni non realizzati dopo mesi di acquisti aggressivi da parte di ETF bitcoin spot e della strategia di accumulo di MicroStrategy, guidata da Michael Saylor.

Il ruolo di MicroStrategy e il rischio di ribasso profondo

La società MicroStrategy è stata uno degli attori principali della precedente fase rialzista grazie all’acquisto massiccio di Bitcoin. Secondo le analisi citate, un crollo ciclico profondo — dell’ordine del 70% — appare improbabile a meno che la società non decida di liquidare in modo esteso le proprie riserve.

Il calo di sabato, che ha portato il prezzo al di sotto dei 76.037 dollari per moneta, ha temporaneamente posizionato la posizione in Bitcoin di MicroStrategy in leggera perdita, ma questo non avrebbe, sulle informazioni disponibili, creato una tensione finanziaria immediata per l’azienda.

Contesto macro e fattori aggiuntivi

Il ritracciamento si inserisce in un periodo di frustrazione macroeconomica per il Bitcoin: nonostante alcuni fattori che in passato avrebbero sostenuto i prezzi — come un dollaro USA relativamente più debole per gran parte di gennaio e il rally record dell’oro — l’asset non è riuscito a riprendere slancio.

La debole reazione del mercato cripto al contemporaneo cedimento di oro e argento ha attenuato le aspettative che le criptovalute potessero comportarsi da “paracadute” in caso di stress sui metalli preziosi. Parallelamente, i ritardi nell’implementazione di nuove regole strutturali del mercato negli Stati Uniti hanno ulteriormente eroso la fiducia degli investitori istituzionali e retail.

Ki Young Ju prevede che l’attuale fase calante non si risolverà con un’immediata ripresa, ma piuttosto con un periodo prolungato di trading laterale e consolidamento.

“Questo mercato ribassista è più probabile che prenda la forma di una consolidazione ampia e prolungata.”

Cosa significa per investitori e istituzioni

Per chi osserva dall’esterno, è utile distinguere tra capitalizzazione di mercato e realized cap: la prima riflette il valore attuale di tutte le monete in circolazione, la seconda rappresenta il valore realizzato dalle monete al momento del loro ultimo trasferimento di prezzo rilevante, fornendo un’indicazione più chiara dei flussi di capitale effettivamente entrati nel mercato.

L’arresto dei nuovi afflussi mette in luce una dipendenza dai grandi acquirenti istituzionali e dai prodotti indicizzati, come gli ETF bitcoin spot, per sostenere i prezzi. L’incertezza regolamentare negli Stati Uniti e i ritardi nell’adozione di regole chiare rimangono fattori che possono limitare il ritorno di investitori istituzionali più cauti.

In assenza di segnali evidenti di ripresa della domanda, il mercato potrebbe attraversare settimane o mesi di volatilità ridotta e scambi laterali prima di definire un fondo più stabile. Gli operatori professionali stanno monitorando la liquidità, le posizioni in leva e le mosse dei grandi detentori per valutare la probabilità di ulteriori movimenti significativi.