Cartoline dall’Italia: vendite in calo ma il piacere di regalarle resiste

cartoline continuano a sopravvivere nell’era dei social e dei selfie: restano esposte in negozi e edicole e vengono acquistate soprattutto come souvenir.

A Cagliari, nelle edicole davanti al porto — spesso gestite da persone straniere che vendono giornali, piccoli oggetti e articoli turistici — le cartoline del capoluogo sardo sono ancora presenti negli espositori, con immagini della città sul mare, delle spiagge e del porto.

Alcuni negozi propongono anche edizioni limitate curate da fotografi che offrono scorci non sempre accessibili ai turisti, immagini con criteri estetici studiati e punti di ripresa difficili da raggiungere con uno smartphone.

La situazione non cambia molto in altre città: a Roma, dall’area della stazione Termini fino al Vaticano, e nelle strade del centro, gli espositori con le cartoline rimangono un elemento familiare. I soggetti variano ovviamente in base alla città: si trovano immagini del Colosseo, di Piazza di Spagna e di molti altri scorci, così come accade a Firenze e a Bologna.

Il calo delle spedizioni e la riduzione della vendita di francobolli non hanno però eliminato del tutto il fenomeno: le cartoline sono sempre presenti, anche se con numeri ridotti rispetto al passato.

Andrea Cossu, docente di Sociologia della cultura e ricerca sociale all’Università di Trento, ha detto:

“Il mercato è in forte declino e si è ridotto moltissimo in oltre dieci anni.”

Andrea Cossu ha detto:

“Prima dell’avvento dei social e degli smartphone chi andava in vacanza aveva una lista di persone — amici, parenti, conoscenti dei genitori — a cui spedire cartoline. Oggi questo fenomeno è decisamente contratto.”

Il docente indica però motivi concreti per cui molte attività continuano a esporre cartoline: si tratta di prodotti economici che attirano i clienti e aumentano la permanenza all’interno dei negozi, fungendo da richiamo per altri acquisti.

Andrea Cossu ha detto:

“Faccio sempre un racconto: a San Pietro c’è una grandissima competizione e una forte attenzione per i souvenir a basso costo. La cartolina attira lo sguardo e permette ai venditori di trattenere i clienti più a lungo.”

Un altro aspetto evidenziato riguarda la trasformazione delle pratiche fotografiche durante le vacanze: l’avvento delle macchine digitali e poi dei social ha portato a una documentazione massiva e spesso impersonale dei viaggi.

Andrea Cossu ha detto:

“Con i social, ma prima ancora con le prime macchine fotografiche digitali, le vacanze sono state documentate in maniera invasiva: ora possiamo fare centinaia di immagini che risultano spesso impersonali. Per alcune persone avere una cartolina con una bella foto, magari scattata da posizioni difficili da raggiungere, rappresenta qualcosa di diverso dal semplice selfie.”

La diminuzione dei pezzi venduti non ha solo implicazioni quantitative: è cambiata anche la qualità e la funzione d’uso delle cartoline. Formati più grandi o più piccoli, edizioni speciali e l’uso come segnalibri o piccoli quadri sono sempre più comuni.

Andrea Cossu ha detto:

“Ci sono formati differenti; molte persone non le spediscono più ma le consegnano a mano o le utilizzano come ricordo personale, ad esempio come segnalibro o piccola stampa da appendere.”

Andrea Cossu ha detto:

“In un mondo che digitalizza tutto al massimo e dove i sistemi diventano velocemente obsoleti, il supporto di carta resta sempre valido.”

Dal punto di vista economico e culturale, il settore dei souvenir e degli articoli turistici rimane importante per molte realtà locali: le cartoline sono un esempio di prodotto a basso costo che contribuisce ai ricavi dei negozi e alla percezione turistica di un luogo.

Uno sguardo oltreconfine: il caso Ungheria

In alcuni Paesi europei le cartoline conservano anche un forte valore storico. È il caso della Ungheria, che riveste una posizione particolare nella storia della comunicazione postale: la prima cartolina ufficiale al mondo fu emessa il 1° ottobre 1869 all’interno dell’Impero austro-ungarico, collocando il Paese tra i pionieri di questo formato.

Questa eredità storica spiega in parte la persistenza della cartolina come oggetto di collezione e come elemento della memoria pubblica in alcune nazioni, oltre alla sua funzione commerciale nel settore turistico.

In sintesi, pur con numeri in calo e con funzioni mutate, le cartoline continuano a svolgere un ruolo nelle dinamiche del turismo e del commercio locale: sono ricordi fisici che completano l’esperienza digitale e mantengono un legame con pratiche di comunicazione e collezionismo radicate nella storia postale.



Author: Tony
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