Stati Uniti sanzionano per la prima volta exchange di criptovalute legati all’Iran dopo la brutale repressione delle proteste
- 31 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Per la prima volta il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha imposto sanzioni ad intere piattaforme di scambio di criptovalute ritenute attive nel settore finanziario dell’Iran, segnando un cambio di passo nell’applicazione delle misure restrittive.
La Office of Foreign Assets Control (OFAC) ha inserito nella lista nera le piattaforme Zedcex e Zedxion, entrambe registrate nel Regno Unito, nell’ambito di una più ampia azione diretta contro le autorità iraniane dopo la repressione interna che ha causato migliaia di vittime.
Dettagli delle designazioni
Secondo il comunicato del Dipartimento del Tesoro, le due piattaforme avrebbero agevolato transazioni per conto della Guardia Rivoluzionaria Islamica (IRGC), organismo che gli Stati Uniti e alcuni partner internazionali qualificano come organizzazione terroristica.
Il Tesoro ha inoltre affermato che, dalla registrazione nel 2022, una sola di queste piattaforme ha processato oltre 94 miliardi di dollari in transazioni, un volume che evidenzia la rilevanza operativa degli operatori coinvolti.
Le indagini collegano le piattaforme a Babak Morteza Zanjani, imprenditore iraniano in passato condannato per appropriazione indebita di fondi legati alla compagnia petrolifera nazionale; l’OFAC sostiene che Zanjani abbia impiegato questi servizi per trasferire risorse a sostegno di enti connessi alla IRGC.
Contesto economico e monetario
Nel corso del mese è emerso inoltre che la Banca Centrale dell’Iran (CBI) avrebbe acquistato oltre 500 milioni di dollari in USDT, lo stablecoin emesso da Tether, con l’obiettivo principale di intervenire sui mercati valutari mentre il valore del rial precipitava.
Queste operazioni monetarie spiegano in parte la crescente attenzione delle autorità internazionali verso l’uso delle criptovalute per gestire riserve e aggirare le restrizioni finanziarie convenzionali.
Significato giuridico e operativo della misura
La designazione rappresenta una novità: se in passato l’OFAC aveva mirato a singoli indirizzi di portafogli digitali o a fornitori tecnologici implicati in elusione di sanzioni o crimini informatici, questa è la prima volta che vengono sanzionate intere entità exchange con ricorso alle autorità finanziarie specifiche per l’Iran.
In pratica, tutti i beni e gli interessi nelle attività statunitensi riconducibili alle piattaforme sono stati congelati e individui o entità statunitensi sono ora proibiti dal intrattenere rapporti economici o finanziari con esse.
La misura ha ricadute immediate sulle controparti internazionali e sulle banche che processano transazioni in valuta fiat legate agli exchange, aumentando il rischio reputazionale e operativo per soggetti terzi che potrebbero essere inconsapevolmente esposti.
Implicazioni per il settore delle criptovalute e per la conformità normativa
Per l’industria delle criptovalute la decisione dell’OFAC costituisce un monito: le autorità possono estendere la portata delle sanzioni oltre singoli strumenti tecnici fino a colpire interi operatori quando emergono legami con attività di elusione o finanziamento di soggetti designati.
Gli exchange con sede in giurisdizioni con regime regolamentare meno stringente dovranno rafforzare i controlli di conformità, le procedure di due diligence sui clienti e i meccanismi di monitoraggio delle transazioni per evitare rischi legali e restrizioni operative.
A livello politico e diplomatico, la mossa potrebbe intensificare la cooperazione tra autorità finanziarie internazionali e incrementare le richieste di trasparenza verso gli operatori che facilitano flussi finanziari internazionali in aree soggette a sanzioni.
In prospettiva, è probabile che la comunità internazionale segua con attenzione l’evoluzione delle indagini e l’applicazione di ulteriori restrizioni, mentre gli operatori del mercato dovranno adeguare procedure interne e rapporti con le controparti per mitigare il rischio di esposizione a provvedimenti analoghi.