Overtourism, l’Europa fa pagare l’accesso: dagli ingressi sulle isole greche alle tasse sulle crociere in Croazia
- 31 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Negli ultimi anni l’Europa ha visto emergere il fenomeno dell’overtourism, che spinge amministrazioni locali e governi a sperimentare nuove leve fiscali per governare i flussi turistici, proteggere territori fragili e reperire risorse da investire in servizi e infrastrutture.
Misure sulle isole greche
In Grecia alcune isole minori particolarmente esposte al turismo giornaliero via mare hanno iniziato a introdurre o a valutare un contributo di ingresso per i visitatori di passaggio. L’obiettivo dichiarato è duplice: contenere i picchi di afflusso nelle ore centrali della giornata e creare una fonte stabile di finanziamento per la gestione locale.
Un esempio concreto è l’isola di Symi, nel Dodecaneso, che ha adottato una tariffa di circa 3 euro per i turisti “mordi e fuggi”, in larga parte passeggeri delle crociere. Allo stesso tempo, un gruppo di 34 isole del Sud Egeo, tra Cicladi e Dodecaneso, ha chiesto al governo l’autorizzazione a introdurre misure simili per progettare interventi di lungo termine.
Le risorse generate da questi contributi sono destinate, secondo le intenzioni locali, a finanziare raccolta e smaltimento rifiuti, reti idriche, manutenzione del patrimonio naturale e infrastrutture per la mobilità sostenibile, elementi spesso sottodimensionati rispetto ai flussi stagionali.
Tassazione delle navi in Croazia
In alternativa al ticket per persona, alcune autorità locali in Croazia hanno scelto di tassare le navi da crociera, applicando un contributo calcolato sul numero di passeggeri a bordo. Si tratta di un approccio che trasferisce il prelievo dall’individuo all’unità che genera l’impatto più evidente sui porti e sui centri storici.
Nel 2026, ad esempio, una grande nave con oltre 3.000 passeggeri può essere soggetta a un’obbligazione economica superiore a 5.300 euro per l’attracco, mentre le unità più piccole pagano tariffe scalate. Città come Dubrovnik e Split hanno adottato questo meccanismo, mentre altre amministrazioni locali hanno scelto di non applicarlo, sottolineando la discrezionalità prevista dalla normativa nazionale.
La legge croata sulla tassa di soggiorno consente infatti alle municipalità di decidere sull’introduzione del contributo; l’85% del gettito resta alla città o al comune e il 15% è destinato alla contea. Per legge le risorse devono essere impiegate per migliorare le infrastrutture turistiche e promuovere pratiche di sviluppo sostenibile.
Effetti sulle comunità locali
L’afflusso massiccio e concentrato di visitatori produce impatti tangibili sulla vita quotidiana: aumento dei prezzi degli immobili, riduzione dell’offerta abitativa a uso residenziale, fenomeni di gentrificazione e stress sulle risorse idriche ed energetiche. Tali pressioni sono particolarmente acute nelle destinazioni insulari e nei centri storici a vocazione turistica.
Le amministrazioni locali, spesso con bilanci limitati, si trovano a sostenere costi elevati per infrastrutture pensate per una popolazione stagionale molto superiore a quella residente; per questo motivo i contributi mirano a riequilibrare i benefici economici del turismo con i costi sociali e ambientali che ne derivano.
Quadro normativo e strumenti alternativi
Il successo e l’accettazione di queste misure dipendono dalla cornice normativa nazionale e dalle competenze attribuite agli enti locali. Strumenti come le tasse di soggiorno, i contributi all’attracco e i microticket d’ingresso convivono con altre politiche: limiti di capacità giornaliera, sistemi di prenotazione, regolamentazioni sugli orari delle crociere e piani di gestione del turismo partecipati.
Per essere efficaci, le misure fiscali richiedono norme chiare su destinazione delle entrate, trasparenza nella rendicontazione e monitoraggio dell’impatto ambientale e socio-economico; in assenza di tali garanzie, il rischio è che i contributi diventino semplici oneri senza un valore aggiunto percepibile dalla comunità.
Prospettive e criticità
Tra le principali sfide vi sono l’applicazione pratica delle tasse, la gestione delle esenzioni (per residenti, lavoratori stagionali, studenti), l’accettazione da parte del settore turistico e la capacità amministrativa delle municipalità di reinvestire efficacemente le risorse raccolte.
D’altra parte, queste misure possono incentivare un turismo più sostenibile e programmato, favorendo operatori che investono in qualità piuttosto che in volumi e contribuendo a proteggere gli ecosistemi locali. L’equilibrio tra tutela ambientale, coesione sociale e competitività economica resta tuttavia delicato e richiede politiche integrate tra più livelli istituzionali.
Conclusioni
Le sperimentazioni di ticket d’ingresso sulle isole greche e di imposte sulle navi in Croazia rappresentano tentativi concreti di rispondere all’overtourism con strumenti fiscali che mirano a internalizzare i costi esterni del turismo di massa. La loro efficacia dipenderà dalla governance, dalla trasparenza nell’uso dei fondi e dalla capacità di coniugare tutela del territorio e sostenibilità economica.