Salvini: i fondi per il ponte destinati al maltempo restano intoccabili
- 30 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il governo ha escluso, per il momento, che le risorse destinate alla realizzazione del Ponte sullo Stretto vengano riallocate per riparare i danni causati dal maltempo nelle regioni meridionali. La dichiarazione è stata rilasciata dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini durante un evento a Montecitorio, dove ha sottolineato la differenza tra risorse per investimenti pluriennali e fondi necessari per interventi urgenti di emergenza.
Matteo Salvini ha detto:
“No, perché sono fondi per investimenti, bisogna conoscerle le cose. Poi noi abbiamo quasi 30 miliardi di cantieri aperti in Sicilia, cosa facciamo? Li blocchiamo? Troveremo i fondi che servono per Sicilia, per Calabria e per Sardegna ma senza bloccare le scuole, gli ospedali, i ponti, le gallerie, la Tav, il tunnel del Brennero.”
La posizione di Forza Italia e del ministro Tajani
Il dibattito si è esteso anche alla posizione di Forza Italia, rappresentata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha richiamato la necessità di quantificare prima di tutto i danni e le esigenze operative. Tajani ha evidenziato l’impegno iniziale del governo e l’intenzione di visitare le aree colpite per valutare le perdite sul campo e accompagnare gli interventi di sostegno alle imprese locali.
Antonio Tajani ha detto:
“C’è una straordinaria mobilitazione del governo, i 100 milioni sono solo un intervento iniziale. Sarò lunedì in Sicilia, Calabria e Sardegna per incontrare le imprese che hanno subito danni e che devono essere sostenute, così come abbiamo fatto in Emilia-Romagna.”
In serata il ministro ha inoltre precisato che Forza Italia vede il Ponte sullo Stretto come un’infrastruttura strategica per la crescita del Mezzogiorno e dell’intero paese, e che i fondi previsti per la sua realizzazione non dovrebbero essere sottratti per risarcire i danni del maltempo.
La mozione dell’Assemblea regionale della Sicilia
L’Assemblea regionale della Sicilia ha approvato con voto segreto un ordine del giorno che chiede la riprogrammazione delle risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) 2021-2027 per far fronte alle conseguenze del ciclone denominato “Harry” e alla frana verificatasi a Niscemi. Il documento impegna la giunta regionale a sollecitare una revisione delle priorità di spesa per destinare risorse alla ricostruzione, alla messa in sicurezza del territorio e al ripristino delle infrastrutture pubbliche e private danneggiate.
Nel testo dell’ordine del giorno si ricorda che nell’agosto 2023 il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPESS) aveva assegnato alla Regione Siciliana una dotazione di 6,6 miliardi di euro per interventi di manutenzione e infrastrutturazione del territorio. Successivamente l’accordo tra la presidenza del Consiglio e la Regione ha ridimensionato la dotazione complessiva a 5,35 miliardi di euro, destinati a finanziare 580 interventi, mentre 1,3 miliardi di euro risultavano indicati come cofinanziamento regionale per il progetto del Ponte sullo Stretto.
L’ordine del giorno sottolinea inoltre che parte delle risorse FSC erano state destinate allo stesso Ponte sullo Stretto attraverso diverse voci, incluse quote assegnate alla Regione Calabria e alla gestione diretta governativa, e chiede che tali somme vengano riassegnate alle misure di emergenza per la Sicilia. Si tratta di un atto politico regionale che, pur non avendo valore vincolante sul piano nazionale, invia una richiesta formale al governo centrale per una revisione della programmazione delle risorse.
Per comprendere le possibili implicazioni operative, è utile ricordare che la riprogrammazione delle risorse del FSC richiede accordi tra le amministrazioni coinvolte e atti formali a livello centrale: il processo coinvolge la presidenza del Consiglio, i ministeri competenti e le Regioni, e deve rispettare vincoli normativi e temporali legati alla rendicontazione dei fondi pubblico-privati.
Le reazioni dell’opposizione e le conseguenze politiche
Anche i partiti di opposizione hanno sollevato critiche e proposte. La leader di un’importante formazione politica e il leader del M5S hanno chiesto che il governo trovi risorse adeguate e immediate per sostenere le popolazioni colpite dal maltempo, sollecitando scelte concrete sulla destinazione dei fondi disponibili e sulla tutela degli investimenti già programmati nelle regioni del Sud.
Giuseppe Conte ha detto:
“Io credo che un governo responsabile debba assolutamente prendere i fondi necessari. Sul Ponte, adesso, ci sono lì buttati 13 miliardi e mezzo per un progetto fallace, carente che è stato bocciato. E ricordiamoci che ci sono anche i fondi scippati alla regione Sicilia e alla Calabria. Noi abbiamo dato un segnale: un milione di euro col taglio dei nostri stipendi, ma un segnale di vicinanza. Al governo invece compete la responsabilità di una scelta chiara, concreta e immediata.”
Le posizioni divergono dunque tra chi chiede di preservare le risorse per grandi opere ritenute strategiche e chi invoca una rapida riallocazione per interventi di emergenza. Sul piano pratico, ogni eventuale spostamento di stanziamenti pluriennali richiederà valutazioni tecniche, giuridiche e contabili, oltre a un confronto politico fra governo centrale e amministrazioni regionali interessate.
Nei prossimi giorni il governo dovrà procedere a una quantificazione precisa dei danni, predisporre schemi di intervento per le attività di soccorso e ricostruzione e verificare le possibilità tecniche di integrazione tra fondi ordinari, risorse straordinarie e strumenti europei. La gestione della fase successiva avrà ricadute sia sul piano della pianificazione territoriale sia su quello politico, condizionando relazioni tra maggioranza e opposizione nonché il rapporto tra Stato e Regioni del Sud.