Olanda: la tassa per la libertà che scuote il nuovo governo
- 30 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Una nuova imposta definita “tassa per la libertà” è stata inserita nel programma del futuro governo olandese per finanziare il sostegno all’Ucraina e per accelerare l’aumento delle spese per la difesa fino al 3,5% del Pil.
Composizione e leadership del governo
Il programma è stato presentato dai leader dei tre partiti che formeranno l’esecutivo: Rob Jetten del partito liberale progressista D66, designato come primo ministro in pectore; Henri Bontenbal del partito cristiano-democratico CDA; e Dilan Yesilgöz dei liberali conservatori VVD.
Si tratta di un governo di minoranza che disporrà di 66 seggi su 150 in Parlamento e dovrà quindi contare sul sostegno di forze esterne per approvare le misure più rilevanti. Nel nuovo assetto sono rimasti esclusi sia il partito populista di Geert Wilders (PVV), arrivato secondo alle elezioni, sia l’aggregazione dei Laburisti-Verdi, potenziali alleati che non sono entrati nella coalizione.
Meccanismo della “tassa per la libertà” e impatti di bilancio
La “tassa per la libertà” è concepita come una sovrattassa aggiuntiva applicata sia all’imposta sul reddito delle persone fisiche sia a quella sulle imprese, e dovrebbe raccogliere circa cinque miliardi di euro all’anno.
Il governo prevede di aumentare la spesa per la difesa dall’attuale 2% del Pil al 2,8% entro il 2030, per poi raggiungere il 3,5% entro il 2035, in linea con gli impegni concordati in sede Nato. A regime questo piano comporterebbe una spesa militare annua pari a circa 19 miliardi di euro.
Per finanziare l’incremento delle spese per la difesa il programma indica non solo la nuova imposta, ma anche la necessità di riduzioni di bilancio che potrebbero toccare capitoli come la sanità e il welfare, mantenendo però una disciplina fiscale piuttosto stringente.
Impegni internazionali e sostegno all’Ucraina
Il documento programmatico dedica ampio spazio al sostegno a lungo termine a favore dell’Ucraina, sia sul piano finanziario sia su quello militare.
Il programma afferma:
“La lotta dell’Ucraina riguarda la sicurezza dell’intera Europa.”
Tra le misure previste c’è anche il prosieguo del supporto all’utilizzo dei beni russi congelati a fini di ricostruzione e di assistenza, oltre a impegni pluriennali per l’invio di aiuti militari e finanziari.
Rob Jetten ha poi sottolineato:
“L’Europa non può ignorare il ‘campanello di allarme’ rappresentato dalle ambizioni territoriali del presidente americano, Donald Trump, sulla Groenlandia.”
Priorità interne e vincoli fiscali
Tra gli altri impegni il programma indica investimenti significativi per il settore abitativo, considerato una vera emergenza nazionale, con l’obiettivo di aumentare l’offerta di alloggi e affrontare i problemi legati ai prezzi e alla disponibilità.
Confermando la tradizione di rigore dei Paesi Bassi, il progetto di governo pone come obiettivo di contenere il deficit pubblico intorno al 2% del Pil, combinando aumenti mirati della spesa con misure di razionalizzazione della spesa pubblica.
La natura di governo di minoranza renderà fondamentale il dialogo parlamentare e possibili compromessi con forze esterne alla coalizione per attuare le riforme e le misure fiscali previste.