Via libera della Camera al ddl sulle lobby: stop all’opacità, registro obbligatorio e nuove sanzioni
- 29 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La Commissione Affari Costituzionali della Camera ha dato il via libera a una proposta di legge che introduce norme per la regolazione delle attività di rappresentanza di interessi, con l’obiettivo di aumentare trasparenza e responsabilità nei processi decisionali pubblici.
Il testo intende disciplinare le modalità con cui i rappresentanti di interessi svolgono la loro attività, definendola come un contributo alle decisioni pubbliche da svolgersi nel rispetto delle norme vigenti e dell’autonomia delle istituzioni.
Il testo prevede:
«regolamentare e dare trasparenza all’attività svolta dai rappresentanti di interessi come contributo alle decisioni pubbliche ma sempre nell’osservanza della normativa vigente, nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni e con obbligo di lealtà e integrità verso di esse».
Registro pubblico e organi di controllo
La proposta istituisce presso il CNEL un Registro pubblico per la trasparenza dell’attività dei lobbisti. Si tratta di un registro unico che dovrà raccogliere anche gli elenchi già presenti presso altre istituzioni, integrando le informazioni in un archivio centralizzato.
Presso il CNEL sarà inoltre costituito un Comitato di sorveglianza incaricato di vigilare sulle iscrizioni e di irrogare sanzioni in caso di violazioni, con poteri che vanno dall’applicazione di multe fino alla cancellazione dal registro.
Obblighi di trasparenza e limiti alle iscrizioni
Gli iscritti al registro dovranno rendere pubblico, con cadenza settimanale, l’elenco degli incontri effettuati, indicando il decisore pubblico coinvolto, il luogo dello svolgimento, l’argomento trattato e gli eventuali altri soggetti partecipanti.
Il provvedimento stabilisce inoltre un divieto di iscrizione per chi sia stato condannato in via definitiva a pene superiori a due anni per reati commessi nei confronti della Pubblica Amministrazione, al fine di tutelare l’integrità del registro.
Dopo l’approvazione della legge, sarà compito dell’ISTAT integrare la classificazione delle attività economiche con un codice Ateco specifico per i rappresentanti di interessi, rendendo così tracciabile anche dal punto di vista statistico il settore.
Implicazioni istituzionali e successive fasi
L’approvazione in commissione rappresenta un passaggio procedurale importante: il testo dovrà essere esaminato e votato dall’Aula della Camera, dove potranno essere presentati emendamenti che modifichino contenuti e modalità operative.
Se la legge sarà confermata, seguirà la fase attuativa che richiederà la predisposizione di regolamenti attuativi e l’adeguamento delle strutture del CNEL per gestire il registro e le funzioni di controllo. Sarà inoltre necessario definire procedure informatiche per le comunicazioni periodiche obbligatorie.
Strumenti non coperti e criticità potenziali
La normativa proposta mira a incrementare la trasparenza tradizionale degli incontri e delle attività dichiarate, ma non affronta in modo esplicito alcune forme emergenti di pressione come il lobbying digitale o le pratiche svolte da soggetti esteri o da operatori all’interno di società a partecipazione pubblica.
Queste lacune sollevano questioni relative all’efficacia complessiva del sistema: senza regole specifiche sul lobbying online e senza una disciplina chiara per i portatori di interesse stranieri, parte delle dinamiche di influenza potrebbero rimanere opache.
Valutazione di esperti
Pier Luigi Petrillo ha commentato:
“La proposta potrebbe contribuire a squarciare quel velo di opacità che oggi copre le dinamiche lobbistiche. Chiaramente non risolve né svela tutto perché, ad esempio, nulla dispone sul lobbying digitale o sulla pressione da parte di lobbisti stranieri o che operano all’interno di società a partecipazione pubblica. È un primo passo e, considerando che l’Italia è rimasta, insieme alla Spagna, l’unica democrazia senza una regolamentazione completa del fenomeno, è comunque meglio di niente.”
Secondo gli osservatori, la regolamentazione potrà aumentare la responsabilità pubblica e migliorare la qualità delle informazioni disponibili ai decisori, ma richiederà monitoraggio continuo e possibili integrazioni per coprire modalità di pressione sempre più sofisticate.