Trader Bitcoin avverte: rischio forte di ribasso mentre l’impennata dell’oro prosegue
- 29 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il ritracciamento è avvenuto in contemporanea a un dollaro più solido e a un calo del momentum nei mercati rischiosi più ampi, con le criptovalute che restano indietro rispetto alla forza mostrata da materie prime e azioni.
Materie prime al centro dell’attenzione
Le materie prime hanno dettato il ritmo dei mercati. Il oro si è mantenuto vicino ai livelli record dopo aver superato i $5.500 l’oncia all’inizio della settimana, mentre argento e rame sono rimasti elevati a seguito di forti rialzi.
La forza dei metalli è stata alimentata da una debolezza del dollaro nelle settimane precedenti, dai rischi geopolitici e dalla domanda di asset percepiti come riserve di valore in un contesto di incertezza sui conti pubblici.
Il ruolo del dollaro e delle politiche monetarie
L’indice del dollaro ha registrato la maggiore crescita in un giorno dallo scorso novembre dopo che il segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, ha affermato che l’amministrazione continua a sostenere una politica a favore di un dollaro forte, respingendo le ipotesi di un’approvazione di un calo prolungato della valuta.
Il movimento è arrivato dopo la decisione della Federal Reserve di mantenere i tassi invariati, a seguito dei tre tagli avvenuti tra la fine dell’anno scorso. I responsabili della politica monetaria hanno segnalato la necessità di evidenze più chiare sul raffreddamento dell’inflazione prima di intervenire nuovamente.
Il messaggio di politica monetaria stabile, pur largamente atteso, ha contribuito a rasserenare i mercati valutari dopo giorni di volatilità legata a preoccupazioni fiscali e pressioni politiche sulla banca centrale.
Perché le criptovalute restano marginali
Questo contesto ha in parte escluso le criptovalute dal centro del dibattito finanziario. Bitcoin, spesso descritto come copertura contro la svalutazione valutaria, non è riuscito a tenere il passo con il rally dell’oro e viene scambiato circa il 30% sotto il picco di ottobre, mentre metalli e azioni globali si avvicinano a livelli record.
Operatori e analisti osservano che Bitcoin continua ad assumere comportamenti più simili a un asset ad alta beta collegato al rischio che a una vera copertura macroeconomica: risponde alle oscillazioni del dollaro e alle condizioni di liquidità piuttosto che sviluppare una narrativa indipendente.
Alex Kuptsikevich said:
“Con un indebolimento dell’8% del dollaro da aprile a giugno dello scorso anno, Bitcoin è salito di oltre il 50%.”
“Senza addentrarsi troppo nella storia, è facile osservare che il calo del 4% dell’indice del dollaro in meno di due settimane è stato accompagnato da un balzo del 30% del argento e del 15% dell’oro.”
Analisti tecnici sottolineano inoltre come il tentativo di consolidamento sopra i $89.000 incontri una resistenza rinforzata dalla media mobile a 50 giorni, suggerendo un quadro tecnico ancora debole per Bitcoin, nonostante il supporto difeso attorno agli $85.000 grazie a un contesto esterno relativamente favorevole.
Prospettive e fattori di rischio
La settimana trascorsa ha confermato questa dinamica: le criptovalute sono rimaste indietro durante il rally dei metalli e non hanno reagito in modo significativo alla debolezza del dollaro osservata in momenti precedenti.
Con la decisione della Federal Reserve ormai alle spalle, l’attenzione degli investitori si sposta sui risultati trimestrali delle grandi società tecnologiche e sulla possibilità che movimenti nei mercati azionari, obbligazionari o valutari inneschino nuova volatilità cross-asset.
Fino a quando tali fattori non offriranno un impulso chiaro, Bitcoin sembra destinato a rimanere in una fase di consolidamento: mantiene livelli chiave ma manca della spinta necessaria per riallinearsi ai trade che stanno guidando i mercati globali.