Russia limita a 4.000 dollari gli acquisti al dettaglio di criptovalute mentre legalizza gli asset digitali
- 29 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Anatoly Aksakov, presidente del Comitato della Duma di Stato per i Mercati Finanziari, ha annunciato che il quadro normativo per il mercato delle criptovalute sarà pronto entro giugno e che le norme entreranno in vigore il 1° luglio 2027.
Quadro normativo e tempistiche
Secondo le indicazioni fornite dal rappresentante parlamentare, il testo legislativo è in fase di definizione e mira a disciplinare in modo organico l’offerta e la negoziazione di asset digitali sul territorio della Federazione Russa. Il calendario indicato prevede la finalizzazione del provvedimento entro il mese di giugno e l’entrata in vigore a partire dall’estate del 2027, lasciando così margine per l’adozione di decreti attuativi e regolamenti secondari da parte delle autorità competenti.
Regole per gli investitori
Il futuro regime distinguerà gli investitori qualificati da quelli non qualificati, stabilendo regole e limiti differenti per le due categorie. Agli investitori al dettaglio sarà imposto un tetto massimo alle acquisizioni di criptovalute, con la cifra di 300.000 rubli (circa 4.000 dollari) attualmente in discussione come limite annuo o per operazione, a seconda delle formule che verranno adottate.
Gli investitori qualificati avranno invece accesso a una gamma più ampia di asset e non avranno un limite quantitativo sulle acquisizioni, fatta eccezione per le criptovalute anonime. Per poter essere classificati come qualificati sarà prevista una procedura di verifica delle competenze: i soggetti dovranno superare test obbligatori volti ad accertare la comprensione dei rischi connessi alle transazioni in asset digitali.
Sanzioni e responsabilità per gli intermediari
Il progetto normativo comprende anche misure sanzionatorie rivolte agli intermediari che operano illegalmente nel mercato delle criptovalute. Le penalità previste dovrebbero essere allineate a quelle esistenti per attività bancarie illecite e comprendere responsabilità amministrative, sanzioni economiche e, in alcuni casi, conseguenze di natura penale.
Posizione della Banca centrale e status delle valute digitali
La Banca Centrale aveva già presentato, a dicembre, una bozza di regolamentazione che prevede la legalizzazione e la regolazione del trading di criptovalute sia per persone fisiche sia per istituzioni, segnando un atteggiamento più permissivo rispetto al passato.
Allo stesso tempo la Banca Centrale continua a porre l’accento sui rischi finanziari connessi all’investimento in asset digitali, incluse perdite potenziali per gli investitori. Nel documento preliminare le valute digitali e i stablecoin sono stati riconosciuti come asset monetari, ma viene ribadito che non possono essere utilizzati per i pagamenti domestici all’interno del Paese.
Minatori e legalizzazione delle attività
La nuova normativa prevede anche misure per i miner, con l’obiettivo di «legalizzare il più possibile» l’attività di estrazione di criptovalute. Il legislatore intende introdurre regole che rendano formalmente riconoscibili le imprese minerarie, prevedendo al contempo responsabilità amministrative, sanzioni finanziarie e, se necessario, profili di responsabilità penale per chi operi in modo illecito nel settore.
Lista delle criptovalute ammesse e divieti
Nel testo normativo è previsto che la Banca Centrale predisponga una lista delle principali criptovalute consentite per il trading al dettaglio, limitando così l’offerta disponibile agli investitori non qualificati.
Un legale ha detto:
«Includeranno sicuramente BTC e ETH. Potrebbero aggiungere anche SOL o TON, vista la loro popolarità nel nostro Paese. Le altre saranno riservate agli investitori qualificati.»
Il principio operativo previsto è che alcune criptovalute, ritenute sufficientemente tracciabili e con elevata capitalizzazione, saranno accessibili alla massa degli investitori; mentre asset ritenuti a maggior rischio di abuso o meno trasparenti resteranno limitati agli operatori qualificati.
Il legale ha aggiunto:
«La Banca Centrale dichiara esplicitamente che non si possono acquistare monete che nascondono i destinatari delle transazioni, come Monero (XMR), Zcash (ZEC) e Dash. Se non è possibile costruire un grafo delle transazioni e verificare l’origine dei fondi, un asset non supera i controlli antiriciclaggio (AML).»
Implicazioni e contesto
La riforma proposta riflette un equilibrio tra l’apertura del mercato e la volontà di preservare la stabilità finanziaria e la conformità alle regole di contrasto al riciclaggio. L’introduzione di test per investitori qualificati e di limiti per il dettaglio mira a proteggere gli utenti meno esperti, mentre il riconoscimento formale degli asset digitali permette alle istituzioni e alle imprese di operare in un quadro giuridico più definito.
Nei prossimi mesi sarà importante monitorare l’evoluzione dei testi normativi e dei regolamenti attuativi, nonché l’interazione tra la Banca Centrale e gli altri organi di vigilanza finanziaria, per comprendere appieno l’impatto sulla liquidità del mercato, sugli scambi internazionali e sulle attività di custodia e intermediazione in ambito crypto.