Paxos Gold (PAXG) registra un afflusso record di 248 milioni di dollari a gennaio

Gli investitori in criptovalute stanno spostando capitali verso l’oro tokenizzato, mentre i mercati degli asset digitali mostrano scarsa dinamica, con flussi record verso il token aureo emesso da Paxos registrati a gennaio.

Afflussi record su Paxos Gold

I dati di DefiLlama indicano che Paxos Gold (PAXG), supportato da lingotti fisici custoditi in casse accreditate dall’LBMA a London, ha raccolto oltre 248 milioni di dollari di nuovi capitali nel solo mese di gennaio. Questo incremento ha portato la capitalizzazione di mercato di PAXG a oltre 2,2 miliardi di dollari, lasciando il token alle spalle soltanto di XAUT per dimensione.

Il forte flusso verso PAXG è il segno di un interesse crescente per soluzioni che combinano la storicità dell’oro con la funzionalità delle tecnologie blockchain.

Il contesto del rally dell’oro

L’ondata di afflussi coincide con un rally marcato del metallo prezioso: l’oro ha superato la soglia dei 5.300 dollari l’oncia e, nel mese di gennaio, ha segnato un aumento di circa il 22%, con una performance superiore al 90% nell’ultimo anno.

Nel frattempo il bitcoin ha registrato una flessione superiore al 10% su base annua e l’insieme del mercato crypto ha mostrato segni di debolezza, spingendo alcuni investitori a cercare coperture alternative nella forma digitale di un bene rifugio tradizionale.

Perché gli investitori guardano all’oro tokenizzato

James Harris, amministratore delegato della piattaforma di rendimento crypto Tesseract Group, ha evidenziato il mutamento delle preferenze in risposta all’incertezza macroeconomica:

“La crescente adozione dell’oro tokenizzato ha ampliato l’utilità del metallo, soprattutto in termini di trasferibilità e possibilità di frazionamento, mentre il bitcoin tende a comportarsi come un asset rischioso nei periodi di incertezza macro.”

Strumenti come PAXG e XAUT permettono la proprietà frazionata di oro fisico, con trasferimenti basati su blockchain e compatibilità con portafogli digitali. Per molti investitori si tratta di un metodo per detenere un bene rifugio storico senza dover gestire direttamente la custodia fisica.

Caratteristiche, rischi e impatto istituzionale

L’oro tokenizzato unisce la proprietà di lingotti riconosciuti e custoditi in strutture accreditate a funzionalità tipiche degli asset digitali, come la divisibilità e la liquidità 24/7. Tuttavia, la soluzione presenta punti di attenzione: la qualità della custodia, il rischio di controparte, la trasparenza delle riserve e il quadro regolamentare sono elementi che influenzano il profilo di rischio complessivo.

Le autorità di vigilanza e gli operatori di mercato stanno incrementando l’attenzione su questi strumenti, perché la loro diffusione può modificare i flussi di capitale tra mercati tradizionali e digitali e richiede regole chiare per la tutela degli investitori.

Dimensione del mercato e prospettive

Secondo stime riportate da CoinGecko, il mercato complessivo dell’oro tokenizzato ha superato i 5,5 miliardi di dollari, segnando un massimo storico alimentato sia dagli afflussi di capitale sia dall’aumento del prezzo dell’oro fisico.

Se l’incertezza macroeconomica dovesse persistere, è probabile che la domanda per soluzioni che combinano stabilità di valore e funzionalità digitale continui a crescere. Sul medio termine, l’evoluzione del settore dipenderà dalla capacità degli emittenti e dei custodi di garantire trasparenza, conformità normativa e sicurezza operativa.